due persone che si sono date tanto non possono diventare due estranei

seen from Germany

seen from Sweden
seen from China

seen from United States
seen from China
seen from Türkiye
seen from United States
seen from France
seen from China
seen from Australia
seen from Australia
seen from United States

seen from France
seen from China
seen from United States
seen from United States

seen from Maldives
seen from United States
seen from United States
seen from China
due persone che si sono date tanto non possono diventare due estranei
Non mi sono mai amata ma da quando sei andata via ho scoperto di saperlo fare,ho imparato ad amarmi,ad apprezzare degli aspetti di me,ed ho capito che tutte le persone che entreranno nella mia vita dovranno arricchirla.
Mi fa strano pensare che non sei più tu ad accompagnarmi a casa la sera ed aspettare che chiuda il cancello prima di andar via.
Mi fa strano pensare che sorrido alle attenzioni di altre persone.
Che mi abbandono ad abbracci di altri.
Pensare che non sei più tu a guardarmi o ad appoggiare la tua mano sulla mia gamba mentre guido.
Mi fa strano pensare che abbiamo condiviso così tanto,che ti ho amata così tremendamente tanto e che adesso siamo due estranee.
Mi consola il pensiero che questa non sei più tu,che questa non è la donna di cui mi sono innamorata,che questa non è la ragazza con cui ho vissuto tre anni e con la quale immaginavo un futuro.
Mi consola il pensiero che un giorno,forse,riuscirò a dimenticarti del tutto.
Sarai solo l'ennesima persona che sarà andata via dalla mia vita.
È incredibile come persone che sono sempre state vicine possano diventare all'improvviso estranee.
Ira - La risposta è nelle stelle
Come fanno presto a diventare estranee, le persone che pensavi di conoscere.
Ma perché mi odia?
È mia cugina, io la adoro e l'ho sempre fatto, ma da quando ho capito che non mi caga e non ha intenzione di farlo, la sto iniziando a odiare anche io. Ma perché questo odio? Dovremmo essere amiche, sorelle, e invece no, estranee.
È incredibile che le persone che ti stavano vicine possano diventare all'improvviso estranee.
Cit. La risposta è nelle stelle
Ma la cosa che fa più male è stato accorgermi che tra tutti hai scelto di perdere me. Chè mi hai lasciata andare via, non mi pensi più, non ti manco, qualcosa di superato, hai creduto di conoscermi a memoria come quelle frasi di Baricco che scrivevamo sui banchi, e io ho ancora tante cose da dirti. Cose che non vogliono essere dette, perchè si sommerebbero a tutte quelle che non hanno avuto successo con te, la collezione dei miei fallimenti, le tue mura più alte di sempre, ricordi quando dietro quelle mura c’era sempre spazio anche per me? Lo so che ora sei circondata da gente che ami e che ti ama, che forse stai bene, che ti guardi allo specchio e sei felice, che vivi la tua vita perfetta, dove non c'è più spazio per me, ma ti prego domandati se ti manco mai, domandatelo e poi magari non me lo dire, non lo voglio sapere, mi basta che lo sappia tu. Ci sono cose che non ti avrei comunque detto, eppure ora mi pesano. Mi manca la persona che eri. Ho amato quella persona più di quanto amassi me stessa, e avrei voluto dirtelo, in modo diverso da come facevo di solito, così forse ora lo sapresti. E sto odiando la persona che sei, non ti riconosco più, non mi ci ritrovo più in te. Distanti come due estranee.
Non so cosa scrivere.
E continuo a fissare la barra nera che appare e scompare, come te nei miei pensieri, nella mia vita.
Smetti di esserci, di esistere e poi riappari, metti in disordine tutto e te ne vai.
Mi lasci a metà.
Mi mancavi.
E' stato questo il periodo in cui, un anno fa, mi sono aggrappata a te più di tutto, mi hai detto ''trascinami giù con te, andrò ovunque tu andrai perché ormai siamo una cosa sola''.
E poi mi hai lasciata sola, come se poi, in fondo, non valessi così tanto.
La verità è che ora non so cosa avessi tu più degli altri, non so come facessero i tuoi abbracci ad essere più forti o come i tuoi messaggi mi facessero sentire meglio, non so come o cosa facessi per farmi stare bene, per farmi guarire da me stessa, e in un certo senso mi sento in colpa; è come se mi avessi dato la spinta per rialzarmi e poi tu te ne fossi rimasta sul fondo, come se poi, in fondo, quella che ha lasciato sola l'altra fossi stata io.
Ma ora, senza te, qui in alto si sta come sul fondo.
E' buio da quando non ci sei più.
E mi dico che dovrei dirlo a te, dovrei urlare la tua mancanza ma tutto quello che so fare è scriverla da qualche parte.
Non mi riconosco più, proprio io, io che ho paura dei cambiamenti; non mi riconosco, e ora quelle due persone che eravamo mi paiono due estranee di troppo tra i miei ricordi.
Ricordi il pomeriggio prima dell'ultimo giorno di scuola?
Eravamo uscite, e verso le sei eravamo andate a casa tua, e ti stavi lavando i capelli nel lavandino, e io ho pensato che dopo non saremmo uscite più, che non saremmo esistite più come stavamo esistendo in quel momento, io e te come sorelle.
E poi ti ho stirato i capelli, e ridevamo perché ogni tanto ti bruciavo le orecchie senza farlo apposta, e poi mi hai chiesto se io a te dico sempre tutto, se ho segreti, tu mi hai detto il tuo, e io ti ho parlato di Mirco.
Ho mentito.
Non era il mio unico segreto, e ora è troppo tardi.
Ora questa me estranea persino a me stessa non riconosce nemmeno più quel segreto come suo.
E scusami, perché credevo di non aver nulla da dire, ma la tua mancanza è sempre presente.