Altri versi
Ezra Pound, Allen Ginsberg e Fernanda Pivano a Portofino, 23 settembre 1967. [Foto: Ettore Sottsass, da AllenGinsbergOrg.]

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Altri versi
Ezra Pound, Allen Ginsberg e Fernanda Pivano a Portofino, 23 settembre 1967. [Foto: Ettore Sottsass, da AllenGinsbergOrg.]
Nel febbraio 1957, quando andò da William Burroughs a Tangeri e si offrì di copiare a macchina le centinaia di pagine gialle che coprivano il pavimento della camera dell'Hotel Muniria, Jack Kerouac gli chiese perché in quelle pagine avesse descritto tanti ragazzi impiccati nelle cantine. “Non lo so”, rispose il più impenetrabile scrittore americano vivente. “Ricevo questi messaggi da altri pianeti. Sto liberandomi dalla mia educazione. È una catarsi, dico le cose più orribili che riesco a immaginare”.
Fernanda Pivano, Viaggio americano
Ciò che rende duri e violenti è la sete di tenerezza
Cesare Pavese, Lettera a Fernanda Pivano
#antologiadispoonriver #edgarleemasters #pivano #poetry #poesia #unmalatodicuore #deandre #fabriziodeandrè #love #amore #passione #poema #poet #poeta #poems #libri #letteratura #libriconsigliati (presso Radio Kafka) https://www.instagram.com/p/B1UDmPhIO2s/?igshid=1chvnkue1gv7t
NOBEL DYLAN, PREMIO LUNEZIA: «DA VENT’ANNI PREMIAMO LETTERATURA IN MUSICA» «È dal 1997 che il Premio Lunezia assegna ogni anno un riconoscimento al valore musicale e letterario delle canzoni, questo Nobel a Dylan rende omaggio anche a noi vent'anni dopo…
Le poesie, le liriche del disco, sono bellissime, con versi stagliati nella disperazione come lo sono i cut ups di William Burroughs. Per esempio: "Che fantastico abisso di morte"; o "Non seppe mai che cosa lo colpì"; o: "Questo caos mi sta uccidendo"; o: "Le ruote girano e il ventesimo secolo sta morendo"; o: "Questo è ciò che avrei potuto essere"; o: "Non dire a Dio i tuoi piani, è tutto senza controllo"; o: "Ogni mossa è incerta"; o: "Non posso controllare il mio destino"; o: "Abbiamo avuto inizi così promettenti ma abbiamo vissuto vite insopportabili"; o la conclusione drammatica, forse (purtroppo) autobiografica: "Non c'è ritorno". La sua abilità non gli viene dalla scuola ma dalle sue traumatiche esperienze di vita: da quando a dodici anni il fratello maggiore gli fece leggere Jack Kerouac e conoscere Neal Cassady, Bowie si è chiuso in se stesso e, ha fatto in un'intervista, si è sentito: "emarginato a causa dell'indifferenza dei genitori: questo mi ha fatto scattare la voglia di rompere con i tabù. Il grigiore e il perbenismo mi infastidivano. Mi immaginavo di essere come Neal Cassady". Così a quindici anni ha abbandonato la scuola e da autodidatta ha attraversato il mondo; ed è entrato nel caos dell'ambiguità sessuale, uno dei temi base della sua vita e della sua poesia. "Ero una persona molto triste," dice nelle interviste. Nei suoi versi, intrisi di significati oscuri, ha rivelato i suoi dubbi verso se stesso, e da personaggio "rock" ha cercato di esprimere le emozioni pure che lo assillavano, mentre spiegava nelle interviste: "Ciascuno crea il suo doppio e poi lo riempie di tutte le sue colpe e poi lo distrugge... Mi sembrava più facile vivere attraverso un altro io. Il problema era che così sfumava il confine tra normalità e follia".
Fernanda Pivano su David Bowie nel 1995 (dai Diari 1974-2009)
Ero cresciuto leggendo un mucchio di romanzi di spionaggio, di intrigo, specialmente quelli di John Buchan... L'effetto raggiunto è stato di fornirmi una strana visione confusa della storia che precedette le due guerre mondiali.
Thomas Pynchon citato da Fernanda Pivano, Diari [1974-2009]
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