ogni volta che sento parlare di merito come unico e solo e sacrosanto fattore valutativo di un'individualità, mi viene da chiedere: "Beh? Perché non sei miliardario e conosciuto fino ad Alpha Centauri, allora? Sei forse immeritevole?"
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ogni volta che sento parlare di merito come unico e solo e sacrosanto fattore valutativo di un'individualità, mi viene da chiedere: "Beh? Perché non sei miliardario e conosciuto fino ad Alpha Centauri, allora? Sei forse immeritevole?"
C'è un trucco retorico molto usato, di base l'unione di varie fallacie (benaltrismo, red herring, falsa equivalenza, straw man), che è molto usato e ci cascano in molti. La chiamerei "Zoom Fallacy".
In pratica funziona così: in presenza di un problema grave e strutturale (A), si sposta subito la discussione su un altro fenomeno (B) che esiste davvero ma è molto meno diffuso o incisivo. Si evita di negare i fatti – quindi non si mente – ma si sposta l’obiettivo, parlando soltanto di B finché A scompare dallo schermo e il pubblico empatizza solo con B.
È il razzismo dei neri verso i bianchi, l'antisemitismo di chi critica un governo genocida, la violenza di genere sugli uomini, cose così. È sempliciotto ma elegante, perché non cambia la realtà ma solo l'inquadratura, non mente ma tace, la scorrettezza è inavvertita, quasi di sfondo, evidente solo con la statistica.
Francesco D'Isa
www.fallaciae.cards 👈 Citare il giudizio di un'autorità è sufficiente a chiudere la discussione? O forse è solo un punto di partenza? Questa #fallacia è nota come argumentum ab #uctoritate, collegata alla fallacia ad #verecundiam, 👑 come ben sanno i possessori 😎 delle #carte delle #fallacie a #fumetti (#fallaciae e #fallaciaebis) #retorica #logica #logicalfallacies #argomentazione #dibattito #auctoritate #verecundiam
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Però mangiare carne rossa e processata e bere vino non è la stessa cosa
Due comportamenti entrambi a rischio di cancro ma ben diversi fra di loro: accostarli potrebbe essere una falsa analogia.
26 Giugno 2023 • Mr Pac
Intro
Oggi, anche e soprattutto per chi in genere si occupa di droghe e dipendenze, è la giornata del 26 giugno. Non ne sono sicurissimo ma suppongo che oggi la sentirete chiamare in vari modi “Giornata contro la droga!”, “Giornata contro le droghe”, “Giornata contro il traffico/lo spaccio e l'uso di droga/droghe!!1!!!” e secondo me varie e altre simili interpretazioni. La giornata di oggi 26 giugno si chiama ufficialmente, e direttamente dal sito delle Nazioni Unite [UN], International Day against Drug Abuse and Illicit Trafficking che tradotto dovrebbe essere qualcosa tipo Giornata Internazionale contro l'Abuso di Droga e il Traffico Illecito. Che non è esattamente la stessa cosa. Prima di passare al protagonista di questa storia, il signor Soggy, credo di potervi dire che vi siate appena imbattuti nell'Argomento Fantoccio: è una logica fallace fra le più usate, l'interpretazione distorta di un fatto a vantaggio di una nostra posizione personale: e poi vai a capire se in buona o cattiva fede. Se continuate a leggere, vi avviso che ne incontrerete altre di logiche fallaci. E ora passiamo a Soggy.
Soggy
Il nome di Noah S. Sweat Jr., "Soggy" per gli amici, forse non dirà molto a qualcuno. Non diceva niente neanche a me prima in imbattermi in suo celebre discorso del 1952. Era un giudice e un professore di legge americano, nonché un rappresentante dello stato del Mississippi. E celebre lo deve essere davvero se, come si racconta, ci ha impiegato oltre 2 mesi per scriverlo.
E non è un discorso particolarmente lungo: stando alle fonti che ho rintracciato, non dura neanche 2 minuti e mezzo. Due mesi e mezzo per scriverlo e 2 minuti e mezzo per dirlo: così tanto tempo per scrivere quelle che a me non paiono più di 20 righe in croce. E forse a meravigliarmi sono solo io. Però se qualcuno concorda su questa osservazione, magari si chiederà com'è possibile una cosa del genere. Secondo me, è possibile se forse devo stare molto attento a quello che dico: se forse devo dire tutto senza dire niente, se devo affermare senza farlo, negare senza negare, suggerire ma al contempo non farlo. Un bell'esercizio di retorica, non c'è che dire. E non scordiamoci che il nostro amico Soggy era pure un giudice e soprattutto un professore di legge: con questo non voglio dire che fosse avvezzo a quelle presunte tattiche in cui in genere e che a me risulti gli avvocati son maestri (e, nel caso, non sarebbe né colpa né difetto e nemmeno errore: secondo me potrebbe essere parte integrante della loro professione e un bravo avvocato è bravo anche quando e come parla), anche vero e resta comunque il fatto che, se corrisponde a verità, 2 mesi e mezzo per 20 righe fa un quarto di riga al giorno. Deve esserselo riletto parecchie volte.
