Vorrei le vostre opinioni
Esiste un lavoro che non sia esclusivamente un puzzle di rotture di coglioni?
Non è una domanda retorica, non cerco supporto per malumori da venerdì mattina. Ampliata per essere resa più credibile, ma più psico-filosofeggiante, la domanda potrebbe anche essere così concepita:
E' la maggior parte dei lavori sul mercato ad essere esclusivamente un puzzle di rotture di coglioni o è una percezione negativista e narcisista unita alla lamentosità dell'individuo medio a farli percepire come tali?
Non parlo della sveglia alle 7:00, dell'obbligo di rimanere richiusi in ufficio almeno 9 ore al giorno, degli stipendi troppo bassi, del fastidio di avere un capo, le solite cose.
Più che altro è la noia di un lavoro senza scopo, la totale mancanza di soddisfazione nell'eseguirla, la sensazione di far le veci di un cestino dove gettare problemi scomodi e lagnanze, i modi sgarbati e dittatoriali di altre aziende e degli stessi colleghi, burocrazie e procedure prive di qualsivoglia buonsenso e puramente fini a se stesse, le continue pretese impossibili a fronte di offerte e risposte pari a briciole.
E l'idea che sia così ovunque e comunque, anche in un'altra azienda, anche in un altro settore, anche con un'altra funzione. A meno che si lavori gratis, allora si fanno cose interessanti.
Che il lavoro non sia una vacanza, siamo tutti d'accordo.
Ma in sostanza:
A) Sono i miei coglioni fragili come vetro di Murano o
B) Tutte le donne laureate in lingue sono senza speranza?
P.S. Gentilmente, astenetevi da commenti tipo "non lamentarti perchè un lavoro tu ce l'hai e altri no". Validissima osservazione, ma non è l'argomento attinente in questo caso.