Non sono arrabbiata perché mi hai mentito, sono arrabbiata perché d'ora in poi non posso più crederti.

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Non sono arrabbiata perché mi hai mentito, sono arrabbiata perché d'ora in poi non posso più crederti.
Quello di cui abbiamo più bisogno nella vita è qualcuno che ci induca a fare ciò che siamo capaci di fare.
Ralph Waldo Emerson
Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L'uomo si estende. L'uomo è il cancro della terra.
Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973 (via vulnerabjle)
“Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime” (Nietzsche). Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell'intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com'è dal rimpianto del Paradiso. Emil Cioran
Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell'abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal caso interessa unicamente la propria inquietudine. Sentirti proiettato e sospeso in questo mondo, incapace di adattarti ad esso, consumato in te stesso, distrutto dalle tue deficienze o esaltazioni, tormentato dalle tue insufficienze, indifferente agli aspetti esteriori – luminosi o cupi che siano –, rimanendo nel tuo dramma interiore: ecco ciò che significa la solitudine individuale. Il sentimento di solitudine cosmica deriva invece non tanto da un tormento puramente soggettivo, quanto piuttosto dalla sensazione di abbandono di questo mondo, dal sentimento di un nulla esteriore. Come se il mondo avesse perduto di colpo il suo splendore per raffigurare la monotonia essenziale di un cimitero. Sono in molti a sentirsi torturati dalla visione di un mondo derelitto, irrimediabilmente abbandonato ad una solitudine glaciale, che neppure i deboli riflessi di un chiarore crepuscolare riescono a raggiungere. Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza? Emil Cioran
Ma io ho bisogno di solitudine, cioè di guarire, di tornare in me, di respirare un’aria libera, leggera, gioconda..
Friedrich Nietzsche (via vulnerabjle)
Maschio Alfa di Danilo Ruocco è una serie che sfida le convenzioni di genere letterario ed esplora il concetto di mascolinità in modo non convenzionale.
https://www.maschioalfa.info/
Spiace dirlo ma oggi la gente non sa più amare. I nuovi rapporti si creano e si cancellano con un clic del mouse. Viviamo in un’epoca che tende a ridurre tutto a consumo, persino i sentimenti. La velocità con cui viviamo ci porta a confondere l’amore con l’eccitazione del momento o con il bisogno di riempire vuoti emotivi. Basta pensare al cambiamento di valore della parola amico tra ieri e oggi su internet per capire come i rapporti siano diventati facili e superficiali. Ma l’amore, quello vero, richiede tempo. È un sentimento che cresce, si trasforma e resiste alle tempeste della vita. È un atto di pazienza, di ascolto e di cura. Amare non è solo un’emozione, ma una decisione. È un impegno che prendiamo verso l’altro, e che ci richiede di dare senza pretendere sempre qualcosa in cambio. Ecco perché credo che l’amore non sia qualcosa da rincorrere o da possedere, ma da vivere. È una scoperta continua, una danza tra due persone che scelgono di camminare insieme, pur sapendo che ogni passo è incerto. Amare, in definitiva, significa accettare la vita in tutta la sua imprevedibilità e imparare, giorno dopo giorno, ad essere più veri, più autentici, e, forse, anche più felici.