Penso che la cosa peggiore che un uomo possa fare verso una donna sia mentirle. Piccola o grande bugia che sia, quando subentra il "non voler" dire le cose all'altro la relazione può già considerarsi finita.
Perché se ami, non prendi per il culo..
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Penso che la cosa peggiore che un uomo possa fare verso una donna sia mentirle. Piccola o grande bugia che sia, quando subentra il "non voler" dire le cose all'altro la relazione può già considerarsi finita.
Perché se ami, non prendi per il culo..
È GIUSTO CONTROLLARE IL CELLULARE DEL PARTNER? Si giustifica questa azione sostenendo che controllando i movimenti del compagno si possano avere certezze.
È GIUSTO CONTROLLARE IL CELLULARE DEL PARTNER? Si giustifica questa azione sostenendo che controllando i movimenti del compagno si possano avere certezze.
Farlo o non farlo? Tu che consigli puoi fornire?
Cadaveri nel fiume
Quando penso a te, ora, sopito l'animale, mi riferisco all'intimità nostra. Non so farmi persuadere dalla convinzione d'essere omai poco più che un estraneo al quale si riservano muti convenevoli, se prima invece volevi arrivare a scoprirmi l'inguine, a trastullare le parti erogene con il piacere che sposta il contenuto dai discorsi riprovevoli all'istinto primordiale di superarli per eccitarsi. Com'è possibile che due persone, toccati i rispettivi gingilli, siano poi destinate a dirsi oblio, a dirsi addio? Eppure con me parlavi, dicevi le tue cosucce, quelle quattro in croce, mi guardavi, anche se non propriamente per adocchiarmi, conoscevo le misure inconsce e le tue grandezze o piccolezze, a seconda dell'oggetto, fisiche, mi preparasti la colazione a volte, i bucatini alla carbonara, e pagasti i biglietti della metro senza ch'io inforcassi il portafogli, nonostante fossi piuttosto sparagnino. Lo facevi con piacere, forse, non lo so, o perché sapevi che il mio fondo cassa da prelievo era in attivo di pecunia lacrimale, con quelle ti dovevo, ti potevo ripagare. Ero certo di come toccarti per tastare il tuo interesse moscio, sapevo le cose che avresti detto prima ancora di ricevere risposte istituzionalmente sommarie, ero conscio che le grige affettazioni sensuali date a me, mai viceversa, in quell'atto teoricamente di scambio, erano in filigrana lo sforzo di amarci in un rispetto apocrifo, che non volevamo corrispondere, o che non volevi rivolgermi, io te ne avrei date, di dimostrazioni, a palate, a bizzeffe, a scialacquata profusione. Per me quello era tutto. Sciocco e pure convintamente, quello era tutto. Era familiarità, la nostra bella abitudine, bella o brutta che fosse, era uno di quegli script che si attivano nel raggio d'azione di una pelle della quale conosciamo a menadito l'odore. Ma la mia ingenuità, in generale, e con gli amici e con gli amori, mi lascia il vuoto in bocca e una dentatura di domande, anche cariate, eh, quelle con l'antinfiammatorio non passano, solo col trapano. Come hai potuto mangiare e leccarti il baffo nel mio patto per poi sparire? Come hai potuto stringere la tua apparente amicizia con me per poi andartene a fare spargimenti di conte polliniche d'amicalità e fargli venire l'allergia umana a quei poverini che, dopo varie riposizioni di fiducia, si son dovuti sorbire il tuo allontanamento inspiegabile? Chi ti ha dato il permesso di entrare nella mia vita per uscirne impunitamente? Chi ti ha chiesto di farmi quel male subdolo che, se io provo a risollevarti dalla melma e a cercarti, proprio per la mia incapacità a concepire la fine di rapporto simbiotico o concubinaggio anatomico o sentimento mai reciprocato, tu prendi e, per tutta risposta, mi dai la nuca, mi dai le spalle o scusso scusso il culo? Io sono quello ferito, la maestà lesa, e da coglione al bacio ti offro la possibilità di comportarti civilmente, in linea con tutta la precettistica morale che di tanto in tanto ti spertichi a millantare e che ti fa sentire uomo o donna integro, e tu studi le mosse per ignorarmi del tutto? Nemmeno ti degni di chiedermi come diavolaccio sto, non dico una telefonata di due ore, che minchia avremmo da dirci in sì prolungata comunicazione!? Ti piace ubriacarti assieme a quei quattro uranisti che ti porti appresso con la speranza che ti notino e ti aiutino a salvare la tua vita sola, scarsa di mezzi espressivi, di un reale guizzo d'intelligenza che non sia metodica applicazione, eh? O con le amichette romantiche all'ultimo grido di schifo per loro stesse e le letture analitiche di rivisitazioni del Cioè in chiave letteraria? Io facevo parte della tua vita, cazzo, tutti i giorni, e adesso cosa sono? Ti sei annoiata, ti sei annoiato, le persone sono funzionali solo ed esclusivamente al periodo di bisogno, di magra, o l'ombrello si tira fuori anche quando torna il seren? Ma non ci penso, non devo pensarci, al destino crudele, o crudele destino che mi sta toccando, al fatto che mi son passati sopra come carri armati i più miserabili degli esseri cosiddetti umani... li sto aspettando al varco, e, banalità delle banalità, mi sto accomodando sulla riva del fiume a estuario in ansiosa attesa che scorra il cadavere liso del mio nemico. Poscritto: lo stream of consciousness? Ma se non sai un cazzo di modalità narrative, tu, ma va' cagher!