" Nonostante le modeste aspettative, la città era riuscita a deluderlo. Qualcuno aveva anche provato a spiegarglielo, però senza successo: mentre altri paesi della zona investivano i proventi del petrolio in armamenti, lí era meglio, gli avevano spiegato, perché puntavano sull'arte e sulla scienza. Erano i sostenitori del MAD, il Modello Abu Dhabi: una schiatta infida di arrampicatori sociali senza scrupoli. Gente qualificata o qualificatissima, con un dottorato, che in cambio di uno stipendio sontuoso, abbondanti fondi per la ricerca, pochi e gratificanti oneri d’insegnamento, servizi perfettamente funzionanti in strutture moderne e razionali era disposta a rinunciare al suo paese, all'Italia! Cioè a decenni di precarietà con stipendi modesti o inesistenti; fondi per la ricerca ridicoli, oppure abbondanti ma divisi fra gli amici degli amici; carichi di insegnamento mostruosi; e quotidiani, umilianti disservizi in edifici fatiscenti, circondati dal disprezzo dei connazionali, accaniti consumatori, questi ultimi, di oroscopi e farmaci omeopatici. Va bene.
Ma Abu Dhabi restava comunque quello che sembrava, quello che in effetti era: un posto fantasma in cui si costruisce a piú non posso; vastissime distese desolate da cui sorgono torri destinate non si capisce bene a chi; imponenti arterie a otto o dieci corsie percorse da macchinoni con i vetri oscurati, e strade frequentate solo da muratori e elettricisti col casco giallo in testa; la piú grande moschea del mondo, al cui interno si trova con buona probabilità anche una delle piú alte concentrazioni mondiali di orologi d’oro, ai polsi dei fedeli e delle loro mogli; ristoranti sul mare dove, al riparo di alte palizzate, scorre a fiumi l’alcool altrove proibito; grattacieli e musei splendidamente disegnati da star dell'architettura; e ancora, reggimenti di condomini in costruzione, in regolare scacchiera, per chilometri in mezzo a un nulla che evidentemente esercita qualche attrattiva su qualcuno, ma su chi, e soprattutto perché? Completava il quadro un campus universitario di americana perfezione nei cui magnifici viali alberati passeggiavano pochi studenti, in compenso popolato da inservienti fulminei nello spazzare via ogni granello di polvere, da uscieri che osservavano h24 usci che si aprivano tre volte al giorno, con sale studio luminose e semideserte, e addirittura una pista di atletica indoor su cui lo scienziato, in una settimana, non ha mai visto allenarsi alcun atleta. "
Guido Barbujani, Soggetti smarriti. Storie di incontri e spaesamenti, Einaudi (collana Super ET Opera Viva), febbraio 2022¹; pp. 44-45.






