FANTABOOK : su chi scommettiamo?
Quando chiedete alla gente cosa preferisce tra fare una camminata di 2 km e mezzo e prendere un motorino o un autobus per percorrere la stessa distanza, la maggior parte vi dirà che preferisce un mezzo elettrico, per non sprecare energie e per semplificarsi la vita, altri comunque sceglieranno una sana camminata, perché tradizionalisti o abituati o semplicemente molto sportivi. La parola in comune è: “adattabilità”.
Lo stesso dilemma ricorre nel mondo della lettura, ma tra due fazioni molto più definite: eBook e libro cartaceo. Qui il concetto “adattabilità non è ancora entrato in funzione.
Le persone si dividono tra l’uno e l’altro.
Sarebbe necessario stilare dei pro e contro fra queste due fazioni:
Libro cartaceo: la sensazione del libro, la comodità di non dover aspettare il loading di un device per la ricerca di una pagina, la presenza costante sulla libreria, la personalizzazione con post it, maggiore senso di appartenenza, se lanciati fanno sicuramente male.
Ebook: luce notturna, schermo antiriflesso, luce protettiva per gli occhi, raccoglie tutto il peso di 10 libri in pochi grammi, facilità di ricerca di una parola o frase, permette la personalizzazione della pagina, sono facilmente reperibili ovunque, non bisogna aspettare per ordinarli.
Libro cartaceo: occupano molto spazio e la maggior parte delle volte finiscono dimenticati negli scatoloni, accumulano subito polvere, i loro prezzi aumentano a dismisura, si possono rovinare facilmente, non è facile reperirli, sono pesanti da trasportare.
Ebook: non è possibile possedere un libro, non ha lo stesso odore e sensazione delle pagine, sono meno duraturi perché si possono eliminare o perdere facilmente, i formati potrebbero cambiare e si dovrebbero comprare altri device.
D’altronde come un libro si può bruciare, un eReader (Supporto per la lettura in formato digitale) si può spegnere per sempre.
(Grandi numeri di libri contenuti in un unico supporto tecnologico. Fonte: WikipediaCommons)
Non c’è né una vittoria né una battaglia, entrambi hanno le loro caratteristiche ed entrambi servono al loro unico scopo: la lettura. Ciò che è scritto non può cambiare e dovrebbe essere quello il fine ultimo di un libro, che sia digitale o cartaceo.
Entrambe le realtà coesistono, magari ci sarà un giorno una biblioteca virtuale o si creerà Spotify dei libri, ma i libri cartacei faranno sempre parte della nostra vita, magari diminuiranno di costo oppure aumenteranno in base alla rarità, chi lo sa.
Da tutto questo mercato del digitale c’è però una parte vincente ed una perdente:
I grandi shop online guadagnano tanto, così come le librerie che, adattandosi, utilizzano il Bundling (a pacchetto), disponendo dello stesso libro sia formato cartaceo che digitale. Guadagnano anche le grandi marche di reader, come Kindle o Kobo, facendo sì che i prezzi si alzino infinitamente.
Nella parte opposta ritroviamo gli scrittori, agili mani e proficua mente che perde la sua consistenza in una situazione del genere.
Con la versione digitale milioni di libri vengono crackati e distribuiti gratuitamente (è come rubare un libro da una biblioteca, ma molto più facile). È successo poco tempo fa ad una scrittrice italiana, che per la quantità enorme di suoi libri crackati ha perso le vendite non potendo di conseguenza pubblicare i suoi seguiti.
Prima non era tanto diverso poiché scannerizzando si otteneva lo stesso risultato, ma con più sforzi; adesso aumentano i numeri di libri distribuiti illegalmente.
Il lavoro dello scrittore diventa un lavoro non più proficuo, riducendoli a meri schiavi della società. Finiranno questi per scomparire? Lasceranno innumerevoli mondi dietro di loro senza una vera fine?
Le scrittrici Kristen Kyle e Marion Seals hanno risposto ad alcune domande, facendo luce su questo dilemma ed esponendo le loro opinioni in merito:
(Intervista Marion Seals)
(Intervista Kristen Kyle).
Non vi è perdita del valore del libro cartaceo, le statistiche lo confermano. Come dice un sondaggio del Pew Internet (sondaggio):
“Tutto sommato, il 59% degli americani dai 16 anni in su ha avuto interazioni con la propria biblioteca pubblica negli ultimi 12 mesi”
Le biblioteche non sono ancora diventate posti mistici abitati dai nani.
La cosa più sconcertante al di là di una piccola guerra ideologica è la perdita del valore vero del libro stesso, da conoscenza a mero aspetto della vita quotidiana. L’attribuzione dei libri cartacei ad una determinata persona è diventato solo motivo di vanto, non si possiede più per il sapere ma per l’estetica (una libreria strapiena in casa fa la differenza con gli ospiti). Non giudicare il libro dalla copertina? Qui la copertina vale eccome.
Non sta cambiando il modo di leggere, stanno cambiando le persone che, da ipotizzati lettori assidui, diventano padroni della realtà perdendosi tutto ciò che c’è di bello in un mondo immaginario e solo nostro.
Come disse lo scrittore Umberto Eco:
“Chi non legge avrà vissuto una vita sola: la propria”
Torneremo ad aprire le porte di Isengard? Verremo di nuovo scelti nella casata di Grifondoro? Ci insegneranno ancora a volare sui draghi?