È assurdo come ci di abitui all’assenza di una persona, forse per non soffrire mi faccio travolgere da mille stimoli, forse i km di distanza mi fanno dimenticare di te.
Ma è tutta un’illusione, mi credevo forte, indipendente, credevo di poter fare tutto quello che volevo che tanto più di tanto non ti avrei pensato.
Per un po’ è stato così, dopo la prima settimana difficile in cui sentivo il tuo odore ovunque e vedevo il tuo viso ogni volta che chiudevo gli occhi.
Ma poi ho avuto paura di perderti, pensavo fosse finita. Per un messaggio di 5 parole il mio cuore ha perso un battito, la nausea mi ha chiuso lo stomaco come se mi avessi tirato un pugno, mi è crollato addosso tutto, non riuscivo a respirare.
Non abbiamo chiuso, è stata un’incomprensione, ma mi ha fatto riflettere.
Prima o poi succederà, prima o poi dovremo affrontare la situazione.
Ma non posso farlo con te, non posso perdere te, perderei una parte di me.
A volte penso che sarebbe stato meglio non incominciare nulla perché non potevo permettermelo.
Non posso permettermi di non sentirti più, di non poterti più parlare, di non poter correre da te quando ne ho più bisogno sapendo di trovarti a braccia aperte e una battuta per tirarmi su. Non posso permettermi di non sapere come stai e cosa fai, di non girovagare più per casa tua con addosso solo un lenzuolo che sa di noi guardando il panorama di una città che sento di nuovo mia solo quando sono con te. Non posso permettermi di vederti con un’altra, di non baciare più le tue labbra, di non sentire più il tuo cuore quando mi appoggio al tuo petto finché non mi addormento.
Non posso permettermi di tornare nella casa dove è iniziato tutto e ricordare ogni cm toccato da noi, il mio letto troppo stretto per starci in due che però abbiamo condiviso per due giorni anche col caldo di Milano, passare davanti al negozio di frutta esotica senza sentire il sapore del frullato di mango sulle tue labbra, quello strano pub che sembrava fuori dal tempo e dallo spazio dove abbiamo bevuto una birra parlando di noi per la prima volta che stranamente non riesco più a ritrovare anche se è dietro casa mia, la rosa ormai secca sul mio comodino, la tua calligrafia sulla mia pelle, il tatuaggio proprio sopra al cuore che tocco ogni volta che ho bisogno di conforto.
Ho girato la mia città con te, Milano, come fossi ubriaca, senza sapere dove fossi, libera, felice, spensierata, facendomi guidare da te, da noi, dall’amore, guardando tutto con occhi nuovi, perdendo il senso dell’orientamento e ridendo di cuore sentendomi per una volta a posto col mondo, sapendo di aver trovato finalmente il mio posto, vicino a te.
Non posso permettermi di perderti, ma il vero amore è proprio questo, sapere di non poterserlo permettere perché il tuo cuore è già troppo compromesso, ma metterlo in gioco di nuovo per quella persona, quella persona specifica, perché è l’unico modo che hai di sentirti viva, felice anche se non te lo puoi permettere.
Non puoi permettertelo ma devi, se devo farmi distruggere allora preferisco che sia tu a farlo, perché sei l’unico che ha avuto, che ha e che avrà sempre questo potere. E anche se non posso permettermelo, non posso farci nulla.















