- quando, al suono della campanella d’ingresso o d’uscita da scuola, mi capita di incrociare in corridoio il flusso delle classi che frequento, capisco perfettamente come si debba sentire il Papa quando passa salutando fra la folla. Anche se ho il (vago) dubbio che lui sia salutato con meno grulleria di quanto non sia, in media, salutata io;
- se sei troppo duro con i ragazzi, c’è il rischio che temano la tua materia, senza amarla; se invece sei troppo accondiscendente con loro, c’è il rischio che amino solo te, e non la tua materia. Insomma, nessuno m’aveva avvertito di quanto fosse difficile mantenere con gli studenti ‘sto benedetto equilibrio fra amichevolezza e autorità!;
- possono emozionarti più le dieci righe di un tema che le 1480 pagine di un romanzo, se quelle dieci righe sono il frutto di ore di lavoro sull'altrui autostima, di riprese dagli orli del pianto, di momenti d’orgoglio ferito e, finalmente, dello stupefatto sbloccarsi di un’alunna straniera alle prese col rifiuto della lingua italiana;
- si può rimanere un’ora e mezzo su una frase del libro di storia? Sì, se questo vuol dire far riflettere i ragazzi sulla mentalità degli antichi, senza far loro imparare a memoria una lista noiosa di nozioni. Si può fare spesso questo lavoro tanto dispendioso in termini di tempo e di energie? No, ma che bello quando accade e senti, nel silenzio, i rumore di tanti giovani cervelli che lavorano e di tante giovani vite che s’allargano pian piano!;
- dopo i giardini pensili di Babilonia, la piramide di Cheope, il Faro d’Alessandria o il Mausoleo di Alicarnasso, dovrebbe stare fra le meraviglie del mondo pure il rossore degli adolescenti, che qualche volta sfugge al loro controllo di fronte agli imprevisti imbarazzi della vita;
- una delle poche certezze della scuola è questa: che sia per il compleanno di qualcuno o per una qualche festività imminente, per un matrimonio da celebrare o per appurare le provenienze geografiche dei prof, ci sarà sempre una buona scusa per imbandire un rinfresco nella portineria della scuola. E per mettere, di conseguenza, a dura prova chiunque abbia avuto la tremenda idea di mettersi nel frattempo a dieta.