Esatto.
Ormai sono la categoria più inutile del settore produttivo.

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FOSSÓ - Si iscrive al sindacato e viene licenziato: è successo ieri mattina a Tal Sie Blaise, 37 anni, in Italia dal 2021, che ha la sua cas
Landini-Conte prove d’intesa
https://www.lastampa.it/politica/2022/12/06/news/landini-conte_prove_dintesa-12396945/
2013 - Grillo: "Eliminiamo i sindacati, voglio uno Stato con le palle"
https://www.repubblica.it/politica/2013/01/18/news/grillo_eliminiamo_sindacati-50836458/
Il clima di rabbia collettiva era facile da prevedere, ma ad aleggiare sulla mole di bandiere in cammino è anche un senso di incredulità che la vicenda si è portata dietro. Percezione che esprime bene il delegato provinciale Usb di Piacenza, Paolo Campioni, prima di partire con il corteo: «Un attacco aperto al sindacalismo. Come hanno arrestato i miei compagni potevano arrestare me, facciamo e abbiamo fatto le stesse attività sindacali: scioperi, assemblee, picchetti. La procura dice che vuol dividere tra chi ha messo sotto accusa e il resto del sindacato, ma dal momento che considera “estorsione” provare a ottenere qualcosa in più rispetto al contratto collettivo nazionale, è ovvio che non attacca solo chi ha arrestato, non attacca solo l’Usb, ma tutte le associazioni sindacali in Italia e qualunque altro lavoratore anche non sindacalizzato. A mio avviso questo qui è un passaggio epocale che non possiamo permettere passi inosservato». Non è un caso che il tutto avvenga a Piacenza, spiega Campioni mentre con il nastro adesivo fissa le bandiere alle aste: «Il polo logistico della città è stato scelto come punto nevralgico del Nord Italia. Attualmente ci sono qui circa diecimila lavoratori, soprattutto immigrati, che lavorano nel settore e che dovranno raddoppiare nei prossimi anni visto che si continua a investire nell’aumentare i capannoni dedicati al polo. Una crescita vertiginosa che sta portando con sé la vera criminalità organizzata. È importante che ci sia un controllo capillare su questi datori di lavoro, perché qui stanno arrivando la mafia e la camorra attraverso le cooperative che prendono gli appalti. Sembra assurdo: la Procura attaccando noi sta facilitando il lavoro all’illegalità». Un rammarico che quasi copre le vittorie ottenute dal sindacato: «A volte ci battiamo anche solo per far ottenere il CCNL che già di per sé è una schifezza, a volte riusciamo a fare qualcosa in più. A Piacenza abbiamo vinto più di settanta cause sul lavoro, molte di queste sono presenti nell’inchiesta per cui ci sono stati gli arresti le abbiamo vinte anche in secondo grado. Per fare un esempio, i 32 licenziati della GLS che sono stati tutti reintegrati e il Giudice ha inoltre fatto riconoscere la somma di 40mila euro di danni ad ognuno di loro. Siamo stati già giudicati su cose per cui ci stanno indagando, è veramente una vergogna». Una normalizzazione delle condizioni precarie che Campioni riconduce alla concertazione dei sindacati confederali: «Cgil, Cisl e Uil, da quando nei primi anni ’90 hanno deciso che il metodo “io ti do una cosa e tu me ne dai un’altra” fosse il modo migliore per ottenere diritti per i lavoratori, ci hanno fatto tornare indietro di cinquant’anni. E così siamo arrivati all’annullamento della scala sociale e alla perdita di importanza dello Statuto dei Lavoratori a partire dal Jobs Act. A noi questo non va bene, crediamo – com’è sempre stato nella storia – che per conquistare una cosa bisogna lottare, lottare, lottare». A confermare la compattezza della base verso gli arrestati anche Laura Raffaeli del Si Cobas: «I coordinatori sotto inchiesta hanno fatto le lotte per cui vengono accusati insieme agli operai per rivendicare condizioni di miglior favore. Tant’è che la Procura scrive che questi scioperi sono “estorsivi” per aver raggiunto gli scopi che ci prefiggevamo. Pratiche che dovrebbero essere normali per un sindacato. Tanti lavoratori che avevano un contratto da 4 ore e invece ne facevano 10, situazioni che siamo riusciti a risolvere solo grazie agli scioperi e alle pressioni fatte alle aziende. Ovvio che per una multinazionale è meglio avere davanti un sindacato compiacente e non un sindacato che fa gli interessi dei lavoratori. Da noi non esiste che i coordinatori sindacali facciano i loro interessi – sottolinea Raffaeli – questa è fuffa che si è inventata la Procura di Piacenza. Quello di oggi è un preannuncio di quello che saranno le lotte che si svilupperanno ad ottobre».
Piacenza, la rabbia dopo gli arresti: il sindacato di base prepara un autunno di lotte
Dall’alba di stamattina è in corso un’operazione di polizia, su ordine della Procura di Piacenza. Arresti domiciliari a dirigenti sindacali
Pesantissima operazione repressiva all’alba di martedì 19 luglio contro il sindacalismo di base, impegnato da anni in vertenze durissime soprattutto nel settore logistica.
