è un percorso incredibilmente tosto, uno di quelli che ti mette a dura prova ogni singolo giorno, ma sento il bisogno di metterlo nero su bianco.
il mio viaggio con gli psicofarmaci non è per niente facile. in questo momento sto vivendo una realtà fatta di contrasti, tra forti effetti positivi e altrettanti lati negativi. da una parte c’è la mente che finalmente respira: mi sento molto più stabile, centrata, decisamente più contenuta rispetto a prima. dall'altra parte, però, c'è il corpo che risponde a modo suo. sto facendo i conti con spasmi muscolari continui, dolori alle gambe e delle bolle enormi sulla schiena che fanno davvero male. non mi piace definirli semplicemente effetti "negativi", ma vedere il proprio corpo cambiare in questo modo ha un impatto forte, ha un suo perché psicologico che non si può ignorare.
all’inizio, quando ho introdotto il tolep, è stata un'autentica tempesta: ho vissuto settimane di agitazione continua e un'ansia fortissima che sembrava quasi incontrollabile. col senno di poi penso sia stato normale, una fase di assestamento, ma attraversarla è stato difficilissimo.
eppure, nonostante i dolori e le fatiche, oggi provo una gratitudine immensa. ringrazio questi farmaci e il percorso che sto portando avanti insieme al mio psichiatra e alla mia psicologa. sono profondamente grata a me stessa per aver intrapreso questo cammino personale per migliorare la mia vita e contenere il mio disturbo. ma la risorsa più grande, la consapevolezza più importante che finalmente ho fatto davvero mia, è una: io non sono la mia patologia. la diagnosi è solo uno strumento per curarmi, ma la mia identità, quello che sono dentro, va oltre tutto questo.










