A Mozartian in a modern day life... ♥️
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A Mozartian in a modern day life... ♥️
Palazzo Hellbrunn a Salisburgo, Austria
Sala musicale spartiti dell'opera l'Orfeo di Monteverdi
Salzburg - Salisburgo - Salzbourg
mit / with Hohem Goll, 2.522 m
Il viaggio della Poraccitudine
Viaggio della Speranza a Salisburgo e Vienna: tra arte, cultura, treni, birra alla limonata, cotolette e COVID.
grazie Leopold Mielich per il dipinto d'apertura Era una normale giornata di settembre quando @veronica-nardi nel consueto audio giornaliero di commento drama butta giù la frase :-" oh, ma lo sai che sarebbe bello andare a fare Capodanno all'estero?"
Ovviamente io le sono subito andata dietro, lasciandomi affascinare da questa possibilità: il COVID da tempo mi ha costretta ad accettare ancora di più il mio essere asociale ed una vacanzella fuori, a prendere un pò d'aria fresca di certo non sarebbe stato male.
Anzi.
Dall'idea al metterla in pratica...il passo è stato breve. Dopo aver scartato mete come la Russia - madò quel volo a 114 euro ancora me lo sogno la notte - e la Transiberiana o l'Orient Express per via del nostro essere povere come la merda, ci convinciamo che l'Austria potrebbe essere una buona meta. Io è da una vita che sogno di andarci...e anche la Vero è curiosissima di esplorare queste lande.
Nel giro di pochissimo, Veronica organizza il viaggio: mezzi di trasporto e posto dove dormire. E vorrei dire che lo abbiamo organizzato assieme ma mentirei perché ha fatto tutto lei. Nel caso che vi servisse un'organizzatrice di viaggi...contattatela. Vero fatti pagare però! Alla fine, cercando di calibrare i nostri portafogli con le cose che volevamo fare e vedere, viene fuori un bel programmino:
Saremmo partite il 28 dicembre da Bologna verso Salisburgo fino al 1 di Gennaio. Il primo giorno dell'anno saremmo poi "traslate" verso Vienna fino al 4 gennaio ( per me ) e 5 gennaio per lei, giorni di ritorno a casa. Insomma una settimana più o meno.
E mentre mia madre di sottofondo continuava a dirmi " ma mica c'è così tanto da vedere in quei posti!! " io impassibile cominciavo a pensare a cosa portarmi in viaggio, lasciandomi inebriare da questa vacanza assieme alla Vero.
Ma nubi temporalesche si avvicinano all'orizzonte. Nubi rappresentate dal COVID precisamente. Perché mentre noi - la Vero in realtà - organizzava il viaggio tra settembre/ottobre e novembre - il virus decideva che dicembre poteva essere un bel mese per tornare in auge e far aumentare in modo allarmante i casi in tutto il mondo. Così l'Austria a metà dicembre ci fa sapere che per entrare nelle sue sacre terre, vuole il Tampone Molecolare In Lingua Inglese/Tedesco. Inoltre, ci comunica che tutti i bar e caffè chiuderanno alle 18 ed i ristoranti alle 22. Un mini Lockdown in pratica.
Bene. Ma non benissimo.
Se si conta poi che anche l'Italia vuole il tampone per rientrare - ma si accontenta di un più umile tampone antigenico - e la compilazione online PLF...la voglia di mandare tutti a cagare e rinchiudersi sotto le coperte a piangere è forte.
Ma noi non ci lasciamo abbattere e iniziamo quella che sarebbe poi diventata una battaglia contro i tamponi: poiché noi saremmo entrati in Austria la notte del 28, c'è necessità che il tampone venga fatto entro le 72 ore. Ma il 25 e 26 dicembre è festa. Così ci premuniamo di farlo il 27 dicembre, facendoci assicurare che entro la mezzanotte del 28 avremmo avuto sia il tampone sia il referto in lingua inglese. Facciamo le carte, il PLF, stampiamo lo stampabile, ci prepariamo come se dovessimo entrare in guerra contro l'Ufficio Burocratico Austriaco e...incrociamo le dita.
A me va male. Anzi malissimo. A tre giorni dalla partenza mi viene la febbriciattola a 37 e 4, mal di gola e spossatezza. Terrorizzata faccio il tampone e dopo essermi assicurata che non sia COVID, il 27 vado a farmi sto benedetto tampone molecolare. Pagato la bellezza di 75 cocuzze. E lì, l'amara sorpresa: Il centro mi dice che non sono sicuri di riuscire a mandare tutto in tempo per la mia partenza. Troppa gente, troppi tamponi...E UN SOLO CENTRO PER ANALIZZARLI TUTTI.
