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«…ma dico io, benedetto Figliuolo!» (cit.)
Oggi il mio bellissimo bambino ha compiuto undici mesi.
Sta crescendo ogni giorno di più, davanti ai miei occhi, e allo stesso modo cresce l'amore che provo per lui.
Mi ha cambiato la vita in meglio.
Sono un'altra persona da quando è entrato nella mia vita.
Sto provando ad essere una persona migliore.
Sono entrata in comunità per riuscire a tenerlo con me, e devo farcela ad ogni costo.
Non posso e non voglio arrendermi.
Farò tutto il possibile affinché non me lo allontanino.
È la sfida più importante che affronterò nella vita, e non ho intenzione di fallire.
Lo porterò a casa e saremo felici.
Ce la faremo.
Dopo vent’anni di guerra, 1000 miliardi spesi nelle operazioni belliche e nemmeno uno di aiuti veri e propri ( per l’Italia che si è piegata anche a questa avventura si tratta di 53 caduti per nulla, 8 miliardi in spese militari e solo 260 milioni in cooperazione civile ), 140 mila mortiuficiali, il doppio reali di cui diverse migliaia bambini, la distruzione quasi totale di un Paese, la conclusione è stata una disfatta. Ma non è solo una sconfitta militare che sarebbe tutto sommato il fatto minore, ma la sconfitta completa e senza appello di un modello occidentale, aggressivo e rapinoso che con il pretesto di modernizzare il Paese e di sottrarlo alle grinfie dell’integralismo talebano (peraltro a suo tempo creato e allevato proprio dagli Usa in funzione antisovietica) il risultato è che l’Afganistan ha ancora oggi il tasso più elevato al mondo di mortalità infantile, tra le più basse aspettative di vita del pianeta (51 anni, terzultimo prima di Ciad e Guinea Bissau ) ed è ancora uno 22 dei Paesi più poveri del mondo (207° su 230 per ricchezza pro capite e con la sola economia dell’oppio ). Politicamente, il regime integralista islamico afgano (fondato sulla sharìa e guidato da ex signori della guerra dell’Alleanza del Nord espressione della minoranza tagica) è tra i più inefficienti e corrotti al mondo. Per giunta il Paese è lontanissimo dallo standard minimo di una Stato di diritto democratico: censura e repressione del dissenso sono la norma cosa che peraltro non meraviglia visto che i “portatori di civiltà” ultimamente sono riusciti a fare anche peggio dei talebani. Il fatto è che la confusione e il gigantesco deficit culturale dell’elite americana e occidentale ha fatto sì che dopo l’occupazione del Paese nessuno sapesse davvero perché restare e come restare. Una cosa che potremmo sospettare da vicino visto che è in questa temperie che si è formato quell’incredibile buon Figliolo che siede alla destra del Dragi che lo ha scelto per farci provare anche qui in un po’ di brividi afgani.
Afganistan, ritirata senza onore
Ora sono arrivati loro a sistemare le cose in Lombardia, tiriamo un sospiro di sollievo... si con la mascherina però.
Dove sono i generali
Che si fregiarono nelle battaglie
Con cimiteri di croci sul petto
Dove i figli della guerra
Partiti per un ideale
Per una truffa, per un amore finito male
Hanno rimandato a casa
Le loro spoglie nelle bandiere
Legate strette perché sembrassero intere
Dormono, dormono sulla collina
Dormono, dormono sulla collina
Fabrizio De André
Foto Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario Straordinario per l'emergenza Covid (per gli amici Francisco Franco)
Marzo non è stato quindi un mese semplice.
“Il giorno del tragico incidente, nostra madre Diana era a Parigi e noi in Scozia, nella residenza di Balmoral.
Quella sera il nostro telefono squillò, ma noi eravamo bambini e non ci piaceva stare troppo a parlare con i nostri genitori.
Tra l’altro eravamo in vacanza e avevamo fretta di tornare a giocare con i nostri cuginetti.
Quando arrivò il mio turno, ci parlai per cinque minuti. Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima telefonata, le avrei detto molte più cose.
Tutto quello che sento è la sua risata in testa, quella specie di risata pazza che era felicità pura disegnata sul suo viso. Mi diceva sempre: puoi essere disubbidiente quanto vuoi, basta che non ti fai beccare.”
Il principe Harry parla di sua madre Diana ❤️