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Sui ridicoli avrei qualche dubbio 🤔
Oggi chiacchierando live con @valentinadisera sono arrivato a sostenere che Kate Moss non era “così” bella...
Benedetto XVI, la strada è segnata, si può camminare in sicurezza
Benedetto XVI, la strada è segnata, si può camminare in sicurezza
Quella che propone Benedetto XVI non è un’alternativa a papa Francesco, nel senso mondano del termine; egli non gioca a fare l’antagonista del papa regnante, sarebbe cadere in una visione solo orizzontale, tipica dei suoi detrattori. Egli invece guarda lontano, oltre Francesco, indica la strada per la rinascita della fede.
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Il ritorno dell’arianesimo: l’eresia che cambia volto
Dal IV secolo all’umanesimo moderno, la negazione della divinità di Cristo continua a infiltrarsi nella Chiesa. Continue reading Il ritorno dell’arianesimo: l’eresia che cambia volto
Il “Sillabo” del vescovo Schneider nel suo ultimo libro
Il libro Fuggite le eresie del vescovo Athanasius Schneider funge da “Sillabo”, catalogando e condannando errori dottrinali antichi e moderni. L’opera recupera la tradizione della Chiesa, critica ambiguità attuali (come sul Vaticano II o la varietà delle religioni) e riafferma verità trascurate. Continue reading Il “Sillabo” del vescovo Schneider nel suo ultimo libro
La magia rituale in Europa nel 1300
La maggior parte degli storici si trova generalmente d’accordo sulla tesi secondo cui, intorno all’anno 1300, in Europa occidentale, gli atteggiamenti ufficiali sulla magia cambiarono notevolmente con l’arrivo di quel tipo sofisticato di magia che prende il nome di magia rituale.
La sua importazione, avvenuta nel corso del XII e XIII secolo con la traduzione di testi greci e arabi, costituì una seria sfida all’ortodossia cristiana. Per l’Europa medievale era una forma di magia del tutto nuova, la cui complessità e raffinatezza non aveva precedenti. Il suo arrivo segnò la fine della speranza che la condanna della Chiesa fosse sufficiente a estirpare gradualmente le tradizionali e più semplici forme di rimedio magico o, quanto meno, a relegarle agli strati sociali più poveri e meno influenti.
I nuovi testi, che illustravano questa complessa forma di magia, facevano ampio uso di schemi e di formule scritte certamente non semplici. Pertanto, questa letteratura magica si rivolgeva ai gruppi sociali più istruiti, ricchi e sofisticati. E mentre i testi che contemplavano esplicitamente le evocazioni di demoni rimanevano inevitabilmente esclusi da una prassi ufficialmente consentita, diventava molto più difficile condannare senza appello gli scritti che sostenevano la possibilità di manipolare le forze naturali dell’universo e, soprattutto, l’influenza dei corpi celesti. Perfino quel sottoinsieme di incantesimi che proponeva di usare i demoni a fin di bene era una sfida diretta e consapevole alla dottrina ortodossa, in quanto partiva dal presupposto che un buon mago fosse in grado di controllare gli spiriti malvagi e costringerli a operare a fin di bene, cosa inaccettabile per l’ortodossia cristiana.
Gli uomini di cultura dell’Europa occidentale discussero per due secoli sulla possibilità che le forme di quella nuova e complessa magia potessero integrarsi nell’ortodossia cristiana ed essere utilizzate a vantaggio dell’uomo. Ma agli inizi del '300, la maggioranza di loro era ormai schierata contro un simile riavvicinamento, ribadendo la visione ortodossa di Agostino circa la natura intrinsecamente demoniaca di qualsiasi tipo di magia, indipendentemente dal fatto che chi la praticava fosse o meno consapevole di collaborare con i demoni.
