03.07.76
“Lascio tutte le mie proprietà immobiliari, compreso l’appartamento a Diagon Alley, fino al mio ultimo galeone, ed ogni creatura a me legata, esclusivamente a mia nipote: Merrow Morgana Loghain.”
Un bigliettino lasciato a parte in una busta intestata proprio a lei, con il sigillo in ceralacca dei Loghain:
“A te, adesso mia Unica Erede.
Mi dispiace,
Nonna.”
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«Assieme alle proprietà, devo informarla, Miss Loghain, che ha ricevuto in eredità anche un Elfo Domestico. Era quello personale di Mrs. Loghain, ed è qui fuori dallo studio ad attenderla. Si chiama Pak e solitamente si occupava di tenere sempre pulite le varie tenute, pronte ad una visita da parte della sua Padrona.»
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La porta si schiude e Merrow esce dall’ufficio, incontrando in quella piccola ma lussuosissima, saletta d’aspetto, la bassa figura appartenente ad una creatura rugosa e dalle ampie orecchie da elfo. Il naso pronunciato, le sopracciglia biondo rosso piuttosto ispide, una bocca tirata in una linea che fa trasparire seria preoccupazione ed un paio di grandi occhi cerulei che, una volta fatto il suo ingresso, si puntano sul proprio viso e non sembrano volersi schiodare più.
«Pak, vero?»
L’elfo annuisce, serio e vagamente rigido, prima di performare un inchino elegante e perfetto nella sua semplicità «Per servirla, Padrona.»
Disagio, ed un pochino di disgusto, nel vedere quella creatura che con tanta premura la chiama “Padrona” e le si inchina dinnanzi « Non...non serve, davvero. Cioè io sono.. solo Merrow, ecco.»
L’elfo solleva lo sguardo, ancora mezzo inchinato, ritornando lentamente nella posa iniziale con una confusione crescente sul viso. C’è una composta regalità in quella creatura, che fissa la sua interlocutrice in un’analisi discreta «Va bene, Solo Merrow. »
Lei inarca il sopracciglio sinistro, con quell’inadeguatezza che continua, strisciante, a farsi largo in lei «No, non “Solo Merrow”! Solo....Merrow. » e se prima l’elfo poteva avere il dubbio che fosse stupida, ora di certo ne avrebbe la certezza.
In tutta risposta, Pak l’osserva, mentre ascolta la Loghain uscirsene con quella precisazione infelice che, inaspettatamente, fa comparire uno stanco sorriso genuino, sul volto della creatura «Merrow » concorda soltanto, annuendo una volta, con la stessa calma e sicurezza, che potrebbe avere il guardiano d’un faro lontano: solitario ma pragmatico.
«Merrow» ripete a sua volta annuendo, arrivando a porgergli una mano a presentazione, che lui osserva stranito ma che non si fa sfuggire dallo stringere
«Pak »

















