Episodio 6 – Delle coincidenze e delle scoperte
In Veneto ci sono le spiagge, nel senso che anch’esso è un luogo di villeggiatura.
Io ben lo sapevo, vivendo in Lombardia conosco un buon numero di persone con famiglia che si avventurano e oltrepassano la Romagna per le loro vacanze estive e io però non mi sono mai chiesta che razza di mare ci fosse in Veneto al punto da permettere delle vacanze, nel senso son stata a Venezia per carità, fin troppe volte, e so che il Veneto su un lato confina con il Mar Adriatico, però da qui ad immaginarmelo meta turistica estiva mi serviva uno shift mentale.
Poi ho deciso di fare un weekend lungo sul delta del Po, che ancora devo far pace con l’ambiente fluviale e soprattutto con il Po, anzi, soprattutto con le zone paludose che circondando il più grande fiume d’Italia, per esempio quella in cui abito da ben 6 anni 7 anni.
Mi viene la fantasia di provare a farmi piacere il posto salmastro per definizione, il posto in cui tutto è in umido, tutto è ammollo in acque torbide e ferme e la vita è una distesa di cielo e paludi.
Ammazza che ficata direte voi, punti di vista.
Devo fare delle premesse.
Qualche sabato fa son venuti a trovarmi dei cari amici con cui ho condiviso dieci anni a Roma, senza soffermarci su dettagli qui inutili, uno di loro mi consiglia di vedere il nuovo programma di Cracco su Prime Video, al momento del consiglio io avevo già deciso di trascorrere tre giorni tra le amabili acque stagnanti alla foce del Po e con questa convinzione una sera decido di dare una possibilità al programma di cucina.
Ho poco tempo, lo metto su giusto per qualche minuto per capire.
Prima puntata, ospite Fabio De Luigi, zona visitata: Po e delta del Po.
WTF 1.
Un paio di sere dopo, proprio in prossimità della mia partenza io che sono una casalinga disperata noto, su un gruppo di facebook dedicato all’arredamento, una foto che ritrae una stanza da ragazzo con dei bei mobili che sembrano di design, approfondisco ed è la nuova camera da letto del figlio di Belen. Sì, quella Belen, la farfallina sull’inguine.
Cerco sul web altre foto e non ne trovo, ma in giro trovo delle foto di lei in vacanza in un posto che ha dei colori fantastici, dalle foto il posto sembra essere selvaggio però non bello da copertina, nel senso questa s’è fatta la vacanza in un canale affianco alla casa dove vive??? In un tubo di scarico ripulito?
Che strano posto che pare bucolico, elegante e fangoso allo stesso tempo, ma che colori assurdi, ma perché puccia i piedi in un rivolo di acqua che pare una pozzanghera? Come mai è andata in vacanza in un luogo abbandonato e bellissimo? Mi sento stranamente attratta da quell’atmosfera abbandonata, languida, incompresa e incomprensibile, enigmatica.
È Albarella, un’isola al largo del delta del Po.
WTF 2.
Va bene, andiamo, male che vada mi sfondo di capesante e ostriche.
Adesso, io conosco davvero poche persone che abbiano girato l’Italia quanto l’ho girata io solo per passione e non per lavoro, forse non ne conosco e però posti così io non ne ho mai visti se non negli Stati Uniti, nel Maine, quando con papà andavamo a casa di amici e catturavamo i crostacei nelle gabbie che immergevamo dall’argine. E questo posto, la riserva del delta mi ha ricordato quel posto lontano nella vita e nel mondo.
È un posto che ha il blu, il rosso e il giallo immischiati in modo unico, ha dei cieli sconfinati distesi su villaggi che son rimasti antichi, i vecchi ai bar, i bimbi per strada col pallone, assenza di civiltà, il vento che muove nel vuoto miliardi di granelli di sabbia, le sere azzurre e malinconiche per chilometri e spiagge di sabbia immense che se chiudi gli occhi potresti essere in Algarve, ma con più vongole sul bagnasciuga.
Tramonti indimenticabili.
Gli argini del Po in quel luogo in cui si confonde col mare sono così strani, così frastagliati, confondono e smarriscono, mi piacerebbe conoscere le persone che lì ci nascono e vivono per capire cosa si portano dentro di quell’ecosistema ricco e vivo, di quella natura prepotente e però umile, non vuole essere infastidita lì la natura.
Di solito si pensa al mare, ai monti, io mi stupisco di non aver mai desiderato andarci prima.
E il pesce è buonissimo e pure il vino (ça va sans dire).
Tutto questo preambolo per parlare invece delle anguille, che non ho avuto il coraggio di assaggiare, anche se il posto delle anguille è Comacchio e io son rimasta in Veneto, in ogni caso la situazione è questa.
Delle anguille si sa molto, ma non tutto e qualche sera prima di partire Matteo mi disse che c’avevano na fissa per riprodursi, nel senso che tutte le anguille per depositare le uova se la fanno fino al mare dei Sargassi da dovunque si trovassero, secondo il pescatore intervistato da Cracco è una roba di sperma e terra, ma mi fido poco dell’autoctono nonostante la sua evidente esperienza nella pesca e cucina della specie, ma secondo le mie ricerche su internet è vero, queste da ovunque si trovano nuotano fino al Golfo del Messico praticamente per andarsi a riprodurre, riproduzione che ancora non si sa precisamente come avviene, molto interessante è che anche le anguille che vivono nei laghi o in posti chiusi come gli stagni riescono a raggiungere il luogo prestabilito, strisciano sulla terra ferma di notte di zona umida in zona umida e poi rientrano in acqua e non si sa bene come e seguendo un percorso che conoscono solo loro giungono lì dove poi tutte depositano e muoiono, le anguille hanno tutte la stessa cittadinanza, nascono tutte nello stesso posto, niente ius soli o problemi di immigrazione, loro sono tutte messicane e poi vengono in Europa e ci mettono tre anni circa a rifare il percorso a ritroso.
Non si capisce come sia possibile allevarle se per riprodursi poi queste devono di nuovo tornare dove son nate, sguscio e rifuggo la fine precoce.
Non mi avrete mai
come volete voi