Partono le bestemmie, le imprecazioni ed i pianti. In preda alla disperazione, chiamo mia madre, nota scassaballe della zona... la donna è capace di fare sceneggiate come al teatro e far piangere vecchi, donne e bambini. Lei arriva e dopo minaccioni, urla ed intimidazioni, il tizio del centro ci dice che farà il possibile...ed avviene. Miracolosamente a mezzanotte e 16 arriva il responso negativo e la mattina del 28 alle sette di mattina, arriva anche in inglese. #graziemamma
Un pò di ansia sopraggiunge dalle sponde della Vero, visto che il suo responso tarda ad arrivare, ma quando anche a lei hanno risposto e si è avuto l'ok...tutto si è rasserenato. Si parte!
Arriva il giorno della partenza: 28 dicembre
Io, con la valigia grossa come un bue - nonostante avessi negato a mia madre la possibilità di metterci dentro pasta e sughi perché va bene essere poveri... ma così disperati no - mi avvio al treno che mi avrebbe portato a Bologna. Il mio posto viene però fottuto dalla dispensa alimentare di una famiglia straniera seduta un pò più in là, che ti fronte alle mie proteste, mi risponde nella loro lingua e onde evitare bestemmioni già prima di partire, mi metto in un altro posto e pace.
L'arrivo a Bologna coincide con l'incontro con la Vero e dopo baci e abbracci vari - nonché una grande felicità di fare questo viaggio assieme - andiamo a mangiare una piadina mentre aspettiamo il treno.
Il suddetto treno deve partire da Bologna alle 23 e 44 de notte e noi ci troviamo già alla stazione un'ora prima.
Bologna però sembra non avere dei sedili dove metterti ad aspettare e l'aver chiuso la sala d'attesa costringe la gente che aspetta il treno, a dover giocare alle belle statuine per ore. Io e la Vero però non ci stiamo e subito ci abbarboniamo per terra. Poco lontano un barbone dorme sdraiato.
Poco dopo arrivano una dozzina di poliziotti che fanno alzare l'uomo e rimango affascinata e un pò turbata nel vedere il conflitto etico/morale dei poliziotti che adesso litigano tra di loro. Infatti, se era giusto far alzare i barbone perché alla stazione di Bologna non ci si può dormire, sarebbe giusto far alzare anche noi...indicandoci con la sguardo.
Sentendoci " leggermente" sotto pressione ed un pò in colpa, decidiamo di andarcene subito, in concomitanza con l'uscita del numero del binario da cui parte il nostro treno.
E mentre siamo nei binari ad aspettare un treno che ha già 30 minuti di ritardo senza che sia manco arrivato, ci perdiamo in raffinate discussioni logistiche sulla struttura architettonica della Stazione di Bologna...che sembra non avere i binari 2 e 5. Prontamente rispondo che non è che non ci sono. E' che sono nascosti perché da lì parte il treno per Hogwarts.
( rega'...era mezzanotte e passa. Perdonatemi XD)
I nostri discorsi vengono però interrotti dal nostro vicino di attesa che capendo come le suddette ragazze siano due squilibrate, caritatevolmente si offre di condividere la sua conoscenza di Salisburgo con noi. Probabilmente per non sentire altre cazzate Parte così un vero e proprio giro mentale per la città con Enrico, questo il suo nome, che indica luoghi, ristoranti, bar, musei, locali ecc ecc da andare assolutamente a vedere. Lui ci dice che abita lì e che quindi è la persona ideale per darci un idea di cosa ci troveremo davanti. E' stato interessante notare come la nostra guida occasionale fosse cosi preparata sulle locande e location dove rifocillarsi...ma non sapesse NULLA del mini coprifuoco. Da uno che ci abita poi...ma in realtà il suo aiuto è stato utilissimo e non finirò mai di ringraziarlo. Grazie Enrico!
Finalmente sto benedetto treno arriva e ringraziando tutti i santi, abbiamo uno scompartimento solo per noi. Ci prepariamo quindi a 6 ore circa di viaggio notturno, rifinendo il programma di viaggio e dal conto mio...preparandomi a dormire. A differenza della Vero infatti, io sono pigra come la merda e la nottata sveglia difficilmente potrei affrontarla.
Ma devo aver contagiato anche lei, perché aprendo un occhio durante la notte la vedo dormire sdraiata sui sedili. Buono così.
Bussano.
In piena notte.
Treno fermo.
Voci.
La porta dello scompartimento si apre, due uomini si affacciano e dicono qualcosa che non riesco a comprendere - con me che elegantemente chiedo alla Vero :-" ...che vogliono questi?! - e poi...se ne vanno.
Guardando fuori capisco che siamo al confine e che quelli sono dei controlli: Bene, è il momento di tirare fuori quel benedetto Tampone Molecolare da 75 euro che mi ha fatto imprecare in ucraino i giorni prima della partenza.
