Ciao a tutti! Eccoci finalmente a parlare dell’ultimo capitolo della bellissima saga dell’attraversaspecchi uscito per ora in Italia! Chi di voi ha dimestichezza con il francese può già leggere il quarto libro “La tempête des échos” mentre per gli altri la traduzione italiana dovrebbe uscire a giugno.
Titolo: La memoria di Babel-l’attraversaspecchi libro 3
Casa editrice: Edizioni e/o
Anno di pubblicazione: 2017
Valutazione in stelline: ****,1/2
Dopo due anni e sette mesi relegata su Anima sotto stretto controllo delle Decane, le perfide servitrici di Dio, Ofelia riesce finalmente ad allontanarsi dalla sua arca di nascita.
Grazie a quanto scoperto da Dio e dal libro di Faruk è riuscita a individuare Babel come possibile attuale rifugio di Thorn.
Arrivata all’arca tecnologica e cosmopolita di Babel, Ofelia scopre che i segreti della città sono celati nel Memoriale, in un’area riservata ai membri elitari dell’accademia più prestigiosa di Babel.
Ofelia, sotto lo pseudonimo di Eulalia, cercherà immediatamente di entrare a far parte di questa cerchia ristretta scoprendo presto che il compito è più arduo del previsto: la concorrenza è agguerrita, i corsi selettivi e gli insegnanti ingiusti.
Intanto in città gli esponenti di un movimento illegale che protesta contro la censura e i segreti di Babel diventa sempre più violento e minaccioso. I nobili di LUX, la classe sociale babelliana più alta, cercano (fallendo) di soffocare le proteste dei ribelli e dei plebei che rivendicano i loro diritti.
Come se non bastasse iniziano a verificarsi misteriose aggressioni con, come scenario, il Memoriale; l’unico punto comune ad ognuna di esse sembra essere il terrorre leggibile negli occhi delle vittime.
Ofelia trova Thorn che, come lei, cerca le risposte di cui ha bisogno al Memoriale, ma lui non sembra più lo stesso.
Insieme dovranno indagare sui misteri che avvolgono Dio e sulle aggressioni del Memoriale.
Il secondo capitolo di questa fantastica saga mi aveva lasciata con moltissime domande e aspettative altissime, infatti ho divorato in pochissimo tempo la memoria di Babel che, nonostante non mi abbia assolutamente delusa, ho trovato essere leggermente inferiore rispetto ai due precedenti romanzi. L’aspetto che mi ha fatto un po’ storcere il naso in questo terzo volume è stato il rapporto tra Thorn e Ofelia che, rispetto a quello creatosi negli altri libri, risultava veramente forzato. Detto ciò ritengo che almeno quattro stelline e mezzo su cinque siano assolutamente meritate.
Ho trovato la scelta di ambientare questa storia su un’arca come Babel sia stata una scelta non solo stupenda, ma anche molto furba: trattandosi di un luogo ricco di culture diverse e persone di differenti provenienze abbiamo la possibilità di conoscere molto più approfonditamente il mondo che ci viene proposto e le arche che lo compongono.
Un’altra cosa che ho apprezzato moltissimo è stata la profonda riflessione che la protagonista effettua su sé stessa: lei all’inizio è convinta che tutte le disavventurre passate sul Polo e su Anima l’abbiano ormai resa forte ed immune a qualsiasi sofferenza; ragiona insomma secondo la filosofia “ciò che non ti uccide ti fortifica”, ma quando si rende conto che non va tutto come aveva sperato capisce che quello che ha subito in passato ha avuto in realtà un’effetto traumatico che l’ha indebolita. Questo dettaglio non solo rende Ofelia molto più realistica della classica protagonista che da ragazzina imbranata passa improvvisamente a guerriera insensibile e senza paura, ma ci rende anche più semplice entrare in empatia con Ofelia e rivederci in lei.
Ciliegina sulla torta: i bellissimi nuovi personaggi secondari.