“La fiducia è la magia che cambia il mondo, non la tecnologia.”
Trama: Dopo aver ricevuto un’e-mail su un rivoluzionario gioco sulla realtà aumentata, Yoo Jin-woo, CEO di una società di investimento specializzata in dispositivi ottici si reca a Granada , in Spagna, per incontrare il creatore del gioco, Jung Se -joo. Tuttavia, Se-joo non c’è e lì Yoo Jin-woo incontra sua sorella Jung Hee-joo, proprietaria dell’ostello in cui soggiorna ed ex chitarrista.I due rimangono coinvolti in un misterioso incidente dopo il quale il confine tra mondo reale e mondo costruito da See-joo inizia a confondersi. (Fonte: www.tvserial.it)
Ho iniziato a vedere questo drama per caso.
La mia compagna di visione impegnata in altre serie tv mi ha dato il lasciapassare ossia il “non mi interessa veditelo pure da sola” ed ho tranquillamente incominciato a visionare.
Ammetto che erano tre le cose che mi incuriosivano: i due attori protagonisti e la realtà aumentata. La tematica era interessante ed ero curiosa di scoprire come la serie avrebbe sviluppato l’incontro tra le due realtà.
Verso circa il ..3/4 episodio ho rincretinito così tanto @veronica-nardi nei vocali di What’s Up su questa serie che l’ho convinta a vedersela e maratonarsela. La mia buona azione del giorno
Io non maratono mai...ma questa volta ho sofferto perchè volevo maratonare.
Perchè Memories of the Alhambra o Memories per gli amici ritengo che sia un drama da vedere.
Ha un cast di tutto rispetto che è riuscito finalmente, non solo a farmi apprezzare Hyun Bin, ma anche a farmelo elevare come protagonista preferito di quest’anno.
Merito sicuramente della sua ottima caratterizzazione e di un ruolo diverso dal solito a cui sono abituata. Trovo la sua prova attoriale in questa serie davvero convincente - visto pure quanto è riuscito a farmi commuovere -
Il cast dunque è buono, la CGI pure. Talmente fatta bene che persino lo spettatore sembra che sia nella realtà aumentata.
La serie ha un perfetto equilibrio tra azione e introspezione, calibrando benissimo i tantissimi colpi di scena che tengono lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine della storia.
La tensione è alta e tale rimane quasi sempre, condita da momenti più intensi e profondi che mi hanno fatto piangere per tutto l’episodio finale. maledetti
Gli episodi vanno giù come l’acqua. O la birra, se amate gli alcolici.
Memories si dipana come una sorta di puzzle che lo spettatore si trova a dover comporre, perdendosi tra realtà e finzione ed alla fine la tana del coniglio è così profonda che persino chi sta guardando la serie penserà di esserci caduto dentro.
L’idea poi, di ambientarla a Granada è stata geniale per dare sfondo e scenografia naturale alla storia. Così come ottime sono le musiche sempre immersive ed adatte in tutte le occasioni.
Ce ne è una che rimarrà nella mia mente per l’eternità.
Altra cosa che mi è piaciuta è la love story perchè se non c’è la love story non è un drama : non troppo presente da essere centrale, ma comunque importante pur rimanendo sullo sfondo.
Memories oltre alla tensione a mille permette buoni spunti di riflessione sulle tecnologie e quanto esse incidano sulla nostra vita. Un dibattito che è attuale ancora oggi e devo dire che il punto di vista della serie su ciò è OTTIMO.
Tuttavia faccio un appunto: la serie presenta dei buchi di trama e forzature. Poichè si parla appunto di realtà aumentata e di tecnologie - esattamente come quando si parla di magia - ci sono cose che rimangono inspiegabili. Oppure che vengono lasciate all’interpretazione dello spettatore.
Ma alla fine dei salmi questa serie ha saputo tenermi incollata allo schermo come non mi succedeva da anni. Mi ha fatto commuovere, fatto fare pippe mentali e tenuta con il fiato sospeso per tutta la durata della serie. E questo non posso non tenerlo a mente.
La prima cosa che voglio dire è che questa serie mi ha ricordato tantissimo quel capolavoro di Jumanji: Memories esattamente come Jumanji porta sulla scena un gioco dove realtà e fantasia si incrociano e dove le conseguenze del gioco - nella giungla dovrai stare fino a che un 5 o un 8 non compare - incidono nella vita reale.
Se Alan - il protagonista di Jumanji - viene risucchiato dal gioco e li rimane per anni, cosi Jin Woo rimane bloccato nel gioco tra gioco e vita reale in un loop che pare senza fine.
Come Jumanji c’è un ottimo uso delle musiche ( i tamburi del famoso gioco in scatola contro la chitarra dell’arrivo del Dottor Cha) che aiutano a tenere viva ed alta la suspance.
A differenza di Jumanji tuttavia, le conseguenze qui sono molto più gravi. La serie fa un lavoro eccellente nel mostrare la paranoia, le crisi, la follia dei giocatori: sia Se Ju che Jin Woo sono e rimangono vittime di un gioco con regole inspiegabili.