Questa evoluzione si accompagnò e sovrappose a un altro processo storico basato su due armi fondamentali: la crociata e l’inquisizione. Tra il 1224 e il 1240, il rogo divenne il metodo attestato di esecuzione capitale degli eretici, come si era fatto per tanto tempo con i maghi. Nel quadro di questa reazione, gli eretici finirono per essere abitualmente accusati di essere adepti del diavolo. Tra il 1300 e il 1320, questa strategia incoraggiò un’ondata di processi politici in cui persone e organizzazioni di rilievo vennero accusate di adorare segretamente Satana e, in molti casi, condotte alla rovina.
Entrambe le novità (la condanna della magia e l’escalation dei processi politici contro gli adoratori del diavolo) furono accompagnate da una paura crescente per il potere di Satana nel mondo. Tale paura venne, quanto meno, rafforzata dalla diffusione su larga scala di due minacce gemelle, ovvero le eresie e la magia rituale. I tempi erano ormai maturi per un attacco diretto a tutto campo alla magia rituale, rappresentata come manifestazione diabolica; a lanciarlo fu papa Giovanni XXII, tra il 1318 e il 1326. Dobbiamo anche dire che questo pontefice si era dimostrato pronto a servirsi dell’accusa di maleficio per colpire i propri rivali. Nel 1318, incaricò una commissione di estirpare la magia rituale dalla corte di Avignone. Nel 1326, Giovanni XXII decise che la magia rituale era ormai paragonabile a una pestilenza e scomunicò chiunque vi fosse in qualche modo coinvolto. La magia venne così equiparata all'eresia.
Le iniziative del pontefice ebbero una certa influenza, visto che nelle altre corti ricomparve l’uso della magia come accusa politica. Il successore di Giovanni XXII, Benedetto XII, era stato un inquisitore di primo piano e un accanito persecutore di eretici e maghi e, una volta eletto pontefice, seguì personalmente in Italia e in Francia vari casi che sembravano chiamare in causa la magia. Dietro questa sequenza di persecuzioni non c’era ancora, tuttavia, una spinta duratura. Nei casi da lui personalmente seguiti, Benedetto dimostrò di avere a cuore non solo la condanna degli imputati, ma anche la giustizia. Il suo successore, Clemente VI, si dimostrò poco sensibile al problema della magia.
Dobbiamo dire che anche nelle dinastie regnanti di Francia e di Inghilterra si aprì una fase di maggior stabilità. Non vi furono ondate locali di panico, né crociate contro i maghi promosse da inquisitori ecclesiastici o autorità secolari. Le cacce alle streghe sembrarono esaurirsi a tutti i livelli della società; ciò rende ancor più significativa la recrudescenza sopraggiunta intorno al 1375.
Più plausibile appare l’ipotesi che a riportare alla ribalta la magia, come accusa nei giochi di potere di palazzo, fosse la rinnovata incertezza politica. Nel 1377, l’Inghilterra si ritrovò con un vecchio sovrano nelle mani della sua amante e un erede bambino. La donna venne immediatamente accusata di aver conquistato il cuore del re mediante incantesimi. Anche in Francia, nell’ultimo decennio del '300, la stregoneria fu chiamata in causa per spiegare la follia del monarca. Le accuse di stregoneria mantennero un ruolo di primo piano anche quando il conflitto sociale sfociò in una guerra civile di vari decenni. Nel 1398, questi avvenimenti indussero l’Università di Parigi a ribadire la dottrina secondo la quale la magia rituale, ispirata dai demoni, era una forma di eresia. Dopo questa affermazione, seguirono ulteriori discussioni e condanne della magia da parte degli intellettuali. E nel 1417, anche il duca di Savoia dichiarò di avere scoperto una congiura per ucciderlo con mezzi magici.
Dobbiamo dire che gran parte di questa attenzione e di questo interesse di sovrani, aristocratici e intellettuali sembra essersi ispirata e mescolata a una nuova ostilità nei riguardi della magia a livello locale, soprattutto nelle città. Nel 1390, il parlamento di Parigi proclamò la magia un crimine e processò due donne che avevano tentato di compiere incantesimi d’amore, una terza che aveva offerto a pagamento diversi servizi magici e una quarta che aveva cercato con la magia di danneggiare il marito che la maltrattava. Tutte e quattro furono mandate al rogo, in quanto considerate adepte del diavolo. Lo stesso accadde, sempre nel 1390, a Milano: stavolta l’accusa riguardava due donne che avevano compiuto atti di magia a pagamento. Tali donne sostenevano di aver appreso la magia dalla signora soprannaturale che esse seguivano nei suoi viaggi notturni.
