Sabato sera, serata da autista per me.
- Allora ragazzi come, dove e quando?
- Come, dove e quando cosa? - risponde figlio n. 1, con le dita della sua mano che si uniscono nel classico gesto.
- Intendo come vi muoverete questa sera, dove andrete e a che ora per regolarmi con i passaggi in auto.
- Non ce n'è bisogno "padre" - in maniera solenne - prendo l'auto e do un passaggio anche a mio fratello.
Guardo figlio n. 2 che accenna a un si con la testa.
- Ma come - balbetto - e io che cosa faccio?
- Guardati la TV in pace, questa sera c'è "Madagascar", ti ricordi? Ti piaceva tanto.
- Ma, ma... lo guardavo con voi sul divano il sabato sera. Piaceva tanto a voi... c'erano anche i giocattoli che vi portò Babbo Natale...
- Papà - irrompe figlio n. 2 mentre si abbottona una camicia bianca - li comprasti tu e mamma.
- Sì... però allora era Babbo Natale per voi. Lo sarà per sempre.
Li guardo partire insieme in auto, volevo sventolare un fazzoletto bianco per salutarli, ma faceva tanto da saluto al Titanic.
Dovrei imparare a godermi un po' di libertà, con ansia da rientro notturno incorporata, e accettare anche questo ulteriore passo in avanti dei miei figli.
Così, mentre scrivo, mi sto guardando Madagascar su Italia1, con un mojito senza alcol... mestizia.
P.s. Comunque sull'app per vedere dove sono ho notato che figlio n. 1 ha sbagliato strada una volta e fatto tre manovre di troppo per parcheggiare. Ok, la smetto di spiare.