L’istinto materno negli esseri umani non si accende automaticamente nel momento in cui nasce un bambino. Questa è la proposizione radicale dell’antropologa Sarah Hrdy. In tutto il mondo, le madri ammettono che hanno bisogno di tempo per innamorarsi dei loro bambini, mentre ad alcune non succede mai. In certi casi sfortunati, le madri trascurano deliberatamente, addirittura uccidono, i loro neonati. Può sembrare del tutto innaturale. Dopotutto, immaginiamo che l’istinto materno sia tanto forte e immediato negli umani quanto in qualsiasi altra creatura. È considerato un elemento fondamentale dell’essere donna. Tanto che le donne che non desiderano figli o che rifiutano i propri sono spesso considerate strane o addirittura malvagie. Ma la realtà, secondo Hrdy, è che è più comune per le madri non formare un legame immediato con la loro prole di quanto ci piaccia credere. La sua tesi è che questa è un’eredità dell’allevamento cooperativo. (...) L’ipotesi di Hrdy sulla notevole importanza dell’allevamento cooperativo è difficile da dimostrare, soprattutto in considerazione delle innumerevoli pressioni a cui le donne incinte vengono sottoposte nel mondo moderno. Ha il potere, però, anche di liberarle dal senso di colpa che possono provare quando non sono in grado di far fronte da sole alla gestione del bambino. Se siamo allevatori cooperativi per natura – una specie in cui gli allogenitori [individui che svolgono ruoli genitoriali per i figli di altre persone] fanno parte del tessuto familiare – è irragionevole aspettarsi che le donne gestiscano tutto senza alcun aiuto.
Angela Saini - Inferiori. Come la scienza ha penalizzato le donne