Allo stato attuale delle conoscenze, è impossibile stabilire con certezza le cause di questa escalation di accuse e processi, che si riscontrano a vari livelli della società in tutta l’Europa occidentale. Alcuni studiosi hanno sottolineato il gran numero di trattati, pubblicati tra il 1405 e il 1425 da eruditi francesi e tedeschi, che, di fronte a banalissimi casi di incantesimi e formule magiche, chiamavano in causa complesse teorie demonologiche. Altri studiosi hanno ricollegato questo fenomeno a un'evoluzione più generale degli uomini di Chiesa verso una teologia più concreta e pastorale, e meno cosmologica. È possibile che questi due dati di fatto abbiano contribuito a creare le condizioni per la persecuzione dei maghi e delle streghe.
Probabilmente, la maggior parte delle persone accusate di praticare la magia rituale lo aveva fatto realmente. È del tutto plausibile che alcuni autori di questi riti magici cercassero effettivamente di evocare dei demoni, visto che alcuni testi di magia rituale giunti fino a noi contengono istruzioni in tal senso, basate, ovviamente, sul presupposto che il mago fosse in grado di assoggettare i demoni alla propria volontà. Assai improbabile, invece, che qualcuno dei presunti seguaci di Satana o dei suoi demoni lo fosse realmente; alcuni studiosi hanno dimostrato in modo convincente che non esisteva nessuna setta organizzata di maghi e streghe satanisti. In pratica, possiamo dire che, sebbene alcune persone si servissero dei demoni per raggiungere i loro scopi, non è probabile che esistesse una setta organizzata che aveva rinnegato Dio per diventare adoratrice del diavolo. Ciò che emerge con chiarezza è che alcuni dei maghi accusati e processati sostenevano di essere in rapporto con entità demoniache, da utilizzare come assistenti o servitori.
A un primo sguardo, non si ebbe alcun motivo per cui l’offensiva ufficiale contro la magia, verificatasi alla fine del '300, non fosse destinata a esaurirsi, come era già accaduto all’inizio del secolo. Invece, questo giro di vite sfociò, senza soluzione di continuità, in quello che finì per rivelarsi l’inizio della caccia alle streghe nell’Europa moderna. Tuttavia, può essere utile sottolineare che l’immagine del mago, su cui si fondavano i processi trecenteschi, era molto diversa da quella della strega satanista che sarebbe stata alla base dei processi dell’era moderna. In questa offensiva tardo-medievale contro la magia, esisteva semplicemente la convinzione che tali maghi fossero individui o piccoli gruppi che, in determinati luoghi e in determinati momenti, cedevano alla tentazione di utilizzare, per raggiungere i propri obiettivi, poteri ampiamente superiori a quelli umani. Ancorché egoistici, questi fini erano di solito orientati a un vantaggio personale e non certo a compiere il male fine a sé stesso. Tra l’altro, la maggior parte degli accusati agiva a pagamento per conto di qualcun altro. Dobbiamo dire che nella descrizione delle attività svolte dagli imputati compariva puntualmente quell’insieme di oggetti, sostanze e formule tipico della magia rituale.
Concludiamo il nostro discorso mettendo in evidenza che, agli inizi del XV secolo, lo stereotipo della strega, che sarebbe stato alla base dei processi dell’era moderna, non si era ancora formato.
Prof. Giovanni Pellegrino
Crisi nella Chiesa: la soluzione collaudata
La Gerarchia deve tornare ad assumersi la responsabilità di emettere anatemi contro le eresie. Continue reading Crisi nella Chiesa: la soluzione collaudata