Cryptolocker Onion. L’ultimo flagello!
Non so se tutti sono a conoscenza del recente sviluppo della criminalità informatica attraverso la crittografia ransomware. Questo tipo di minaccia non cerca di nascondersi agli utenti; anzi, un Locker crittografa i documenti dell'utente tramite crittografia avanzata e chiede il riscatto per la decodifica. Già famosi di questa famiglia di malaware (chiamati appunto ransomware) sono Cryptolocker e CryptoWall.
Purtroppo un nuovo e più efficiente virus di questa tipologia si sta diffondendo anche in Italia: si chiama "Onion" (o anche CTB-Locker), che utilizza un TOR di rete (The Onion Router) in modalità anonima e i Bitcoin in modo da proteggere meglio i criminali, i loro fondi e le chiavi dei file delle vittime dalle forze dell'ordine.
Usando il sistema TOR, i criminali rendono più difficile la possibilità di rintracciare la loro attività e scoprire i server di controllo del malaware. Utilizzando i Bitcoin come unico strumento di pagamento anonimo, rendono praticamente impossibile anche il tracciamento bancario da parte della polizia informatica. Questo significa che probabilmente i criminali informatici saranno in grado di utilizzare questo malaware per un lungo periodo.
Dal punto di vista tecnico, l’Onion Locker è un malaware sofisticato che agisce in silenzio fino a quando tutti i documenti dell'utente non sono criptati. Solo allora carica la chiave dati relativa al server di controllo tramite TOR. Da quel momento sul Pc infetto verrà visualizzato un avviso con un conto alla rovescia di 72 ore. Alla vittima sarà offerto di pagare da 0,2 a 0,5 Bitcoins (l’equivalente di 120-350 dollari) per ricevere una chiave di decodifica. Se il povero sventurato non riesce a pagare in 72 ore, la chiave (e tutti i file crittografati) possono essere considerati persi. Il bello che i criminali danno anche consigli e guidano la vittima sull’acquisto di Bitcoin, fornendo tutte le istruzioni in merito all’operazione: davvero gentili!
Per cercare di proteggersi da queste infezioni, il consiglio principale che posso dare è quello di fare molta attenzione ai files che si aprono sul proprio PC, soprattutto se provengono da email sospette.
Una volta criptati i file e scadute le 72 ore il recupero dei dati è impossibile. L’unica cosa da fare è prevenire: aggiornare regolarmente i componenti critici del sistema operativo e dei browser e, ovviamente, installare una soluzione di Internet Security.
Questo ransomware può essere considerato tranquillamente come una calamità al pari di un furto, incendio o inondazione, pertanto piani di backup regolari e disaster recovery con stoccaggi in sicurezza sono fondamentali.
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