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Segredada
O que fizeste com tua voz fraca?Segredada no peitoSelada e vermelhaSem qualquer efeito...Com que ânimo arrancou a palavraDo perfeito esconderijoE a pendurou enfeitandoA mudez?A elegância de só ouvirE nada falarA identidade inviolávelQuieta e oprimidaDe viver sem ar. Arte de Christophe Lorain, http://www.christophelorain.com/
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“ Agli inizi del Novecento in Nicaragua non esisteva una lingua dei segni nazionale. Le lingue dei segni sono lingue a tutti gli effetti, come quelle vocali. Ogni comunità di parlanti ha la propria. Le persone sorde nate in Nicaragua, isolate l’una dall’altra, erano spesso considerate alla stregua di ritardati mentali. Quando nel 1979 il governo istituí le prime scuole per sordi, si cercò di insegnare la lettura delle labbra ai bambini, ma senza alcuna efficacia. Steven Pinker, un grande scienziato cognitivo del nostro tempo, afferma però che, nonostante gli scarsi risultati ottenuti dagli insegnanti, i bambini riuscirono a cavarsela da soli: «Sui campi da gioco e sui pullman scolastici, i bambini inventarono un proprio linguaggio dei segni, ricavandolo dai gesti in parte improvvisati che usavano a casa con le loro famiglie. Dopo poco tempo, il sistema si stabilizzò in quello che oggi si chiama Lenguaje de Signos Nicaraguense (LSN). Attualmente l’LSN è usato, con diversi gradi di scorrevolezza, dai giovani adulti sordi di età compresa tra i diciassette e i venticinque anni, che lo crearono quando avevano dieci anni o piú» (S. Pinker, The Language Instinct, 1994). Che cosa ci racconta questa storia? Che la natura vince sull’ambiente. Anche se stimolati scorrettamente, i bambini avevano il lusso della socialità [...]. Grazie alla loro reciproca interazione, hanno sviluppato un linguaggio che «veniva dall’interno». La natura umana, la regina tra le entità teoriche indagate dalla filosofia, si stava facendo sentire. Oggi i linguisti sono sostanzialmente d’accordo nel ritenere l’LSN una sorta di Pidgin. L’LSN sarebbe una «lingua di contatto» nata spontaneamente per rimediare a una situazione di emergenza in cui un gruppo di bambini socializzanti tra loro era sprovvisto di qualsiasi sistema di comunicazione. Sorprendentemente, i bambini esposti all’LSN hanno ampliato la sua struttura grammaticale e l’hanno resa una lingua equiparabile a tutte le altre lingue del mondo (segniche e non segniche). In relazione a questa seconda fase di ampliamento, Bickerton ha lanciato la sua vera e propria sfida a Noam Chomsky. L’evoluzione del Lenguaje de Signos Nicaraguense si chiama ISN, cioè Idioma de Signos Nicaraguense, ed è a pieno titolo una forma di Creolo creato dai bambini che sono venuti in contatto con il Pidgin (LSN) durante il periodo in cui normalmente si impara la propria lingua madre. Creolizzare significa assegnare all’ambiente un ruolo nello sviluppo autonomo, diciamo «emergente», della natura umana – in questo caso della sua componente linguistica. Infatti, la creolizzazione è il fenomeno di sviluppo autonomo di un linguaggio semplice in uno complesso. Questo fenomeno sembra confermare una delle principali tesi di Bickerton, secondo la quale i bambini hanno la totalità del merito nella creazione della lingua ISN. I piccoli, infatti, non hanno avuto la possibilità di sentire o vedere altre lingue naturali umane da cui trarre gli elementi grammaticali necessari per la creolizzazione. Non esistevano comunità sorde che parlassero altre lingue rispetto alla LSN, che ha una struttura simile a quella di un Pidgin gergale e non contiene nessuno degli elementi lessicali, grammaticali e fonologici presenti in ISN. Il Creolo segnico del Nicaragua ha implicazioni filosofiche decisive, perché sembra impossibile che i bambini abbiano imparato da altre lingue umane ciò che «hanno innestato» nella nuova lingua. Nati e cresciuti sordi, sono sempre stati esposti soltanto alla LSN e alla sua povertà espressiva. La tesi rivoluzionaria di Bickerton è che il Creolo, con la sua struttura astratta, sia in qualche modo la lingua originaria della specie umana. “
Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo, Einaudi (collana Super ET - Opera Viva); 2016. [ Libro elettronico ]
El verdadero dolor es indecible. Si puedes hablar de lo que te acongoja estás de suerte: eso significa que no es tan importante. Porque cuando el dolor cae sobre ti sin paliativos, lo primero que te arranca es la #Palabra.
Rosa Montero, La ridícula idea de no volverte a ver
«A volte la luce nel suo sguardo si faceva affilata, come lo scintillio di una stella nel cielo di una notte d'inverno. Se per qualche ragione si chiudeva nel mutismo, poteva restare in silenzio per un tempo infinito, come una di quelle rocce sull'altro lato della luna. Il suo viso perdeva quasi ogni espressione, e si poteva pensare che anche il suo corpo avesse perso ogni calore».
Haruki Murakami, “1Q84”
Trovate sempre il coraggio di parlare e la voglia di chiarire. Perché i silenzi pesano come le pietre. E le pietre diventano muri. E i muri, infine, separano.❤️🥀
Un silencio absoluto inundó la habitación, dejando mis oídos aturdidos de tal mutismo, en ese instante, me sentí dentro de su cuerpo, como en sus ojos se reflejaba impotencia, pesadumbre y melancolía. Sentí como su corazón latía de forma presurosa, y como la sangre recorría de forma atosigante por sus venas, gélida y tormentosa.
Se per qualche ragione si chiudeva nel mutismo, poteva restare in silenzio per un tempo infinito, come una di quelle rocce sull'altro lato della luna. Il suo viso perdeva quasi ogni espressione, e si poteva pensare che anche il suo corpo avesse perso ogni calore.
Murakami Haruki, 1Q84