Il titolo di questo pezzo parla di carne rossa e processata e bere vino, più genericamente potremmo dire di carne e alcol, eppure mi sto dilungando sul discorso del nostro amico Soggy. E almeno per me una ragione c'è: se non vado errato, Soggy era pure un politico e quel discorso lo tenne in occasione d'una discussione sulla legalità del whisky nello stato del Mississippi. In quel discorso, Soggy ne disse peste e corna: le peggiori considerazioni su una bevanda alcolica che era, più o meno questo il tono delle sue parole, il liquido del diavolo, il flagello tossico, il sanguinoso mostro che contamina l'innocenza, la ragione dei perdenti, distrugge il focolare domestico, crea miseria e povertà e cava il pane dalla bocca dei bambini, bevanda malvagia che corrompe l'uomo e la donna cristiani in cima ai giusti, uomini di buona volontà che vivono nel baratro senza fondo del degrado, del dolore, della vergogna, dell'impotenza e della disperazione. E se stava parlando di questo allora Noah S. Sweat Jr. si diceva contrario.
Per poi aggiungere subito dopo che, e più o meno il tono era sempre questo, però se per whisky intendevi l'olio della conversazione, il filosofico nettare, il liquido che si consuma quando i bravi ragazzi si riuniscono, che suggerisce canzoni nei cuori e risate sulle labbra, il caldo bagliore della felicità, e, perché no, se intendi anche l'allegria natalizia, la bevanda stimolante che mette la primavera nel passo del vecchio gentiluomo in una mattina gelida e pungente; se intendi la bevanda che permette all'uomo di magnificare la sua gioia e la sua felicità e di dimenticare, anche se solo per un po', le grandi tragedie della vita, i dolori e le sofferenze dello spirito; se intendi anche quel prodotto la cui vendita riversa nelle nostre tesorerie incalcolabili milioni di dollari, dollari utilizzati per fornire dolci cure ai nostri piccoli bambini storpi, ai nostri ciechi, ai nostri sordi, ai nostri muti, ai nostri miserabili anziani e infermi, per costruire autostrade, ospedali e scuole, allora Noah S. Sweat Jr si diceva certamente favorevole.
Capite perché è diventato, come si dice, un discorso così celebre? [1] Nel caso di Soggy, prima distrugge un comportamento e poi subito dopo, e come a me pare, aggiunge un bel Però dove afferma esattamente l'opposto e, per quanto ne sappia, pure mettendolo come argomento secondo e ultimo (“È un dongiovanni ma è un bravo ragazzo!”), metterebbe in evidenza l'aspetto finale ora accettabile di quel comportamento a dispetto di tutti i suoi aspetti negativi. E se ricordo bene il nostro amico aveva pure premesso all'inizio che non voleva evitare controversie: pensate un po' se voleva farlo.
Però eravamo nel 1952, le conoscenze scientifiche riguardo l'alcol non erano quelle di oggi e oggi ne sappiamo un po' di più. Oggi sappiamo che è una sostanza tossica, cancerogena e teratogena a ogni dose e quindi non c'è una dose minima sicura. Quindi anche poco è rischioso. Oggi la carne rossa è classificata come probabile cancerogena e cancerogena se processata, bianca lo è solo se processata. Quindi la carne nel complesso e in linea generale è cancerogena. Come l'alcol. Al momento, quindi e per esempio, la dose sicura di carne processata e alcol è sempre 0. Questo accostamento con l'alcol, ch'io sappia permetterebbe a qualcuno, ultimamente e spesso, di dire che il controllo del rischio di cancro per noi umani potrebbe essere più o meno lo stesso per i due comportamenti. Il che potrebbe essere anche vero. E alcuni, per quanto ne sappia, si spingono oltre e arrivano anche a dire che son 2 comportamenti che forse potrebbero a loro volta essere assimilati, per esempio e in qualche modo, anche al respirare (ch'io sappia, può capitare di respirare aria inquinata e volendo cancerogena) e pure, ebbene sì, stare al sole: anche le radiazioni solari appartengono al Gruppo 1 della Classificazione IARC come cancerogene per gli esseri umani. Per poi, e sempre ch'io sappia e volendo, raggiungere vette altissime magari affermando anche che in effetti molte delle attività umane presentano rischi e sarebbe pure vero anche questo.
