Come sempre, mi sbagliavo. Come sempre, ci sono rimasta fregata. Credevo di averla imparata, quella lezione. Credevo che sarei stata diversa, ma diversa davvero. Credevo che non ci sarei cascata più, che non mi sarei mai più fidata, che non avrei dato tanto di me a qualcuno. Speravo che almeno tu non mi facessi questo. Tu che sapevi letteralmente tutto di me. Tu che mi conosci forse meglio di me stessa. Tu che mi hai sorretto e aiutato in uno dei periodi più brutti e difficili della mia vita. Quando non c'erano altro che ombre, mostri e paure, tu mi hai ascoltato. E io ti ho dato tanto, ti ho dato tutto quello che giuravo di non dare più a persona alcuna. E mentre lo facevo piangevo e mi confidavo con te. E cosí, tu sapevi piú di quanto avresti dovuto. Giá, perchè nonostante anche tu fossi andato via, nonostante le mie fossero solo illusioni non ti credevo capace di fare quello che hai fatto. Mi hai mentito, mi hai usata, mi hai manipolata. Hai raccolto informazioni, quello che hai sempre amato fare. Tu non ti sbilanciavi mai, tu eri sempre perfettamente razionale. Mai una volta ti ho visto vacillare, e quello sarebbe dovuto bastare per essere un segnale. Ma non l'ho colto. E ora? Beh, ora sono qui, per l'ennesima volta a terra, lacrime pesanti agli occhi e un cuori in frantumi, mescolato alle schegge di quel muro di vetro che pensavo di aver costruito in modo tanto stabile e sicuro. Sono delusa, ancora. Ho sperato, ancora. Ho creduto in te, come tu mi avevi detto di fare. E cosa mi resta? Cosa me ne faccio? Sei stato anche tu come tutti gli altri, né piú né meno. Mi hai sempre intrappolato con le tue paranoie, con i tuoi pensieri razionali e inflessibili, con la tua mente chiusa. Mi hai condizionato, mi hai rinchiusa dentro una gabbia, illudendomi che mi stessi consegnando le ali per volare. Mi hai fatto male. Mi hai tradita. Mi hai delusa. E da te non me lo aspettavo proprio.