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consiglio di lettura: «Febbre verde» di Emma Berenyi. Entra alla Rocca in un’estate che odora di sangue e mare, tra un sommozzatore enigmatico e un amore che inquieta. https://www.amazon.it/dp/B0B2TW9JJ6?tag=fabiomosti-21
La prima recensione della nuova raccolta di racconti. 5 stelle su 5. Grazie!!! #racconti #orrore #perturbante #recensionelibri #fabriziovalenza https://www.instagram.com/p/CltxDlxtDM6/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Trailer for a movie that doesn’t exist : Kirchengasse 36 ...somewhere in Germany
Trailer di un film che non esiste : Kirchengasse 36 ...da qualche parte in Germania...
Le credenze magiche e sovrannaturali sarebbero quelle che intellettualmente abbiamo superato, ma preferirei dire sormontato. In effetti Freud non nota qualcosa che ha notato invece Tvetan Todorov, autore di un libro sulla letteratura fantastica[7]: che il perturbante come genere letterario nasce solo verso la fine del Settecento. Ovvero, il perturbante non è un sentimento sempre esistito, è un prodotto storico, nasce a un certo punto nella cultura europea. Esso è un sotto-prodotto dell’Illuminismo, ovvero di un modo di pensare che rigetta tutte le “superstizioni” – il magico e il religioso sono superstizioni – in un rimosso gnoseologico. Può sentirsi perturbato, può godere di un’arte perturbante, l’uomo e la donna che hanno sormontato il sovrannaturale. E in effetti, Freud già notava finemente che l’apparizione di fantasmi nel teatro e nella letteratura precedenti, ad esempio nell’Amleto, non produce alcun effetto perturbante. Come non sono perturbanti i film horror di oggi, quelli di vampiri o di zombi. Perché? Perché l’horror può produrre raccapriccio ma non quell’incerta perplessità che caratterizza il perturbante, e che si riassume nella domanda “come è possibile che il reale significhi?” E in effetti, la percezione di un fantasma è perturbante solo se non si crede nei fantasmi. Nella vecchia Napoli, dove ho vissuto da ragazzo, gli anziani credevano tutti nell’esistenza dei fantasmi, nei sogni in cui i morti ci inviano messaggi, per cui i segni di una presenza di uno spettro non erano affatto percepiti come perturbanti. Spesso, stranamente, erano percepiti come qualcosa di comico. O munaciello – termine napoletano comune per spettro – era una sorta di clown giocherellone, talvolta però anche molesto. Tutto dioendeva se prendeva in simpatia o in antipatia i residenti vivi della casa di cui era intrinsecamente parte. In linea generale, bisogna essere atei, per diventare facile preda del perturbante. Benedetto Croce, che era superstizioso, disse che la superstizione è “Non è vero, ma ci credo”[8]. Il perturbante ci fa dire piuttosto “Non ci credo, ma è vero”.
Sergio Benvenuto
E. T. A. Hoffmann ~ Gli elisir del diavolo
E. T. A. Hoffmann ~ Gli elisir del diavolo
Hieronymus Bosch, Trittico delle tentazioni di Sant’Antonio, (part), 1501-1510 ca.
Mia madre mi scrisse dicendomi di aver sempre presagito che lo stato laico non mi sarebbe bastato e ad esso avrei preferito la vita monastica. Nel giorno di San Medardo – soggiungeva – le era apparso il vecchio pellegrino [che avevamo] incontrato al Sacro Tiglio: mi conduceva per mano, ed io indossavo il…
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Come familiare ed estraneo allo stesso tempo.
Sigmund Freud, Il perturbante, in Opere, Vol. 9, Torino, Bollati Boringhieri, 2003, pp. 82-86.
“[...] il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare. Come questo sia possibile, in quali circostanze ciò che ci è consueto e familiare possa diventare perturbante, spaventoso, apparirà chiaro da quanto segue. [...]
La parola tedesca unheimlich [perturbante] è evidentemente l'antitesi di heimlich [confortevole, tranquillo, da Heim, casa], heimisch [patrio, nativo], e quindi familiare, abituale, ed è ovvio dedurre che se qualcosa suscita spavento è proprio perché non è noto e familiare. Naturalmente, però, non tutto ciò che è nuovo e inconsueto è spaventoso, la relazione non è reversibile; si può dire soltanto che ciò che è nuovo diventa facilmente spaventoso e perturbante; alcune cose nuove sono spaventose, ma certo non tutte. Bisogna aggiungere qualcosa al nuovo e all'inconsueto perché diventi perturbante. [...]
Unheimlich, dice Schelling, è tutto ciò che avrebbe dovuto rimanere segreto, nascosto, e che è invece affiorato.”