Solo che, e sempre e solo per esempio e per restar nel titolo, la carne bianca o rossa e pure quella processata qualche beneficio per l'organismo umano ce l'avrebbe pure: nutre, almeno quello. Serve a qualcosa. È utile. L'alcol invece no, non ha finalità funzionali o metaboliche specifiche e, checché se ne dica, non è manco un nutriente: le sue sono, che a me risulti, calorie cosiddette “vuote”, cioè non servono a nulla e fanno solo ingrassare. E l'aria che respiriamo? Di quella poi non se ne può fare a meno: respirare viene spontaneo, senz'aria per noi esseri umani probabilmente è dura. Per non parlare del sole. Senza di quello mi sa proprio che sia davvero dura. Dell'alcol, volendo, se ne potrebbe tranquillamente fare a meno: atto volontario e soprattutto rischio evitabile, non necessario agli atti quotidiani della vita, non ha mai nel complesso benefici per l'organismo umano e non è mai utile alla nostra salute: anzi. E qui di solito viene sempre la parte più difficile da buttar giù e che è la seguente: l'alcol è solo una droga ludica [2], assunta cioè senza nessuna necessità né prescrizione medica e infatti nessun medico in scienza e coscienza oggi consiglierebbe mai di assumerlo anche in piccole quantità, esattamente come assumere qualsiasi altra droga a scopo ludico, cioè solo per un molto presunto piacere. Sia chiaro: almeno per me, non c'è niente di male a farlo però, come si dice, basta sapere cosa si sta facendo.
Basta riconoscere che per esempio di farsi le canne se ne può fare tranquillamente a meno, di sniffare coca pure, di iniettarsi eroina anche e quindi si può fare a meno pure di bere alcol, birra, vino, aperitivi o superalcolici che siano. E in genere non c'è nessuna differenza scientifica, per esempio, fra chi beve un bicchier di vino e chi si fa una canna. E se avete mandato giù pure queste ultime righe, forse ora vi potrebbe esser più chiaro quello che può essere il richiamo alle parole del discorso di Noah S. Sweat Jr.: celebre anche perché, ch'io sappia, è conosciuto proprio come, ma tu guarda a volte il caso!, l'altrettanto celebre Fallacia del Whisky [3] e in quel caso probabilmente usata soprattutto per non prendere (apparentemente!) una posizione ben precisa, per evitare proprio controversie (ma va'?), per non esprimersi puntualmente nel merito. Volendo, siamo anche e forse di fronte ai famosi e sempre usatissimi “Sì, ma...” “Eh, però...”. E non è finita: la Fallacia del Whisky potrebbe secondo me e a sua volta ricordare in qualche modo un'altra fallacia non meno interessante, quella dell'Appello alla Moderazione e anche lì di solito infatti partirebbe la sequela dei “Sì, ma...” “Eh, però...”. Vero, fa male, cancerogeno, tossico e teratogeno a ogni dose, però in fondo, forse, su, probabilmente, non dico questo ma, ci sarebbe da rifletter su, però è come respirare, prendere il sole e mangiare la carne, però, dai, tutte le attività umane potrebbero essere a rischio... Ma almeno io scommetto che nessuno di noi a questa lista aggiungerebbe fumare sigarette o farsi le canne, sniffare coca e iniettarsi eroina. E un motivo ci sarebbe pure e secondo me anche condivisibile.
Almeno io non posso sapere se dietro le parole di Soggy ci fosse la buona o la cattiva fede. E neanche voglio sapere se quando qualcuno oggi, nel 2023, in linea generale accosta comportamenti e atti scientificamente utili e a volte pure necessari ad altri che non lo sono neanche un po', e che anzi si rivelano inutilmente rischiosi [4], sia in buona fede o no. Mi par invece di capire che non si possa e sempre scientificamente, e per chiuderla con il titolo di questo pezzo, accostare l'atto di drogarsi ludicamente (alcol, thc ludico, cocaina, eroina etc.) a quello di nutrirsi, attività necessaria e di cui non si può fare a meno. E se qualcuno riesce a farlo almeno per me è il benvenuto: amo il vino e lo bevo volentieri, soprattutto quello rosso.
