Tu portami via Quando torna la paura e non so più reagire Dai rimorsi degli errori che continuo a fare Mentre lotto a denti stretti nascondendo l'amarezza dentro a una bugia
Tu portami via - Fabrizio Moro

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Tu portami via Quando torna la paura e non so più reagire Dai rimorsi degli errori che continuo a fare Mentre lotto a denti stretti nascondendo l'amarezza dentro a una bugia
Tu portami via - Fabrizio Moro
@salvezze ♡’d for a starter (still accepting) !
“you’re quiet.” the truth was, the whole room was quiet. voight had long since finished for the night, with the others not far behind, leaving erin and jay still burning the midnight oil. some cases just did that to you. lifting from her chair, the detective reached for her jacket hanging on the back of it. “come on, i’m not leaving you here to stew on this case by yourself. you gotta give yourself a break.”
the world has been loud recently , too loud . iridescent hair glistens in starlight as madison walks the busy evening atmosphere of new orleans . it isn’t the chatter of the college kids partying in the street that bothers them , but an abundance of spirits -- volumes at which she’s never seen before . they keep their head down , the glow of translucent figures crowding the edges of their vision . an alleyway serves as an opening , and they take it -- choosing the company of a few ghosts over a few dozen . hands rest on their knees , catching their breath in a sort of panic . this trip was supposed to help , but when she sees her loved ones behind the pained eyes of every wayward soul , it doesn’t leave much room for her to heal . angry voice catches her attention deeper from within the back roads , and she slowly stands , footsteps inching further from the light of the street and towards @salvezze . this is a stupid idea , she knows it , but something deep within her gut urges her to press on . “ hello ? who’s there ? ” / ♡
@salvezze ♡’d ! [ FT. COOPER WARREN ]
“ you didn’t honestly expect me to let you do this alone, did you? ”
Si torna sempre da dove si è partiti
Sono passati anni dall’ultima volta che ho scritto qualcosa di decente per puro piacere.
Ci ho calato sopra giorni, minuti, chili, rughe e macigni di vita e quando riguardo indietro, ai giorni in cui avevo gli occhi pieni di storie brillanti che rendevano il panorama un po’ meno grigio, mi sento come se avvertissi il vuoto di una cara amica che all’improvviso ha fatto la valigia con qualche calzino spaiato e mi ha detto “ehi, io parto. A mai più rivederci!”
Ma dove vai?
“Ma non lo so, non starmi addosso che ho bisogno del mio spazio”.
E così il baluardo di letteratura che luccicava opaco nella mia mente è scomparso, fuggito ad onorare i Balzac e i Proust, come una fidanzata arrivista che se ne scappa con l’amico che hai sempre invidiato, come se fosse difficile lasciarti per uno che è più bravo, più intelligente e più ricco di te.
Ma è sempre così con le cose belle, intelligenti e ricche: se sei mediocre è il caso che le ricopri di attenzioni, impegno e dolcezze, altrimenti fuggono via per sempre.
Un giorno ti passa per la testa di tradire la letteratura per gli aperitivi e lei, bum, ti abbandona senza nemmeno lasciarti un biglietto.
D’altronde come biasimarla.
Insomma, ci ho messo sopra pietre di studio sterile, infinità cosmiche di tempo, amori spezzati con un grissino e lunghi giorni dedicati al nulla o a qualcosa che fosse effimero come una lucciola inconcludente che vola solo di giorno.
Ad oggi sono svuotata, svuotata di qualcosa che faceva star bene, qualcosa da difendere, qualcosa che faceva sentire qualcuno.
Uno a caso, ma qualcuno che aveva qualcosa a cui dedicare tempo, sogni e passione.
A volte è solo questo che cambia la nostra visione del mondo, la passione per qualcosa, la voglia di portare avanti un piccolo spazio di futuro su cui sai che un giorno alloggeranno i tuoi giganti, mentre tu da lillipuziano ti fai scivolare il tempo tra le dita.
Eppure a volte la vita batte troppo forte o troppo piano per poter continuare a prendersi cura dei sogni e delle farneticazioni. A volte servono gli occhi aperti e la bocca piena di aggettivi esclamativi, e di parole come eccellenza e qualità per asservire il nostro tempo, il nostro sogno, il nostro futuro a prodotti di vendita, come se stessimo elencando senza poesia un’incantesimo di guarigione a tutto.
Siamo diventati arrivisti del mercato globale, accompagnatrici da pay off e copywriting, buoni ad asservirsi al problema-soluzione e diete miracolose. Fagocitanti di creatività sterile per conversioni prima e dopo in soli tre mesi e abs e chiappe di marmo e creme che ti fanno tornare indietro nel tempo. Bulimici di Notizie incredibli, clicca qui, anoressici di testi senza spazi, che l’occhio si deve riposare e l’utente è stupido, non capisce questa parola.
E ci chiediamo cosa ne farebbe proust di un massimo di 140 caratteri.
«Mi salvo con quelle piccole cose che nessuno ormai nota più.»
thenariel
Voi siete i miei idoli e grazie di tutto
“Un idolo è quella persona, o quelle persone che ti riempiono la vita di emozioni. Un idolo è quando ti crolla il mondo addosso e ti lo rialzi con la forza della sua voce. Quando tra una notte di lacrime, all’alba ti sorge il sorriso col sole, e quelle cuffiette sono ormai inzuppate di lacrime. Un idolo è quella persona che ti porta a girare il mondo da seduto. Che ti fa sognare. Che ti fa capire che una vita migliore c’è. Che ti fa capire che non sei mai solo. Che ti fa tornare a sorridere quando avevi smesso di farlo. Che ti insegna le cose importanti nella vita. Che ti fa crescere con lui. Che ti rende totalmente orgogliosa di lui. Ma una delle cose più importante è che ti fa conoscere persone speciali, che purtroppo molte volte vivono a chilometri da te. Quelle persone con cui condividere quella passione, sotto un palco o attraverso un pc. Quelle persone che sai non criticheranno mai i tuoi gusti.”