“Da questa mattina all’alba – spiega Usb – è in corso un’operazione di polizia su input della Procura di Piacenza nei confronti di dirigenti sindacali dell’USB e del Si Cobas della logistica. Con ben 350 pagine di ordinanza si costruisce un vero e proprio “teorema giudiziario” sulla scorta di un elenco interminabile di “fatti criminosi” quali picchetti, scioperi, occupazioni dei magazzini, assemblee ecc”
Le accuse sono quelle di aver fatto i picchetti. Per la Procura di Piacenza, grazie alle normative dei pacchetti sicurezza approvati nei governi Conte 1 e 2, questa pratica di lotta sindacale è trasformata in un associazione a delinquere.
Otto le persone sottoposte a misure cautelari: quattro compagni del Si Cobas ai domiciliari (il coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani e tre dirigenti piacentini, Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini e Bruno Scagnelli) e altrettanti di Usb, con misure al momento non ancora rese note.
“Le accuse – spiegano i Si Cobas – sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio. Tale castello accusatorio sarebbe scaturito dagli scioperi condotti nei magazzini della logistica di Piacenza dal 2014 al 2021: secondo la procura tali scioperi sarebbero stati attuati con motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi”, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale”.
Usb ha già proclamato “lo sciopero generale della logistica a partire dal turno di notte odierno e per 24 ore”. Anche il Si Cobas (che ha convocato una conferenza stampa a Piacenza per mezzogiorno) sarà in sciopero generale a partire da mezzanotte.
Sabato 23 luglio annunciata anche una manifestazione nazionale a Piacenza.
La corrispondenzadi Radio Onda D’Urto con con Tiziano, compagno dei Si Cobas Emilia – Romagna. Ascolta o scarica e Il commento di Pierpaolo Leonardi, dell’esecutivo nazionale USB. Ascolta o scarica
Sappiamo che i lavoratori della logistica ricoprono un settore strategico non solo per i profitti delle aziende e multinazionali che li impiegano ma anche perché rappresentano un’avanguardia di lotta sindacale e politica, di conflitto e autonomia che proprio non va a genio a padroni e classi dirigenti.
Prove tecniche di regime…
Questo succede nel paese in cui c’è chi si piega a Draghi e chi sceglie di lottare!
Dopo le condanne arrivate solo una settimana fa per le proteste contro l’omicidio di Abd Elsalam operaio della logistica, ora la magistratura prova a criminalizzare chi lotta nell’intero settore.
Si impegnano a raccomandare.
Dopo più di 20 anni di genuflessioni su ricatti e regole al ribasso in cambio di pochi posti di lavoro, in questa 5 parole si capisce qual è oggi la forza e il potere di difesa dei lavoratori dei sindacati. Si impegnano a raccomandare, con forza si auspicano che gli imprenditori diano ascolto alle raccomandazioni che si solleveranno sdegnate dalle parti sociali. -L’azienda è in crisi, il 30% dei lavoratori verrà licenziato- Ma noi raccomandiamo fortemente l’utilizzo della CIG, anche il governo è d’accordo, suvvia, ascoltateci- ma col cazzo, son due anni che li sfruttiamo facendoli lavorare lo stesso pagandoli con la CIG, ora licenziamo e ci prendiamo tanti bei tirocinanti!
Niente articolo 18, niente salario minimo, niente riforma degli ammortizzatori sociali, jobs act.
Stage e tirocini saranno i contratti del futuro per i lavoratori dipendenti.
Per il sindacato però l’accordo è una vittoria. Maurizio Landini “un risultato importante frutto della mobilitazione di sabato. Uniti abbiamo rimesso al centro la difesa del lavoro"
«Scusi, Landini, ma a che serve questo sciopero?!» «Siopperiamo contro il governo!» «Ma avete firmato l’accordo col governo sul telelavoro. Avete accettato i tagli Irpef sul ceto medio, e ottenuto risorse sul reddito di cittadinanza, l’estensione dell’Ape social, la riforma degli ammortizzatori sociali, la decontribuzione per i lavoratori fino a 35mila euro, i quattro miliardi sulla sanità… Siete un giorno sì e l’altro pure a Palazzo Chigi, mentre per dire né Renzi o Monti o Berlusconi vi hanno mai ricevuti, eppure mai uno sciopero» «Siopperiamo contro il tavolo sulle pensioni!» «Ma se non è ancora partito!» «Ooooh, basta!, la protesta in piazza l’abbiamo inventata noi sindacati!, perché i no vax sì e noi no?, perché Forza Nuova sì e noi no?, perché Salvini e Meloni sì e noi no?, basta!, eppoi guardi, da leader della CGIL non avevo ancora fatto nemmeno uno siòppero zenerale, è ora di dire basta! Siòppero!»