Outro
Il tutto, come dicevamo, e come sempre ch'io sappia capita in casi come questi, quindi sta a riconoscere e soprattutto ad accettare il fatto che l'alcol è solo una droga ludica come tutte le altre droghe ludiche e non esiste un'altra ragione per assumerlo che non sia quella di un molto presunto piacere, e fra l'altro nemmeno per tutti. E senza dimenticare purtroppo che l'Appello alla Moderazione di solito e in genere potrebbe di riflesso indurre fra l'altro ad affermare, e solo per esempio, curiose frasi sul tipo “Bevo solo 2 bicchieri di vino al giorno però il mio scopo non è lo sballo come invece fanno quelli che si drogano!!!” forse in una sorta di auto indulgenza illusoria basata su una fallacia perché ci piacerebbe tanto che fosse così. E, in finale, ricordiamoci per favore che il fatto che l'alcol sia in Italia fortunatamente legale, nonostante i suoi notevoli rischi [5], è comunque pure un bene per tutti noi, assuntori o meno, e su questo forse sarebbe d'accordo pure il nostro amico Soggy [6].
[UN] https://www.unodc.org/unodc/en/drugs/index-new.html
[1] https://mjc.olemiss.edu/about/ "Listen to Noah S. “Soggy” Sweat, Jr. speech."
[2] https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_5_1.jsp?id=104 "... non è possibile sulla base delle conoscenze attuali identificare quantità di consumo alcolico raccomandabili o “sicure” per la salute. Sarebbe peraltro improprio “raccomandare” l’assunzione di una sostanza tossica (...) o capace di indurre dipendenza, essendo una droga."
[3] https://rationalwiki.org/wiki/If-by-whiskey "It is named after a famous speech by Noah S. "Soggy" Sweat, Jr., a Mississippi lawmaker, who was arguing both for and against the legalization of alcohol."
[4] https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/vino-e-salute-un-binomio-impossibile-specie-per-i-piu-giovani “Il vino si beve per piacere. (…) Non esistono quantità sicure per la salute di qualunque tipo di bevanda alcolica. Sapere per non rischiare, fa la differenza.”
[5] https://dottoremaeveroche.it/il-vino-fa-buon-sangue/ “Chi opera nel settore sanitario non deve prestare il fianco alla strumentalizzazione da parte dei produttori di alcune nozioni scientifiche che, se tradotte nel linguaggio del marketing, rischiano di creare un incremento della morbilità e della mortalità. L’unico messaggio corretto e responsabile è quello che l’etanolo contenuto nel vino, nella birra o nei superalcolici è una sostanza tossica, cancerogena, teratogena, che può dare dipendenza e, inoltre, che non esiste dal punto di vista scientifico il concetto di ‘bere moderato’, in quanto non esiste una quantità sicura”
[6] https://twitter.com/scafato/status/1670818408932290567 "Prova a usare il termine: alcol e altre droghe. Se chiedi alle persone di nominare le droghe, molti dimenticheranno che anche l'alcol è una droga. Questo diminuisce il danno che può fare, quando provoca più danni della maggior parte delle altre droghe."
Argomentazioni di Distruzione di Massa
Una delle cose che mi interessa da un punto di vista di psicologia sociale, o epistemologia sociale, o sociologia delle credenze, o altre cose di cui non so niente e parlo a vanvera, sono quelle che mi piace chiamare “argomentazioni di distruzione di massa”: cioè le argomentazioni che non solo avvelenano la discussione, ma avvelenano lo spazio delle possibili discussioni. Una di quelle che trovo più deleterie è l’Uomo Di Latta, il cugino malvagio dell’uomo di paglia di cui ho largamente parlato nell’altro mio blog serio: http://prosopopea.com/2014/12/22/la-strada-per-linferno-e-lastricata-di-mattoni-gialli/ che è uno degli strumenti su cui si ri-centra la discussione su casi marginali e si sfrutta l’information overload e l’availability bias per avvelenare il discorso pubblico di categorie intere. Il buon Bressanini pur non chiamandola con questo nome (sarà perché l’ho inventato circa 20 minuti fa) parla di un’altra Argomentazione di Distruzione di Massa nel suo articolo http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/21/le-parole-sono-importanti-consigli-ad-aspiranti-divulgatori-2/ quando dice che bisogna “bonificare” certe discussioni da “contaminazioni lessicali”; se vogliamo metterla nel mio specifico frame quello che consiglia è di pulire le discussioni dalle scorie di un’altra Argomentazione di distruzione di massa, cioè “Caricare Emotivamente Qualcosa in Cui il Mio Avversario Crede “. Ad esempio, usando un tema non controverso, questo si può vedere con come si definiscono le due parti contrapposte nel dibattito sull’interruzione di gravidanza in america: gli anti-abortisti non sono antiabortisti ma sono “ Pro-Life”, gli