Lo conobbi quando mi trovavo
in una struttura dell'azienda per cui lavoro, non mia.
Lo salutai con il miglior sorriso che potessi sfoggiare per quel periodo; di risposta mi passó di fianco senza nemmeno guardarmi, occhi fissi nel vuoto.
Pensai quanto fosse maleducato, quanto si sentisse al di sopra di tutto e non mi piacque. Non lo considerai più, pur acquisendo nuove informazioni su di lui. Un giorno scappó, non si ebbero sue notizie per giorni, fin quando decise di tornare come un animaletto devastato. Quel giorno prese anche la decisione di dimettersi, quel percorso non faceva per lui.
Sinceramente parlando quando chiuse la porta mi sentii sollevata. Lo trovavo arrogante.
Un anno dopo, tornata sul mio posto di lavoro, parlavo con una collega del nuovo ingresso che sarebbe avvenuto di li a poco e delle aspettative che si avevano.
Non appena lo identificarono col suo nome sbiancai.
Tornava nella mia vita e questa volta dovevo lavorarci sul serio.
Lo accolsi dopo settimane di lavoro su me stessa, con un abbraccio e un "Ciao, come stai?"
Questa volta mi salutó e ricambió l'abbraccio.
Entrai comunque in ufficio sbuffando, dicendo ai presenti che no, non riuscivo, non potevo fare la falsa con lui, tanto meno con me stessa.
Mi devastava conoscere la sua storia perchè per lui provavo sentimenti molto contrastanti. Da una parte c'era il pensiero della sua arroganza, dall'altra un' infanzia rubata.
Era un sopravvissuto, lo sapevo ma non volevo guardare oltre.
Il turno successivo mi accolse con il sorriso e un fiume di parole.
Mi lasció stralunata il cambiamento e CI diedi una nuova possibilità.
Nei giorni a seguire mi documenti di più su di lui.
Inizió a spezzarmi il cuore conoscere meglio quel ragazzo dal trascorso rubato.
Mi volle come operatore di riferimento e gli diedero l'ok.
Iniziammo a parlare ma iniziai anche ad ascoltare i suoi silenzi a guardare quegl'occhi vitrei ma profondi e piansi.
Quel ragazzo aveva e ha solamente bisogno di affetto incondizionato e oggi l'ho capito.
Spero di aiutarlo almeno un pochino ad alleggerirsi da tutti quei pesi e a fargli capire che il mondo non è poi quel posto orribile che sogna tutte le notti.
- donnadighiaccio












