Esserci è una parola così abusata. Non basta essere presenti per esserci. Esserci non ha a che fare con la presenza, piuttosto con l’essenza.
Tiziana Cerra
www.tizianacerra.com
[foto H.F.E. & Co Studio, Unsplash]

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Esserci è una parola così abusata. Non basta essere presenti per esserci. Esserci non ha a che fare con la presenza, piuttosto con l’essenza.
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Non è rimuovere o condannare le tue paure ma posare l’armatura. Il viaggio che hai intrapreso si perfeziona ad ogni ostacolo, ad ogni ricaduta. Il tempo che spendi per imparare a non difenderti, è lo spazio che prende forma differentemente e che accorcia la distanza tra te e ciò che da tempo desideri. Riuscire è imparare a non temere se stessi, nè il giudizio altrui, certi che non è preoccuparsi di come possono giudicarci gli altri ma esser disposti a camminare a testa alta, per mano a se stessi, ovunque siamo diretti.
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(Foto Andrew Wagner, Unsplash)
Nasciamo perfettamente dotati, pregni di possibilità, determinazione, intuito, energia, amore. Quello che accade con il passare del tempo, non ha a che fare con la dimenticanza, piuttosto con la non consapevolezza. Più avanzano gli anni, più ci auto convinciamo di essere solo ciò che di noi scricchiola, ristagna, fatica, singhiozza, trema. Nasciamo colmi di ogni senso, quello che colora anche ogni nostra fragilità, eppure, incontrando ostacoli e sopraffazione, finiamo con il cadere nell’oblio del non ricordare chi siamo, del convincerci che una vita di emulazione, sia molto più felice di una vita vissuta in libertà. Risvegliarsi a chi davvero siamo, vuol dire risvegliarci a ciò che di noi non può essere imitato e, troppo spesso, neppure visto dagli altri.
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[foto Sarah Wolfe, unsplash]
Ogni volta che pensiamo alle difficoltà, alle sofferenze che stiamo incontrando, le visualizziamo esclusivamente in termini personali, individuali, dimenticandoci che facciamo parte di una rete molto più ampia e intricata, quella dei legami familiari e animici. No, i legami che ci influenzano e ci sospingono non sono solo quelli con nostro padre, nostra madre, i nostri fratelli e sorelle. Occorre infatti andare molto molto più indietro nel tempo, cosi almeno per sette generazioni e poi ancora e ancora oltre. Siamo attori protagonisti di un intricato quanto meraviglioso gruppo di anime, un intarsio perfetto le cui maglie sono strettamente intrecciate le une con le altre, tra loro si sfiorano, si allentano, si stringono, per poi allontanarsi e poi ritorcersi unendosi, allentandosi e così via dal tempo senza inizio. Chi respira lontano da questa considerazione non potrà mai dirsi libero e non potrà mai liberare.
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(Foto Ashkan Forouzani, unsplash)
Siamo spaventati anche solo dallo sperimentarci, dal provare a rimescolare i dadi, dal riconoscere davvero chi siamo, dal vedere emergere da dentro noi la possibilità di essere più risolti e con meno tabù di quanto non crediamo. Siamo spaventati dall’essere ciò che siamo e dal lasciare andare in frantumi, tutto ciò che avevamo costruito, quando ancora credevamo di essere qualcun altro.
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[foto Vishal Banik, unsplash]
Smetti di fare. Smetti di adoperarti, smetti di aggrapparti, di supplicare, di aspettare, di chiedere e lascia, lascia che semplicemente accada. Non cercare un posto, ma apriti al tuo di posto. Quello che nessuno dovrà concederti, quello che nessuno potrà toglierti perché è tuo da sempre. Libera lo spazio, lascia che tutto scorra che rimanga solo ciò che ti appartiene davvero. Quando lasci andare, quando rinunci a tutto, quando invii amore e smetti di stringere e di controllare, ecco che l’universo arriva a riempire il vuoto che generi, con l’amore e con quel te, che inchinandosi a se stesso saprà fare di ogni porta un portale e di ogni ostacolo un volo d’amore. tizianacerra.com Ph waleed alzahrani, Unsplash
Tiziana Cerra Love Trainer Torino, master counselor, dinamiche relazionali, specializzato in cambiamento nelle separazioni e nelle dipendenz
La parola ebraica Pesach, Pasqua, in aramaico Pascha, significa “passare oltre”. Che possiate quindi passare oltre. Oltre tutto quello che vi costringe a non ridestarvi, a non credervi abbastanza, tutto quello che non vi fa andare verso e incontro all’abbondanza che vi attende, ai vostri sogni. Pesach indica la liberazione di Israele dalla schiavitù. L’uomo che diviene divino attraversando il suo travaglio di semplice uomo. L’uomo che si libra alla magnificenza di quel se stesso che prima ha dovuto piegarsi, esser umiliato, crocifisso. È il passaggio da morte a vita o forse il momento dove più di ogni altro, possiamo ricordarci che tutto è uno e non vi è mai separazione, tra uomo e donna, tra qui e lì, tra terra e spazio, tra noi e gli altri, tra odio e amore, tra adulto e bambino, tra coraggio e paura, tra oscurità e luce, tra stringersi e lasciarsi andare, tra morte e vita.
Che possiate “passare oltre” e risorgere, non tentando di divenire migliori di altri ma trovando il coraggio di divenire migliori di chi eravate ieri e di ciò che sarete domani e ancora e poi ancora e poi ancora... Passate oltre in questo spazio tempo che non è mai esistito, così come non sono mai esistite le limitazioni di voi in cui avete creduto, in cui avete temuto, quelle che vi hanno fatto tremare o che vi hanno illuso di non essere unici e speciali, mai soli e sempre, sempre tanto e immensamente amati.
Tiziana Cerra
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[Foto Georgia De Lots, Unsplash]
Chi non ti ama non ti sta definendo. Chi non ti ama, non ti ama perché il suo non amarti ha a che fare con se stesso e non con te. Chi non ti ama non ha colpe, come non ne hai tu. Le cose accadono e se le lasci semplicemente scorrere, se accetti le cose così come sono, se non imbrigli il passato e non ostacoli il futuro, allora, un giorno la vita saprà spiegarti più di quanto a te servirà ancora sapere.
Nel frattempo sii grata, gioiosa, scegli di immergerti in emozioni che vibrano alto così come i tuoi sogni.
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Ph Akram Huseyn, Unsplash