“Viviamo tutti due esistenze separate, una in cui diciamo ciò che pensiamo e un'altra in cui ce lo teniamo per noi.”
― Valérie Perrin, “Il quaderno dell’amore perduto”.

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“Viviamo tutti due esistenze separate, una in cui diciamo ciò che pensiamo e un'altra in cui ce lo teniamo per noi.”
― Valérie Perrin, “Il quaderno dell’amore perduto”.
Gaetano non sarebbe mai stato in grado di salvarle la vita, troppo distratto, troppo preso dalle sue frustrazioni. Lo amava, ma non aveva più fiducia in lui. Era stanca di sentirsi sballottata da quell'altalena di sentimenti affannati e in lotta tra loro.
Mazzantini, Nessuno si salva da solo
Magari un giorno ti verrò in mente in un momento difficile e sorriderai.
Quella sarà la prova che noi siamo esistiti.
“Del resto, non si conosce nulla, né le persone, né gli oggetti, semplicemente perchè non si può vedere mai una cosa o una persona nella sua totalità, se vedi una persona di faccia, non puoi vedere le sue spalle, hai una visione sempre parziale, approssimativa di tutto. Le esistenze, sono solo tentativi, perlopiù fatti a cazzo.”
— Paolo Sorrentino, “Hanno tutti ragione”.
Per un mondo migliore
Non è facile pensare di andar via/ E portarsi dietro la malinconia/ Non è facile partire e poi morire/ Per rinascere in un’altra situazione/ Un mondo migliore/ Non è facile pensare di cambiare/ Le abitudini di tutta una stagione/ Di una vita che è passata come un lampo/ E che fila dritta verso la stazione/ Di un mondo…
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Dove sono stato? Il bus affollato, resto in piedi vicino alla porta. Sale una ragazza, muso inquieto, lunghi capelli. Provo la consueta insofferenza nei riguardi del mio corpo, memoria di nematoda condizionata dal tormento degli spilli. In quale angolo dello spaziotempo troverò rifugio, questa volta. Poi la tenerezza mesta quando la sua mano tocca la mia sulla maniglia, l’ammissione dell’irrilevanza reciproca nella mancanza di altri gesti, fughe, respiri. La tenerezza del contatto casuale, non cercato e nemmeno respinto. Vedo minuscoli graffi sulle nocche di lei, l’onesto tributo di sangue a quello che immagino essere stato un lavoro non oneroso ma preciso, forse la creazione di origami a partire da fogli taglienti. Decido che c’è una terra, una nell’universo, che lei ha popolato di animali di carta: il cigno, il cavallo, la rana, lo scorpione che ci rivela il destino, il diplodoco dal lungo collo crespo, vivente al posto nostro.
Quando scendo, prima che il bus riparta, io la guardo, lei mi guarda. Né attrazione, né rifiuto. Io ho questo frammento di senso, questa leggenda chiusa. Lei ha lo stesso per me. E non ci diremo niente, ci rimarranno esistenze reciprocamente spaiate, come scarpe.
Esistenze d’istinti ed istanti.
Themadworldofwatson
I told her everything about myself so she became my home.