Ieri sera, dopo esattamente un anno, sono stata a teatro ad assistere alla commedia dove vi prendeva parte mia zia nel ruolo di Trieste. Si, perché per l'ennesima volta sono andata ad applaudirla, al suo ormai spettacolo cult di Natale “Parenti serpenti”. Mi sono resa conto di quanto mi mancasse entrare in sala e respirare quell’atmosfera che solo in un teatro si percepisce. Quell'odore delle sedie di legno, soprattutto l’odore tipico del legno del palcoscenico, qualcosa di antico e autentico che da sempre mi ha conquistata. So che può suonare un po’ come una frase fatta, ma l’odore del legno del palcoscenico è veramente qualcosa che rimane dentro, come l"odore delle spesse ed enormi tende di velluto, l'odore caratteristico dei palchetti, il fermento prima dell’inizio, l’emozione di quando si spengono le luci e il pubblico in attesa, pronto a pendere dalle labbra degli attori… Ci si prepara a viaggiare con la fantasia, con un biglietto che ci fa restare comodamente seduti in poltrona. Ci invita a rimanere seduti fino alla fine, concentrati su qualcosa di bello che si svolge sotto i nostri occhi, unicamente per il nostro diletto e per farci passare dei bei momenti. Tutto il resto, può tranquillamente aspettare. Ed è un momento unico perché, a differenza del cinema, tutto ciò che si svolge sotto i nostri occhi è considerato "buono alla prima": per quante repliche si possano fare, nessuno spettacolo sarà mai identico ad un altro. Si vive un’opera unica, creata dall’alchimia del cast ma anche, più passivamente, dalle emozioni del pubblico che si riversano sugli attori e su tutto ciò che il teatro rappresenta.
È innegabile il fatto che il teatro sia l’arte del “qui e ora”, dell’attimo presente. Lo spettacolo si mette in moto non appena si accendono i fari e si apre il sipario, ma un attimo dopo, la chiusura dello stesso,lo spettacolo finisce e non esiste più nulla. Tutto si ferma e la macchina si spegne. Si spengono i riflettori e si torna alla vita normale. Eh si.. perché per tutto il tempo dello spettacolo si ha come la sensazione di essere catapultati in quel palco, si vive la storia e la si accompagna emozionalmente, è come se si instaurasse una connessione fatta di un continuo scambio di emozioni e sensazioni tra gli attori sul palco e noi spettatori in platea..e quando termina il tutto, ci si sente anche noi un po' spenti!! Si ritorna a riprendere la vita reale e quel momento di magia, di trasposizione, di sogno quasi, scompare. Da quando si è chiuso il sipario, un senso di malinconia mi ha accompagnata fino a casa. L’emozione che resta dentro, dopo aver assistito a un bello spettacolo teatrale, è immensa e viscerale. Sarà anche il fatto che io direttamente viva e subisca, ormai da sempre, il fascino e l'effetto del teatro, essendo nata in una famiglia di artisti, dove mia nonna stessa era attrice di teatro e di come lo era anche mio padre e dove lo è tutt'ora mia zia, che ancora oggi, porta in alto lo scettro di famiglia e ieri sera, come sempre, è stata impeccabile!!
𝒮𝓌𝑒𝑒𝓉𝒜𝓇𝒶𝓁𝑒 ➰🖋️













