" Il giorno dei funerali [di Lenin], il 27 gennaio, coincideva con quello del mio compleanno e così non potei festeggiarlo. Mio padre mi disse: Il tuo compleanno viene abolito -quasi si trattasse di un nuovo decreto del potere sovietico- ormai questo sarà sempre un giorno di lutto. Festeggeremo la tua nascita il 27 maggio, quando la natura si risveglia e tutto fiorisce. La cosa piú interessante è che mio padre ed io andammo insieme all'anagrafe di via Petrovka per cambiare il mio atto di nascita. Sbalordito per la richiesta di Larin, il funzionario dell'anagrafe si oppose e ci consigliò di festeggiare il compleanno il 27 maggio, ma senza cambiare il documento. Finalmente si arrese. E cosí, dieci anni dopo la mia nascita fui registrata una seconda volta. In base al mio nuovo atto di nascita mi venne rilasciato il passaporto, dal quale ancora oggi risulta che sono nata il 27 maggio. "
Anna Larina, Ho amato Bucharin, (traduzione di Giuseppina Cavallo e Lucetta Negarville, collana Albatros) Editori Riuniti, Roma, 1989¹; pp. 253-254.
[ Edizione originale: Незабываемое [Indimenticabile], memorie pubblicate per la prima volta nel 1988 sulla rivista letteraria sovietica Знамя (Vessillo) e subito dopo in volume ]








