Anncleire al Salone del Libro 2022
Sembra passato molto di più in realtà a malapena una settimana, dalla fine del Salone del Libro di Torino edizione 2022 e devo dire che non mi sarei mai immaginata che sarebbe stata così. Innanzitutto, non pensavo di essere ancora qui a scrivere sul blog e potermi ancora definire una book blogger (non che pensi davvero di esserlo a tutti gli effetti, ma dai ci provo) e poi perché insomma dopo due anni di pandemia non mi sono ancora riabituata a riprendere a pieno ritmo gli spazi un po' ristretti e sovraffollati come quelli del Lingotto in tempo di manifestazione.
Ma il Salone del Libro è sempre molto più di una fiera e riassume in pieno le mie speranze e le mie aspirazioni. Fin da ragazzina mi sono sempre circondata di libri e ho sempre visto da lontano il Salone come un evento culmine di tutto l'anno che invidiavo tantissimo. Quando ci ho messo piede per la prima volta nel 2016 non potevo credere alla mia fortuna. Da allora ho sempre fatto in modo di esserci. La meraviglia ha ceduto il passo alla consuetudine ma la magia per me non si è ancora consumata. Dal 19 al 23 maggio gli spazi del centro fiere di Lingotto a Torino si sono aperti per ospitare gli oltre 900 espositori tra Case Editrici e addetti ai lavori e hanno contato oltre 168.000 visitatori, che ha raggiunto il picco di partecipazione proprio sabato 21 maggio. La sensazione è sempre quella di ritrovare dei vecchi amici, anche quando gli spazi sono stati rivoluzionati.
Ancora memore dell'esperienza di ottobre ero piuttosto titubante. Per questo ho deciso di accompagnare la mia adorata Amaranth de La Bella e il Cavaliere in una toccata e fuga il giorno dell'apertura, alle 18, in un Salone ancora in sordina che però mi ha regalato momenti molto interessanti. Ho fatto i miei acquisti più importanti proprio il primo giorno da ABEditore che aveva delle nuove uscite veramente interessanti e ho potuto vagare indisturbata tra i veri stand respirando l'aria di gioia e carta che contraddistingue l'evento fieristico.
Ho anche potuto ammirare il Bosco degli Scrittori creato all'Oval dalla casa editrice Aboca Edizioni che conoscevo molto poco ma che offre nel suo catalogo un elenco molto lungo di saggi a tema natura, fossili, evoluzione, Terra. Ho lasciato il cuore su diversi titoli che spero di recuperare al più presto. Insomma, mi devo tenere in qualche modo.
Non contenta però sono tornata anche sabato. Purtroppo, la sensazione di annegare in mezzo alla gente è stata ahimè ancora presente, tant'è che sono uscita dagli spazi del centro fiere per ora di pranzo, ma devo ammettere che nonostante questa mia incapacità di riconciliarmi con la folla, vederci finalmente tornare a vivere eventi del genere è molto bello. Sabato però mi sono concessa il lusso di passare dagli amici di Safarà Editore, e di concedermi una lunga chiacchierata con Cristina che stimo immensamente e che è sempre così buona con me. Oltre ad aver acquistato ovviamente una delle loro ultime pubblicazioni che puntavo da un po' e che volevo assolutamente comprare direttamente da loro.
Da menzionare come sempre lo stand di Ippocampo che quest'anno si ispirava ad un padiglione giapponese, vista anche la loro collaborazione con Tenoha e tutte le loro pubblicazioni a tema e che merita sempre una puntata per lasciarsi incantare dai loro volumi.
Avevo puntato un libro molto bello da Add Editore, La Torre di Bae Myung-hoon, un libro di fantascienza di un autore coreano, dalla copertina sgargiante che mi ha subito catturata, ma sono contenta di sapere che l'autore passerà a Torino il 2 giugno in una presentazione alla Libreria Bodoni (una bellissima libreria del centro) a cui spero di riuscire a partecipare. Anche Il Saggiatore, un'altra delle case editrici di cui mi piace curiosare nel catalogo, aveva un sacco di nuovi titoli su cui avrei voluto mettere le mani sopra e che mi sono bloccata dallo svaligiare.
Interessantissima anche l'offerta de L'Orma Editore di cui volevo andare a sentire Annie Ernaux, ma che effettivamente non mi sono sentita di affrontare. Menzione anche per lo stand de 66thand2nd una casa editrice indipendente che mi piace molto e che mi ha molto incuriosito.
Come dicevo non ho partecipato a nessun evento anche se ce ne erano diversi che mi incuriosivano o mi interessavano perché effettivamente non sono stata in grado di gestire la folla e soprattutto volevo vivermi in tranquillità il weekend. Camminare tra gli stand, osservare tanti lettori uniti sotto lo stesso tetto in un costante scambio di arricchimento è forse la cosa che più mi rimarrà impressa anche di questa edizione del Salone.
Molti passi avanti sono stati fatti ma vivere il Salone è sempre una sfida, una prova di resistenza e fortitudine, soprattutto quando ci si avventura nei suoi spazi nel finesettimana. L’offerta di incontri e autori è sempre molto valida e offre la possibilità di incontrare e ascoltare panel degli argomenti più svariati appellandosi a tipi diversi di lettori. Per me resta sempre l’occasione di incontrare amici e curiosare nei cataloghi e porre domande imbarazzanti sulle prossime uscite. E incantarmi ogni volta davanti alle pagine scritte.









