Ho capito. Ci sono più i giorni che la vita. C’è di più il mattino tutto in avanti poi il pomeriggio che sprofonda giù la sera che ricomincia, dove andrà a finire? Mi piace non mi piace conta l’avventura che sono riuscita a inventarmi.
La concludo raggiungendo il cuscino. Uno spazio dove mi dico che ho consumato quanto potevo usando tutto: il colore di una maglietta la curiosità il silenzio i toni di voce una frecciata di intelligenza il cuore che batte troppo in fretta l’amore per l’entusiasmo l’apatia che fa passare il tempo la vigilanza che alimenta la paura.
Poi non è tardi ma è tardi. È stato un viaggio che domani devo ripetere facendo in modo che sia diverso. Ogni volta mi devo accorgere che si tratta di un pezzo di vita che tutti questi pezzi (dicono) dovrei metterli insieme controllare se di fatto prendono forma quali linee, che tratti vorrei e se proprio ho bisogno (mi domando) di guardarmi in una forma definita.
Piera Oppezzo















