L'Italia al tempo del coviddi
Mentre le terapie intensive degli ospedali si riempiono, c'è un'Italietta che canta e sul covid campa. Oh si è vero, c'è molta indignazione e gli insulti a chi canta, sotto i suoi post, sono abbondanza. Ma gli insulti così tanto social portano la gente a fare il gioco di chi, sul covid, ci campa e non poco. Sfogate la rabbia repressa di una vita compromessa, invece di mettervi in gioco e protestare con chi fa poco. Mesi sono passati dalla prima ondata, e chi gioca a fare il prepotente ha pensato a poco o niente. La seconda ondata che avanza mette in ginocchio medici e ospedali, con molte persone che ancora muoiono come cani. Ma "non ce n'è coviddi" no, e l'Italietta piccina lo cantò. Gente frustrata, gente ammalata, gente abbandonata, gente isolata ma guai a riversare la rabbia contro chi abbaia dalla sua dorata gabbia, se la prendono con chi canta e fa soldi sulla loro rabbia. Siamo allo sbando con gente che dal nulla arriva, che si ritrovò a governare per caso una mattina. Godono e si sentono potenti, mentre chi dovrebbe opporsi fa solo sciocchi dispetti. Volevo scrivere un post con un ragionamento profondo, mi sono trovato a rimare come un tonto. Meglio così in fondo troppo cattivo avrei toccato, intendo il fondo. Comprate e scaricate il nuovo tormentone mi raccomando, mentre c'è una persona che muore sola in un bagno. Non ce n'è coviddi ma non ce n'è anche di unità e di coesione, che farebbero grande ancora una volta questa Nazione. Ho scherzato su un argomento serio come questo qua, credo che per questo andrò all'inferno... se non ci sono già. - Libero De Mente














