Il fatto è che i libri di poesia sono come le raccolte di barzellette. Devi leggerne decine prima di trovarne qualcuna che ti faccia sobbalzare, scuotere e vibrare.
Gaetano Aitan Vergara

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Il fatto è che i libri di poesia sono come le raccolte di barzellette. Devi leggerne decine prima di trovarne qualcuna che ti faccia sobbalzare, scuotere e vibrare.
Gaetano Aitan Vergara
Ti ho scritto parole che sento e te le dirò tutte.
Ermes, io lungamente ti ho invocato.
In me è solitudine: tu aiutami,
despota, ché morte da sé non viene;
nulla m’allieta tanto che consoli.
Io voglio morire:
voglio vedere la riva d’Acheronte
fiorita di loro fresco e di rugiada.
— Saffo
Berlino
Portami a Berlino, di notte. Portami dove si vede la rivoluzione. Indietro fino al 68, i jeans strappati, il cambiamento. Portami dove possa fumare una sigaretta dopo aver fatto l'amore. E poi uscire in strada a fotografare i volti ignari della gente. Portami dovunque, anche se restiamo qua. Sarà la nostra piccola Berlino personale. Portami dove possa amare il mondo e poi stressarti con le mie paranoie. Spegneremo mozziconi sopra i muri che tingeremo di blu, alzandoci in piedi di giorno ancora sbronzi. Non importerà tutto il resto, saranno storie di una vita che terremo per noi. Guarderò dalle finestre la pioggia scendere in silenzio, per poi ascoltare le tue paure quando col tempo arriverà il freddo. Mi ricorderò di quando mi parlavi piano per non svegliarmi del tutto, poi mi lasciavi lì per ritornare col caffè caldo che non è mai come quello di casa. Mi ricorderò di quando volevo viaggiare tanto e ti chiedevo di portarmi sempre un po’ più in là, per guardare il mondo ancora meglio. E se non vuoi stringimi tra le tue braccia, mi porterai tra sogni di acqua di colonia e tabacco. Andranno bene anche quelli, resti di una piccola città che ameremo insieme. Mi dicevi di non perdermi nelle mie fantasie, ed io testarda, mi perdevo ogni volta. Non so se per i tuoi occhi o le paure del mondo. Non conoscevo altra via di mezzo che essere me stessa. Mi bastava questo, questa piccola Berlino.
Molti ti vorranno...
ma solo uno saprà amare il risultato delle tue ferite
Certe volte l'unica cosa che mi fa sorridere e mi tranquillizza
è quando mi sorridi e mi abbracci... è lì, nel buio che trovo Te
Immagine Matt Wisniewski art
_ ScillaMé
alias RossellaRò ©1342015 cit. da “Pensieri & Parole Di Un Cambiamento”
ali.
Avete presenti le scapole?
Quelle ossa che facilmente sporgono dalla schiena;
sembrano tanto l’attaccamento di un paio di ali.
Ali che noi non vedremo ma
ma le sentiamo battere
per spiccare il volo
e vivere.
Quelle ali che (probabilmente) ci sono state date dalla nascita e sono cresciute insieme a noi.
Forse quelle sono il nostro specchio,
sono la nostra vita,
i nostri casini
le nostre battaglie perse,
sempre con la voglia di combattere,
loro,
battono.
Ci sono casi in cui queste sembrano non avere più piume,
i forti venti che hanno attraversato,
le hanno portate via.
A volte, una di queste ali,
cede,
si stacca,
come un ramo secco,
si spezza,
senza nessuna foglia,
verde, viva.
Si sente il vuoto,
il freddo che entra fino alle ossa
che si frantumano,
insieme all’ equilibrio.
Si può vivere con un polmone,
si può vivere con un rene,
ma si può vivere con una sola ala?
Come una riva senza un’onda infranta,
come l’alba senza tramonto,
come l’inverno senza nessuna delle stagioni,
come un fulmine senza tuono,
come una carezza senza le mani.
come quando vai a dormire
e non ti svegli
più.
afferrataperunpolso
Quando tolgo il cellophane per primo a un libro lo sento già solamente mio. Spesso mi sento letteralmente accalappiato dalla poesia in copertina, apro una pagina a caso trovandone una ancora più bella, vado avanti di una pagina e l'altra sembra parlare di me, e non posso fare a meno di portarmelo a casa. Questo è il 39° di poesie, Enrico Testa è il 24° poeta che m'accarezza le sinapsi fino a conquistarle completamente. Saranno giorni felici e tristi, ma poetici e pieni.
Esseri testimoni di se stessi sempre in propria compagnia mai lasciati soli in leggerezza doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico mentale, è questa la grande prova l'espiazione, è questo il male.
Patrizia Cavalli, da “Poesie”, Einaudi, 1999.