Siamo del parere che poche cose siano piacevoli, come il sentirsi i denti puliti e lisci dopo averli lavati. Viene sottovalutata l’igiene orale. In realtà pensiamo che viene sottovalutata tutta l’igiene, visto che in quella che dovrebbe essere considerata zona ricca e sviluppata, c’è gente che, tanto per fare qualche esempio, lava i capelli una volta ogni quattro mesi o che va in bagno - pubblico e non - e non tira lo sciacquone, e gli esempi potrebbero essere infiniti pure se non staremo qui ad elencare quelli che sappiamo, ché altrimenti ci vengono le coliche. Evoluzione, progresso, scoperte fantasmagoriche e poi la gente resta comunque in uno stato terribilmente primitivo. La gente, soprattutto i borghesi, non sanno essere ricchi, né possedere. Noi adoriamo l’igiene, pure se non siamo perfetti e a volte cediamo alla noia o ad una convinzione di pseudo-economia.
Parlando di pulizia, ci vengono in mente tutti i piatti che abbiamo lavato oggi per via del nostro esserci messi in cucina a preparare i dolci per il compleanno della nostra genitrice e ci ricordiamo che abbiamo avuto conferma di quanto siano urtanti e fastidiosi i libri di cucina: chi scrive libri di cucina dà per scontato parecchie cose, ad esempio quando e dove va inserita la gelatina per fare una mousse: non nel cioccolato fuso; e duecentocinquanta grammi di cioccolato fondente buttato lo confermano. La sequenza è la seguente: panna semi-montata -> tuorlo montato -> cioccolato fuso tra i quarantacinque e cinquantacinque gradi (non in più, non in meno) -> gelatina sciolta (per sicurezza mantenendo la temperatura sempre tra quei parametri). Abbiamo anche venticinque grammi di tuorli e centoventicinque grammi di panna fresca a testimoniare il fatto che no, panna e uovo ancora da montare, insieme non montano. Li useremo per una torta salata che eviteremo di mangiare perché ovviamente tra calorie e grassi chi ce l’ha il coraggio anche solo di addentarla. È stato frustrante vedere il cibo sprecato, peggio ancora buttato. Proviamo fastidio, odio al limite del dolore perché non deve essere così. Sì, va bene errare è umano, ma morire di fame non è umano e c’è gente che soffre la fame che nemmeno le bestie e noi non contenti di mangiare cibo che va oltre le necessità fisiche per la sopravvivenza perché abbiamo conosciuto il benessere e quindi le viziosità, abbiamo anche il coraggio di buttare quello che non ci soddisfa. Non si fa. Non deve essere così. Ci sentiamo un poco morire dentro quando, per strada, vediamo cibo a terra, quando vediamo i bar o le pseudo-pasticcerie che riempiono sacchi e sacchi di cibo buttato. Pseudo-borghesi che buttano il latte aperto il giorno prima perché secondo loro non è più buono, che buttano la carne perché era congelata da troppo tempo (un paio di settimane) e poi vanno nelle paninerie o nelle pizzerie e mangiano con golosità ed ingordigia vantandoselo pure il cibo fritto in olio nero che nemmeno l’olio dei motori, con ingredienti al limite della scadenza o del marcio, solo perché non vedono quello che c’è dietro e soprattutto: per il piacere di essere serviti e riveriti; la potenza di potersi acquistare delle attenzioni. Una cosa che ci fa abbastanza morire dentro è, infatti, anche il cibarsi in giro per locali. Ci sentiamo tremendamente a disagio e detestiamo innanzi tutto la mentalità che c’è sotto (perché tu che sai - perché lo hai provato - cosa vuol dire non riuscire a raccapezzare un piatto decente per il pranzo o la cena, meriti solo il disprezzo se ti senti figo appena hai un cinquanta euro da poter spendere e te lo spendi in un paio d’ore trascorse in un locale di merda pagando del cibo perlopiù di merda: no, non ci fidiamo dei ristoratori e di quello che combinano nelle cucine), preferiamo un piatto di pasta cucinato da noi o anche spenderci due giorni di tempo per far lievitare la pizza e renderla il più leggera e digeribile possibile, ma non buttarci soldi e salute in cose che, il più delle volte, facendo qualche ricerca puoi benissimo prepararti tu a casa e spenderci un terzo. Certo: devi informarti, raccogliere informazioni, tentare,la cucina non è così semplice e così a portata di tutti come può sembrare; ci vuole tempo e dedizione, ovviamente, cose che perlopiù mancano. Noi, paradossalmente, possiamo permettercelo perché siamo dei mantenuti, ma non tutti possono. Abbiamo una cosa che i veri borghesi hanno: ovvero il tempo e lo passiamo ad allontanarci il più possibile dalla mentalità e dagli atteggiamenti borghesi. Sarà che non siamo mai stati dei veri e propri borghesi, ne abbiamo solo l’atteggiamento, ed è questo che i pidocchi arricchiti ignorano: si atteggiano da borghesotti, ma non sono dei borghesi: sono degli operai tra i peggio sfruttati. Il vero borghese ha una cosa che loro non hanno: tempo. Altrimenti com’è che avrebbero sviluppato la depressione e cose simili, in passato. Istintivamente era gente che avrebbe condotto una vita felice se fosse stata lasciata ai campi; invece s’è ritrovata ricca e non sapeva come riempire le proprie giornate.
Ad ogni modo, al di là di questa inutile digressione, ci avviamo a concludere questo inutile post affermando che abbiamo preparato dolci per un reggimento. E anche questo è spreco.