E Memories gioca molto bene con questa sensazione di ansia e pressione. Gli stessi collaboratori di Jin Woo pensano che sia pazzo quando invece tu spettatore, sai benissimo che lui sta lottando per la sua vita. Jin Woo è talmente preso dal gioco che perde gradualmente il contatto con il mondo che lo circonda e la capacità di distinguere tra reale e virtuale. Per 13 episodi rimane in uno stato di allerta costante (i "nemici" possono manifestarsi in qualsiasi momento), raggiungendo un livello di esaurimento esasperante.
Unico raggio di sole della vita del protagonista è Hee Joo. Pur non essendo centrale ne lei ne la loro storia d’amore, rimane un contorno molto godibile. Hee Joo è uno dei pochi personaggi positivi della storia insieme al Segretario di Jin Woo e mi è piaciuto il fatto che questo venisse rappresentato anche nella realtà virtuale tramite Emma.
In Memories inoltre non ci sono - apparte i due citati sopra - personaggi puramente buoni: Il Dottor Cha, sua moglie, la seconda moglie di Jin Woo, il padre del Dottor Cha...tutti personaggi bugiardi, ipocriti e forse un pò folli. Ed il Re di tutti loro è ovviamente Jin Woo: l’ho amato così tanto perchè era uno stronzo, egoista, ingannatore e bugiardo che colleziona divorzi e non ha nessun problema nel mentire alla protagonista per rubarle i diritti del gioco. Senza mai scusarsi.
Perchè se è vero che verso il finale impara a prendersi cura degli altri e diventa un pò più buono, è anche vero che non bisogna dimenticare che lui non sta giocando per salvare il mondo: ma per se stesso e per la sua azienda.
Menzioni d’onore poi per tre personaggi che mi sono piaciuti particolarmente: il Segretario di Jin Woo - l’uomo più coraggioso della Corea e quello che mi ha commosso più di tutti - la sorellina di Hee Joo con la sua naturalezza nel rapportarsi con il protagonista e con la vita, ed il padre del Dottor Cha. Quest’ultimo come emblema dell’orgoglio ferito e del karma che puntualmente colpisce.
Il vero e grande problema di questa serie è “il gioco” o per meglio dire “le regole” di questo gioco.
Dopo 16 episodi in cui lo spettatore mette insieme i pezzi in base alle informazioni che la serie ti da ma non ti spiega sia mai ,arrivati alla fine vorresti avere risposta alle tue domande:
- Come è morto il Dottor Cha? Come ha fatto il gioco ad avere “potere” nella realtà?
- Perchè quest’ultimo rispunta fuori anche con i server spenti?
- Perchè Jin Woo mentre gioca smette di zoppicare?
- Perchè alcuni PNG uccidono i giocatori facendogli provare dolore ed altri PNG no? Dipende dalla zona? dal livello?
- Perchè solo Jin Woo e tutti quelli collegati a lui sono considerati bug mentre Hee Joo o altri non lo sono pur essendo giocatori?
- nel finale Jin Woo è il nuovo Master. Ma non è bloccato nel “rifugio” perchè gli altri giocatori lo vedono. Rimane comunque bloccato nel gioco finchè non arriva un nuovo Master? e anche quest’altro Master nuovo rimarrà bloccato come il protagonista? c’è sopra una maledizione tipo la Cattedra di Difesa contro le Arti Oscure di Harry Potter?
La serie dopo tutte queste menate ti da anche una risposta: è colpa di un bug.
MA COME è COLPA DI UN BUG?!!
EH HO CAPITO MA CHE SIGNIFICA??!!! Questo vuol dire tutto come non vuol dire niente.
Ed io avevo anche sperato che il ritorno di Se Ju fosse un modo per darci risposte...ed invece il nulla cosmico. Grazie Se Ju....utile come un setaccio nel deserto.
A questo punto non mi resta che catalogare il gioco come Jumanji: ossia un “qualcosa” che segue regole proprie. Quasi come fosse magico. Ma è un peccato perchè così sembra sprecato tutto il potenziale del gioco. Sembra che gli autori della serie si siano concentrati più sull’impatto emotivo/suspance/colpo di scena che sulla coerenza e logica. Questo comporta delle forzature e dei buchi grossi come la California che mai avranno risposta.
Tuttavia credo anche che lo “scopo” della serie non fosse rendere logico il gioco ma far vedere e far riflettere lo spettatore sull’impatto delle tecnologie nelle nostre vite e quanto esse possano diventare pericolose.
Ultima nota sul finale. A me è piaciuto e mi ha dato speranza.
Certo sarebbe stato molto meglio se tutto fosse finito a tarallucci e vino, con lui che torna dalla sua bella ed è tutto dimenticato. Ma così non sarebbe Memories e sopratutto non avrebbe senso il discorso sulla fiducia che lega i due protagonisti della serie.
Jin Woo è ancora vivo ed uscirà dal gioco quando arriverà un altro Master.
Questo non lo dico io ma la serie.