“titolo” (se davvero ne sentite il bisogno)
non capisco perchè in tanti sentiate l'urgenza di scrivere davanti al vostro nome un titolo, e contestualmente sfrantumare i maroni all'umanità con relativi aneddoti (non richiesti) su tutti i social.
...il tutto seguito da battute inutili e sceme con cui cercate di segnare il confine del "io sto nel gruppo migliore del mondo"... un po' come le magliette con l'anno di nascita e la scritta "le leggende sono nate nel 19XX"... quando in realtà nascono persone tutti gli anni.
adesso vi faccio una rivelazione... pronti?
io sono un "ingegnere", e sono anche uno degli ultimi del vecchio ordinamento. Iscritto all'albo, di quelli che possono firmare qualsiasi progetto, dal cappuccio delle bic ai cuori artificiali.
eppure non mi sono (quasi) mai presentato come ing. mariani. se devo prenotare un tavolo al ristorante sono il sig. mariani. di persona se posso sono innanzi tutto alessandro. solitamente parlo dando del tu e mi piace quando lo stesso è fatto con me.
etichettarmi da solo "ing" lo vedo solo una sorta di stupido snobismo. chiamarsi, o addirittura farsi chiamare, "avvocato", "ingegnere" o "dottore" è roba da insicuri fighetti dell'aperitivo.
lo studio serve a creare una sorta di "cassetta degli attrezzi" per affrontare tutti gli aspetti lavorativi che si incontrano e si incontreranno.
qualcosa resterà inutilizzato, ovviamente (come i funzionali... per me), ma altri utensili li useremo, e anzi, lo sfrutteremo e li renderemo più comodi ed efficienti, grazie all'esperienza. è comunque in quella cassetta che c'è "tutto il necessario per far funzionare le cose"
ci sono tecnici di enorme esperienza in un solo ristretto campo, e teorici con una memoria e una conoscenza vastissima che mi fanno sembrare un bambino delle elementari.
ma questi sono comunque due estremi pericolosi.
è solo quando chi è preparato e si mette sul campo e continua ad imparare, o quando chi sa far "andare le mani" si ferma e si mette a "studiare" che sta nascendo un vero professionista.
per capirci uno che sa e che sa fare.
sia chiaro, queste persone sono molto rare, ma ci sono, ed è un piacere incontrarli.
comunque un po' mi sono perso nel discorso (questo è il problema di scrivere senza tornare indietro).
il succo è che non c'è un mestiere o un'esperienza migliore di un'altra. anzi, non c'è una persona più importante di un'altra. "l'amore della madre di giuda per suo figlio non fu inferiore di quello di maria per gesù".
non so chi l'ha detta, non so dove l'ho letta. ma so che è vera. perchè so che per un bambino stare sulle spalle del papà è bellissimo. non importa che sia operaio o dirigente, laureato o no.
quindi se volete conformarvi e fondervi con la vostra etichetta e il vostro lavoro fate pure. non offendetevi però se io resto senza il cartellino delle specifiche attaccato addosso.
ah... se non ho citato la vostra categoria nell'elenco "delle arti e dei mestieri", e ritenete che sia necessario per il mondo che si tenga in giusta considerazione il vostro gruppetto...
fatemelo sapere. davvero. e poi crescete.
direttor. - lup.mann. - figl.di.putt. - dott.ing. - gran.ladr. - gran.pezz.di.merd. - gran.farabutt. - ladr.matricolat. - paracul. Alessandro Mariani