Ma non torna nessuno. E rimango lì, con sto cazzo di foglio che hanno voluto loro tra l'altro e che alla fine della fiera è risultato inutile. Trattengo le bestemmie grazie al sonno e mi ributto a letto/sedile. Sti cazzi!
Ridormo.
Ma di nuovo bussano alla porta. Chi è che rompe il cazzo ancora?!
Il controllore. Vuole vedere il biglietto giustamente.
Alle 4 di mattina.
Ancora mezza sdraiata guardo la Vero dargli il biglietto e sono pronta a riaddormentarmi di nuovo... ma c'è qualcosa che non va. Il controllare comincia a parlare prima in tedesco poi capendo che è inutile, sceglie l'inglese e ci fa capire che il biglietto non va bene.
E mentre lui si impegna nel farci comprendere il problema, io ancora mezza addormentata mi trovo a fissarlo incuriosita e realizzo:- " Madò...sembra Haaland. Il calciatore. E' lui? lavora nelle ferrovie austriache? " mi domando stupita. Ma il mio geniale cervello deve aver capito di aver pensato una cagata perché modifica il pensiero in:-"ha un fratello che lavora nelle ferrovie austriache?
Tornando sobri per un secondo, mi convinco a lasciar perdere la somiglianza del controllore con Haaland e cerco di capire cosa ci sta dicendo. In pratica il nostro biglietto non va bene perché non ha il codice QR.
Se per la ferrovie italiane infatti, basta avere il codice di prenotazione e fine, per quelle austriche - e del mondo in generale dice il controllore/Haaland - il codice deve essere messo nella macchinetta dei biglietti perché stampi un altro biglietto con il codice QR. Avendo noi preso il biglietto con le ferrovie italiane noi sto QR non ce l'abbiamo.
Vai tu a spiegare in inglese, al controllore tedesco, alle 4 di mattina, che in italia sta cosa delle macchinette che stampano codici QR in stazione io non l'ho mai vista.
Haaland lì poi, continuava ad indicare il nostro biglietto dicendoci che dentro c'era scritta questa procedura. Ma Haaland tesoro: io il tedesco non lo sò. L'inglese lasciamo perdere...ma l'italiano è la mia lingua madre. E in questo biglietto non c'è scritto da nessuna parte del codice QR.
La discussione per Haaland deve però essere avvincente - per noi meno - perché si mette a sedere direttamente accanto a me e parte tutto un discorso in inglese - in solitaria - di Haaland contro le ferrovie italiane messe male e disorganizzate. Io e la Vero accenniamo un sì ogni tanto e intanto ci guardiamo basite chiedendoci se ci farà la multa oppure no. Almeno io mi chiedevo questo.
Ma Haaland ci risparmia dalla multa e dopo un saluto se ne va. Addio Controllore Haaland...ci mancherai.
Giusto in tempo per il nostro arrivo a Salisburgo.
[FINE PARTE 1]
*le altre parti saranno molto più corte lo prometto.
Salisburgo, Fortezza
Day 4: Salisburgo part 2/2 #salisburgo #salzburg #mirabelgardensalzburg #garden #flowers #fontain #salzburgstreetviews https://www.instagram.com/p/B071LMTA_8n/?igshid=bt6cd3xbuuct
Mozartplatz - Salzburg
(Photo by me)
Salisburgo
Novembre e dicembre, tempo di mercatini di Natale. Non sono un’appassionata di mercatini ma questi viaggi sono comunque un’occasione per un breve tour nel centro della città e magari vedere qualcosa in modo autonomo dato che solitamente il tempo a disposizione è poco, con il buon proposito di ritornare per completare la visita.
Tappa di questo viaggio è Salisburgo (Austria), città situata sulle rive del fiume Salzach, ben nota per il suo rapporto con Mozart. Gironzolando tra le vie illuminate a festa ed i mercatini che si trovano nelle piazze, ammiro i palazzi barocchi, gli esterni delle chiese e le antiche insegne di ferro battuto.
Approfitto del tempo libero che ci hanno concesso per visitare la Festung Hohensalzburg, la fortezza medievale simbolo della città che è raggiungibile tramite una funicolare.
Fondata nel 1077, assunse il suo aspetto attuale intorno al 1500 con l’avvento dei principi-arcivescovi, che ne fecero la loro residenza. Tra le principali attrazioni vi sono le Stanze medievali dei principi, una stufa in maiolica del 1501 e il Toro di Salisburgo, l’organo a canne cinquecentesco che veniva usato per annunciare l’apertura e la chiusura delle porte della fortezza.
Inoltre, è un ottimo punto panoramico sulla città grazie alla sua posizione sul Festungsberg.