abortisti sono “Pro-Choice”, e abbiamo, come al solito, due gruppi che sono su lati opposti di un contenzioso ma si definiscono con due termini che neppure sono antonimi, sia per ragioni di marketing e sia per cercare di ricentrare il frame nella discussione nel punto in cui credono di avere le argomentazioni più forti, non inaspettatamente. Un altro tipo di Argomentazione di Distruzione di Massa che passa abbastanza inosservata è l’argomentazione da “coraggiose coscienze individuali contro l’establishment”. Con un esempio pratico saltano subito all’occhio: mai visto su facebook o nei commenti di qualche articolo la frase “ Mi prenderò insulti per questo, ma ... “ seguita poi da un’opinione più o meno impopolare? Tutto il discorso pubblico è pieno di questi piccoli segnali. Avete mai sentito usare “politicamente corretto” in maniera non dispregiativa? O qualche bastian contrario tirar fuori le parole “versione ufficiale” o “ortodossia” o “ Big qualsiasicosa” a seconda della discussione? Ecco, il motivo per cui queste sono Argomentazioni di Distruzione di Massa non è tanto il fatto che queste sono discussioni di status, di chi cerca tra le righe di impersonare colui che è riuscito a scappare da matrix e liberarsi dal peso della terribile influenza opprimente della cultura dominante per vedere il mondo con gli occhi nuovi di chi esce dalla caverna platonica e per questo vuole applausi, ma perché, inevitabilmente, sposta il frame dalla discussione dall’oggetto a “chi è la vittima”, o più specificamente, chi è il Davide Coraggioso Individualista contro il Golia dell’Estabilshment Ottuso Obnubilato dai Mass Media. Ad esempio, tanto per sottolineare una retorica che non mi piace troppo per una posizione che anche io sostengo, ultimamente vedo gente rispondere “ Pakati da monsanto “ con “ Eh ma il giro d’affari della Coop è molto più grande “; il che è tecnicamente vero, ma sostanzialmente concede l’idea che tutte le discussioni possano essere riformulate in un dualismo vittima/carnefice dove la vittima ha automaticamente ragione, al punto che ci si dimentica della questione in sé. Vedere, come esempio di discorso pubblico talmente inquinato da questa forma di ragionamento che è l’unico frame che si usa ormai: la questione israelo-palestinese; per un utilizzo più strategico-politico-marketing-spostiamo-il-centro della discussione cfr invece Salvini e “ Gli italiani vittime dell’immigrazione “ o “ Si ma i profughi portano degrado“. L’ultimo tipo che mi viene in mente da descrivere in questo momento, che se dovessi fare una tassonomia naturale forse finirebbe nella categoria precedente, è “ il mio avversario crede a Qualcosa in cui c’è un giro di Soldi “. In forma sillogistica, è qualcosa del genere: 1) il mio avversario crede a Qualcosa. 2) il mio avversario lavora ad un'istituzione su Qualcosa in cui crede 3) "un sacco di informazioni e riflessioni e discorso pubblico su Qualcosa viene da gente con interessi economici in Qualcosa. 4) il mio avversario crede e discette di Qualcosa per fare interessi economici nascosti Ora, il primo problema di questa argomentazione, che è una caricatura ma neanche troppo, è che prova troppe cose ( https://en.wikipedia.org/wiki/Proving_too_much ); ma al di là della fallacia specifica, e al fatto che la questione dei bias consci e inconsci dove girano i soldi è spesse volte legittima, notate come decentra il frame della conversazione dalle affermazioni ad un (nella maggior parte dei casi difficilmente discernibile) processo alle intenzioni di chi crede cosa e perché, avvelenando contemporaneamente il pozzo per cui chiunque abbia interessi economici in ballo crede quello in cui crede per via degli interessi economici, e non viceversa (gli interessi economici esistono perché gente crede in un determinato qualcosa). La discussione da cui ho tirato fuori questa argomentazione era sugli ogm, ma si può benissimo sostituire quasi Qualunque Qualcosa ( provate con: lo slow food, la Chiesa Cattolica, il marxismo) Di nuovo: nessuno dei punti che queste forme di argomentazione usano è negativo o sbagliato o non interessante in sé (Gli interessi economici dietro certe tecnologie, o chi è l’oppresso e chi l’oppressore sono, spesse volte, domande importanti e/o interessanti); il problema è che questo stile di argomentazione viene usato per fare terra bruciata e per spingere sempre gli stessi frame riducendo lo spazio delle discussioni/osservazioni possibili. E il problema è che funzionano, sono persuasive, e radicalizzano i moderati, conseguentemente abbassando il livello della discussione media. Quindi boh, se ci finite dentro sappiate in cosa vi state ficcando.