Oggi è il "giorno della memoria".
Quello che mi viene da scrivere è che proprio Israele ha perso la memoria di cosa significhi essere un popolo perseguitato e sterminato.
"Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro": (Luis Sepúlveda)
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Oggi è il "giorno della memoria".
Quello che mi viene da scrivere è che proprio Israele ha perso la memoria di cosa significhi essere un popolo perseguitato e sterminato.
"Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro": (Luis Sepúlveda)
Dopo gli spari alla folla, le dichiarazioni dell'esercito israeliano suonano così: «Abbiamo fatto una strage perché ci siamo sentiti minacciati dall'incomprensibile voglia di sopravvivere di quella gente inerme nel mirino dei nostri mitragliatori».
[L'Ideota]
" Nel novembre 1972, Oriana Fallaci riuscì a intervistare Henry Kissinger, che gestiva i destini dell’America in Vietnam. Kissinger si dipinse come «il cowboy che guida la carovana, che entra tutto solo nella città. Come nei western». «Agli americani ciò piace immensamente» aggiunse. Il paragone era ciò che la Fallaci aspettava per trovare una conferma al ritratto di uomo vanitoso che s’era fatto dell’allora potentissimo assistente agli affari esteri di Nixon. Così lei, insistendo sull’argomento, nella domanda successiva completò astutamente l’identikit, accostando Kissinger all’attore Henry Fonda, icona dell’eroe disarmato pronto a menar botte per onesti ideali. E lui lusingato riprese: «Esser solo ha sempre fatto parte del mio stile».
Un’apoteosi. Pubblicata su «L’Europeo», e poi ripresa per intero da numerosi giornali americani, l’intervista creò a Washington un putiferio. Kissinger, che dopo il successo della «diplomazia del ping-pong» con la Cina godeva di una stampa generosa, fu definito un presuntuoso pronto a oscurare Nixon. E la satira dell’uomo con cappellaccio e speroni invase i giornali. Finì per smentire quelle dichiarazioni che gli procurarono un paio di settimane di gelo nei rapporti col presidente: «Non mi sono paragonato a un cowboy solitario, Miss Fallaci ha distorto il mio pensiero: come ho fatto ad accettare quell’intervista, non lo so. È stata la cosa più stupida della mia vita!». La reazione di Oriana fu in tipico Fallaci style. Mandò a Kissinger un lunghissimo e furente telegramma in cui considerava la smentita un insulto alla sua onestà e alla sua professionalità. «Chiunque può ascoltare la registrazione dell’incontro!». La lite è rimasta come uno degli episodi più gustosi nella letteratura delle interviste che la Fallaci ha fatto ai potenti della Terra. Al pari del clamoroso gesto davanti a Khomeini, quando, per reazione al giudizio che l’imam aveva delle donne, si levò il chador. Chi aveva ragione tra Oriana e il cowboy Kissinger? A un anno dalla morte [di Oriana Fallaci], il «Corriere della Sera» ha ritrovato il nastro dell’intervista. Lo custodisce François Pelou, il giornalista della France Presse che fu legato sentimentalmente a Oriana in quegli anni. Il verdetto del dialogo dà sostanzialmente ragione alla Fallaci. Le parole di Kissinger sono più scarne di quanto fu pubblicato da «L’Europeo» e successivamente nel libro Intervista con la storia. Inoltre il politico americano non pronuncia la parola “cowboy”. Ma si definisce effettivamente il condottiero solitario nel Far West: il nocciolo c’è. "
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Brano tratto dall'articolo di Alessandro Cannavò «Fallaci contro Kissinger: aveva ragione lei» pubblicato sul «Corriere della Sera» il 10 settembre 2007, ad un anno dalla morte della giornalista.
Moni Ovadia su questa ennesima crisi tra palestinesi e israeliani
È attraverso la religione che l’uomo si riconosce superiore alle donne.
Jean Genet, Palestinesi
Ma se creassero un'isola artificiale abbastanza grande per metterci i Palestinesi o gli Israeliani e gli altri li lasciano lì dove sono?
Gerald Kaufmann, ebreo, denuncia il razzismo di Israele.
Rula Jabreal sarebbe una delle dieci vallette che accompagneranno Amadeus durante la settantesima edizione del Festival di Sanremo.
«In queste ore sta circolando il nome di una valletta “outsider”, Rula Jebreal, giornalista palestinese, con cittadinanza israeliana e naturalizzata italiana.
Amadeus vorrebbe che la donna fosse nella rosa delle 10 vallette che lo accompagneranno per tutta la durata del Festival di Sanremo e che cambieranno in ogni serata. A lanciare l'indiscrezione è stato il sito Dagospia, che avrebbe raccontato di un incontro tra Amadeus e Rula Jebreal in un noto hotel di Milano nei giorni scorsi. La giornalista avrebbe dato la sua disponibilità al conduttore e sarebbe quindi pronta a unirsi alla grande macchina di Sanremo. Quello di Rula Jebreal è un nome inatteso, in controtendenza rispetto agli altri finora fatti per affiancare Amadeus e a quello che sembrava volesse il conduttore per il suo festival.
Rula Jebreal è in Italia dal 1993 grazie a una borsa di studio ottenuta dal Governo per studiare fisioterapia a Bologna, dove poi si è laureata. Dalla metà degli anni Novanta ha iniziato a collaborare con alcuni noti quotidiani del nostro Paese. Ha lavorato in numerose trasmissioni televisive, principalmente come esperta di esteri e medioriente e nel 2003 è arrivata alla conduzione dell'edizione notturna del telegiornale di La7. Ha lavorato con Michele Santoro ad Annozero nel 2006 e nello stesso anno è stata oggetto di forti affermazioni da parte dell'ex ministro Roberto Calderoli e dell'economista Giulio Spinelli.
Ha lavorato e vissuto a lungo negli Stati Uniti, dove si è fatta portavoce della causa palestinese. Durante una discussione in un programma della rete MSNBC, Rula Jebreal nel 2014 ha accusato i media statunitensi di essere filo-israeliani. Mediante il conteggio dei minuti concessi agli esponenti israeliani e a quelli palestinesi, ha affermato che i media statunitensi non forniscono un'informazione corretta ed equa sul conflitto di Gaza. Secondo la giornalista, questo fornirebbe al pubblico un quadro parziale e distorto della complicata vicenda. Una presa di posizione, la sua, che potrebbe aver avuto delle ripercussioni sul suo lavoro, visto che dopo quelle dichiarazioni qualsiasi apparizione di Rula Jebreal nella rete MSNBC è stata cancellata.
Amadeus ha deciso di volerla al suo fianco durante una serata del Festival di Sanremo 2020, ribaltando l'opinione comune che immaginava un'edizione leggera e scevra dai temi caldi dell'attualità. In molti si immaginavano un Festival di Sanremo diverso rispetto a quelli di Claudio Baglioni, durante i quali ci sono stati numerosi interventi politici e di stretta attualità. Rula Jebreal è solo una delle vallette che andranno a comporre la rosa dei volti femminili sul palco dell'Ariston. Affianco ad Amadeus ci potrebbero essere anche Vanessa Incontrada, Georgina Rodriguez, Simona Ventura e Antonella Clerici, tutte da confermare.»
Ci ascolteremo, quindi, propaganda filopalestinese, e quasi sicuramente senza alcun contraddittorio, con i nostri soldi del canone TV. Anche questa va sul conto, non dimenticheremo niente. Anzi,vi ascolterete, che Sanremo non lo guardo da una vita e, quest’anno, ai motivi per non seguirlo ne aggiungo uno.