Papà..
Papà sta bene! Lo posso dire con certezza. Ci siamo lasciati alle spalle ciò che mi impauriva. Ciò che mi ha fatto temere il peggio. E’ sparito il tumore, le preoccupazioni, le paure, l’ansia di una vita passata troppo in fretta, il pensiero di non aver dato quell’abbraccio, di non esser mai riuscito a dirgli “Ti voglio bene”.
Mi si è scaldato il cuore nel vederlo tornare felice e sorridente dall’ospedale. Non è stato necessario chiedergli com’era andata. La sua felicità era visibile dalla Luna. Ha varcato il cancello di casa mia camminando a un metro da terra. La mascherina gli copriva parte del volto ma gli angoli della bocca fuoriuscivano dai bordi tanto era largo quel sorriso nascosto. L’avrei abbracciato, stretto forte e avrei sorriso insieme a lui. Poteva essere l’occasione giusta per farlo senza sentirsi in imbarazzo perchè giustificati dalle circostanze. Non è stato possibile purtroppo.. Il virus ci ha costretto a una distanza di sicurezza.
“Guardare ma non toccare.. toccare ma non gustare.. gustare ma non inghiottire..” (Cit) Più o meno rappresenterei così quell’istante. O forse questa restrizione ha amplificato ancora di più il piacere, fermandosi a un passo dall’assumere invece l’aspetto di una tortura.
E’ stata una bella notizia. Vissuta in casa mia tra la gioia delle persone a cui voglio più bene. E’ stato un momento che porterò sempre con me. Avrei premuto “Rec” sul mio cuore, come un vecchio videoregistratore per immortalare tutto: Sentimenti, sensazioni, profumi, sguardi, sorrisi, parole, gesti, occhi.. tutto! Per rivederlo ogni volta che voglio con la gioia e lo stupore di quando si rivedono vecchie riprese di famiglia.
Farò affidamento invece alla mia memoria per attimi così, al mio diario e a post come questi su un profilo tumblr anonimo. ;)
Solo ripensare a quel pomeriggio, vengo sopraffatto dai sentimenti.. Scrivere di ciò mi commuove. Mi sembra impossibile descrivere tutto ciò che mi ha pervaso. Gli voglio bene.. tanto.. e molto di più.








