“Non sederti ad aspettare. Esci, senti la vita. Tocca il sole e immergiti nel mare.”
— Gialal al-din Rumi

#dc comics#batman#dc#bruce wayne#dick grayson#tim drake#batfamily#batfam#dc fanart



seen from United States

seen from United States
seen from Vietnam
seen from China

seen from United States
seen from China
seen from Malaysia
seen from United States

seen from United States
seen from Ukraine
seen from Hong Kong SAR China
seen from United Kingdom
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United Kingdom
“Non sederti ad aspettare. Esci, senti la vita. Tocca il sole e immergiti nel mare.”
— Gialal al-din Rumi
Il problema è che mi ci immergo troppo, in tutto. Nelle canzoni, nelle promesse, nelle persone.
Avevo sempre avuto questa tendenza
ad immergermi talmente
in qualcosa da dimenticarmi
per un po’ del resto del mondo.
Haruki Murakami
C'era silenzio, eppure io sentivo un casino di voci contro di me, avevo la testa piena di pensieri.. l'unica cosa da fare era immergermi in acqua ed è lì che ho trovato il vero silenzio, era tutto così tranquillo.
“A volte, solo a volte,
ritirarsi non è arrendersi.
Cambiare non è ipocrisia,
disfare non è distruggere.
Essere soli non è allontanarsi,
e il silenzio non è non avere niente da dire.
Restare fermi non è pigrizia, né vigliaccheria, è sopravvivere. Immergersi non è annegare, retrocedere non è fuggire.
A volte, solo a volte,
occorre allontanarsi per vedere,
abbandonarsi,
lasciare che scorra,
che il vento cambi,
chiudere gli occhi e tacere.
A volte bisogna ascoltarsi”
— Maria G. Munguia Torres
Il suo corpo,
il suo sguardo,
le sue parole,
la sua anima
erano come un pozzo:
Più mi immergevo in lei
e meno potevo tornare da dove provenivo.
Alcune volte volo, altre mi immergo
Cazzo, è fredda!
Certo che è fredda, come sempre, ma tanto svanisce subito quella sensazione... o forse lascia semplicemente spazio alle altre, più intense... come ad esempio la precarietà di stare in ambiente non tuo e la voglia di esplorarlo.
Quelle poche volte che mi godo il mare voglio immergermi, nuotare, estraniarmi, disconnettermi da tutto, almeno per qualche momento. In effetti, quando sei in acqua, è quasi sempre così: tu e la natura.
E per sentire ancora di più questa sensazione mi allontano un po' a nuoto dalla riva... e più mi allontano, più sento di non essere al sicuro. Più sono a largo, da solo, senza nessun appiglio e più si fa vivo il mio livello di allerta, di paura: "che c'è qui sotto? E se mi accadesse qualcosa?"
Quindi indosso gli occhialetti, che ora porto quasi sempre in queste giornate, e via, sott'acqua. Supero la linea superiore del mare con la testa, di pochi centimetri, e già sono in un altro mondo.
Tanto banale tuffarsi in acqua, e tanto particolare passarci qualche secondo, qualche minuto.
Voglio solo concentrarmi un attimo, da solo, fare attenzione a cosa succede li sotto, osservare, percepire.
Sono in balia della corrente, gli occhialetti mi fanno vedere cosa accade attorno a me e ho migliaia di bollicine che si sono formate ovunque sul corpo (perché?), sento appena i rumori del mondo di sopra, mi spingo verso il fondo. Ho preso parecchia aria, mi aggrappo a un piccolo scoglio per rimanere giù, mi fermo, mi calmo e osservo. Il fondale ondoso, gli scogli che fanno paura, le piante marine che si muovono con la corrente, i pochi pesci che nuotano indisturbati, le conchiglie sul fondo, i sassi colorati che fanno avanti e indietro, i raggi di sole che si deformano con le onde...
Quanto c'è da osservare...