♠️_A volte vinci,
A volte perdi,
A volte il gioco sei tu!!
🖤🌹
©️Licaonia Lupe
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♠️_A volte vinci,
A volte perdi,
A volte il gioco sei tu!!
🖤🌹
©️Licaonia Lupe
✍️💭💐🥀🫀🎭
Imperfettamente umana e improvvisata
A volte penso che siamo tutti un po’ attrici e attori senza aver mai fatto provini.
Entriamo in scena a luci già accese, con il cuore che batte troppo forte e nessuno che ci abbia insegnato davvero come si fa.
Alcuni sembrano sicuri, perfetti nei movimenti, come se conoscessero la direzione fin dall’inizio.
Ma se ti avvicini abbastanza, sotto quella superficie liscia, senti lo stesso tremore.
Lo stesso che ho io.
Anche chi dice di non recitare, forse ha solo imparato a indossare meglio la propria maschera.
Non è più vero degli altri. Solo più abituato a restare in equilibrio.
Dentro, però, c’è la stessa confusione che ci attraversa tutte.
Nessuna è davvero arrivata.
Non esiste un punto in cui fermarsi e dire: adesso so, adesso sono in pace.
Ci raccontiamo che accadrà, prima o poi. Che arriverà un giorno limpido, perfetto.
Ma forse è solo un miraggio gentile, qualcosa che ci tiene in cammino quando la strada si fa buia.
La verità è più nuda.
Viviamo così: proviamo, sbagliamo, aggiustiamo, riproviamo.
Cadiamo. Ci rialziamo.
Con le ginocchia sbucciate e un silenzio nuovo dentro.
E mentre viviamo, raccontiamo.
Raccontiamo la vita come se potessimo davvero contenerla in una storia.
Inventiamo trame per dare ordine al caos, parole per non sentirci disperse.
Ma nel fondo lo sappiamo: ogni certezza è provvisoria.
Quello che oggi chiamiamo verità, domani sarà solo una pelle lasciata indietro.
Forse crescere è questo: accorgersene senza indurirsi.
Capire che non possiamo tenere tutto tra le mani.
Che la perfezione non esiste.
Che non siamo opere finite, ma creature in trasformazione.
È smettere di stringere.
Lasciare entrare aria.
Lasciare passare il vento.
E allora mi dico che essere umana è qui.
Nel non sapere sempre dove sto andando.
Nel cambiare idea, inciampare, ricominciare.
Nel guardarmi senza pretendere di essere intatta.
Accettare le mie crepe senza vergogna.
Perché è da lì che passa la luce.
Perché è lì che respiro ancora.
Non devo essere perfetta.
Devo solo esserci.
Viva, imperfetta, in movimento.
E forse basta questo.
Perché se davvero esistesse un giorno in cui tutto è risolto, finirebbe anche lo stupore.
Finirebbe la ricerca.
Quel disordine fertile che ci tiene sveglie dentro.
Siamo improvvisati, sì.
Ma non nel senso di finti.
Nel senso della musica suonata senza spartito.
Nel senso di chi ascolta il battito e si fida.
Qualcosa di vero nasce proprio lì:
tra una nota incerta e un respiro trattenuto.
Siamo umani, appunto.
Fragili abbastanza da sbagliare.
Ostinati abbastanza da ricominciare.
La lenta erosione del tempo
L'abitudine che da sicurezza, sceglie sempre gli stessi percorsi, ma preclude la scoperta di nuovi territori dove può esserci la possibilità di mettersi alla prova, di scoprire risorse interiori inaspettate e preziose.
Il rischio dello stupore è una strada sconosciuta.
Un incendio è scoppiato nel backstage di un teatro. Il pagliaccio è uscito per avvisare il pubblico; hanno pensato fosse uno scherzo e hanno applaudito. Lo ripeteva; l'acclamazione era ancora più grande. Penso che il mondo finirà proprio così: tra gli applausi generali di ingenui che credono sia uno scherzo.
Soren Kierkegaard
Ogni piccolo gesto che faccio per te nasce da un pensiero,
per veder nascere un nuovo sorriso sul tuo viso;
E per ricordare a te,
la mia piu' bella fra le sorprese ricevute,
che il mio esiste,
perche' tu gli hai dato un senso costante,
per resistere a chi verso di me e' stato indifferente.
🐺🖤🐻💖
Scritta e ideata da black-wolf-84
“Non bastano bei panorami. Bisogna anche saper guardare. Oltre la bellezza, è necessario lo stupore.”....Don Dino Pirri
" Di tutte le cose che col passare degli anni si irrigidiscono, e bisogna tenere in esercizio, Epstein aveva curato la precisione. Non la pignoleria, che è un restringimento del campo visivo né la perfezione che ne è l’allargamento illimitato, ma la precisione, come si allena un muscolo. Forse perché sentiva che la precisione conserva lo stupore e che invecchiare significa non tanto perdere la curiosità, quanto perdere la capacità di incanto e di stupore ragionevole. La sua precisione non era esclusiva, tollerava negli altri anche l’esagerazione e l’imprecisione, purché servissero ad afferrare qualcosa; solo, la precisione era per lui il modo piú naturale di avvicinarsi allo stupore, e di preservarlo. Fortunatamente c’erano cose per le quali lo stupore era spontaneo e non andava curato, e la cosa piú stupefacente per Epstein era sempre stato il sonno. Non il sogno e la sua sotterranea continuità che lega il giorno alla notte, ma il sonno era il vero mistero: abbandono, fratellanza animale, e rigenerazione. Pensava che bisognasse avere prima diffidenza e poi pietà per gli insonni, perché a loro è sottratto veramente qualcosa di grande. "
Daniele Del Giudice, Atlante occidentale, Einaudi, 1985¹.
Quant’è amaro lo stupore con cui accogliamo chi ci tratta bene. Che tenerezza facciamo.