Una persona ha replicato a un mio commento e si è prodigata di scrivermi la tiritera esistenzialista imparata a memoria e riscritta per l’auto gloria.
Presumo che con la quantità di salti quantici carpiati nella testa della gente oggi si possano creare delle vere e proprie olimpiadi; e non mi scuso se sembro saccente, perché posso dire a testa alta che tutto ciò di spirituale che scrivo qui dentro non è mai solo teoria, e ho sempre sperimentato in prima persona ciò che tratto e che a volte racconto. Rispondo se so e se non so lo dico. Per cui no, gli stronzi che si leggono quintali di libri e poi ti vengono a raccontare la storiella, perché “è spesso descritto…”, senza aggiungere nulla di proprio, non li tollero e non posso considerarli nemmeno per scambio di opinioni. Perché le loro prolissità non sono neanche semplici pensieri, ma solo ennesime informazioni, indottrinamenti spirituali, copiati e incollati perché il guru ha detto così. In questi sproloqui di coscienza non c’è alcuna elaborazione interiore, esperienza diretta e com-prensione reale.
È soltanto un cianciare di umanità con involucri di sapienza. A questo punto meglio conversare con chatGPT, che peraltro si prende meno sul serio e ti fai due chiacchiere divertenti.
Non scrivo tutto questo per discutere su quello che ha detto, e non sto a puntualizzare su chi vede e non vede la dimensionalità del Sé, ma davvero c'è da darsi una svegliata. Iniziare a vivere ciò di cui si parla e parlare di ciò che si vive direttamente.
Vale per qualsiasi cosa.
(comunque alla domanda non ha nemmeno risposto.)









