Confisca di oltre 644mila euro per l’imprenditore: l’operazione commerciale per i pm serviva a nascondere al fisco una parte del patrimonio
Magistratura a orologeria... le lancette li inseguono a tutte le ore.

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Confisca di oltre 644mila euro per l’imprenditore: l’operazione commerciale per i pm serviva a nascondere al fisco una parte del patrimonio
Magistratura a orologeria... le lancette li inseguono a tutte le ore.
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Consumi, a noi, e ai nostri ragazzi in futuro, si chiedono solo soldi, soldi, e clap clap
Alcuni giorni fa, forse una settimana, ho provato a fare partire su #twitter una riflessione sulla libertà. Su cosa renda liberi. Avevo condiviso anche un hashtag. Mi aveva colpito la “lectio magistralis” molto tra virgolette, ma assolutamente rilevante tenuta ai bambini e ragazzi della trasmissione Alla Lavagna, #Raitre da Daniela Santanché
https://www.lettera43.it/it/video/daniela-santanche-alla-lavagna-video-soldi/36108/
https://it.wikipedia.org/wiki/Alla_lavagna!
parlava di soldi. Soldi vettore di libertà. «E chi paga comanda».
Coinvolti nel dibattito alcuni amici, qualcuno ha risposto, e di questi, quei pochi, che pensano ancora che l’attenzione della scrittura, nel rispondere anche attraverso i social alle grandi contraffazioni portate sulla morale e la realtà che attraversano ormai il nostro orizzonte percettivo, specie attraverso i caroselli mediatici, sia un impegno da mantenere, che le distorsioni vadano contrastate.
Per il tema delle libertà, comunque, una generale scarsa attenzione. Forse, perché si ritiene, sbagliando, che la libertà, il potere scegliere, e il potere fare siano assunti ormai assodati. E trafusi nella pratica.
Ieri, Matteo Renzi #Matteorenzi ha, presentando il suo ultimo libro, a Bologna, ancora attizzato polemiche, e incalzato divisioni a sinistra. L’uomo che ha portato il mondo progressista a sbriciolarsi in quattro anni, ancora dettava condizioni. Parlava, comprensibilmente, come tanti, sul web in questi giorni, di carta decorata con il suo volto, lasciata esposta dal direttore del Fatto, un giornalista iscritto all’albo professionale, durante una intervista video.
Mostrava, dopo avere scorrazzato per anni in ogni angolo e spazio di espressione, sui nostri media, nell’ascolto della gente, un odio covato e non digerito, rivolto, credo, a decine di milioni di persone, odio, che per un uomo, che è stato leader di un governo del proprio Paese, presidente e simbolo del proprio partito e che ancora oggi è seguito da centinaia di migliaia di persone appare come una manifestazione infantile. Espressione mortificante di una sordità emotiva, intellettuale, infantile, puerile, un piglio svilente.
Ma, lui, Renzi, ancora una volta, anche da minoranza, è l’Italia. Come lo sono i suoi avversari. Il loro lessico, anzi, il loro modo di essere, «è l’Italia». L’Italia che oggi grida e diventa fascista, quella parte di Italia, oggi maggioranza, almeno come voti espressi, e hai voglia poi a dire, come ha detto l’ex leader toscano, che la sua “rottamazione” non era molto diversa dal populismo che infiamma oggi i corridoi delle coscienze di tanti.
Sono alla fine specchio dei social. Che rigurgitano, odio. Renzi, è venuto prima di Di Maio, ad accattonare consenso facile sui social. Lui, che aveva una maggioranza costruita su un consenso complesso, edificato da decenni di lavoro, di persone che lavorando, si sono immolate per dare a questo Paese, un orientamento migliore. Istrioni da videocamere installate sul telefonino, poteri costruiti sulla vendita.
E qui ritorniamo al tema, caro, della libertà.
Gridare, non rende liberi, specie se lo si fa da soli, davanti al proprio monitor. Serve, quel gridare, quel voler mettere i gomiti negli occhi degli altri, solo, a portare questo pezzo di mondo, e l’Italia in particolare, avanguardia non solo oggi, in questo genere di cose, verso una china che conduce ad un baratro da cui si fa fatica già, a pensare di potere riemergere.
L’Italia del resto non è più da anni un Paese libero. Non è libera la stampa, non lo sono le persone. Vi sembra, che in un Paese libero, un miliardario, poi un comico, poi un ragazzo, anzi, due, tre ragazzi, spigliati, ambiziosi, alcuni con istruzione carente, potrebbero raccogliere decine di milioni di voti. Senza, quasi dire niente.
Come non diceva niente la programmazione neurolinguistica con la quale ha incantato i cervelli Renzi. Niente. Solo, chiedeva, senza nulla dare, chiedeva, come dice, quel cantante così soave, e semplice che ha vinto Sanremo, solo, il nostro sottostare e i nostri soldi. Gli 80 euro «Così poi la gente, li va a spendere». DI Maio e Di Battista, i Di, anche loro vogliono che la gente vada a spendere. Ne danno di più, resta da vedere come li contabilizzeranno e ammortizzeranno sulle proiezioni decennali. Ma, alla fine, vogliono dare soldi, per avere soldi. Ma ce ne sono pochi. E si dubita che il saldo possa essere attivo per chi avrà da consumare gli spiccioli.
La ricchezza è un potere esclusivo e poco condiviso, appartiene a pochi, gli altri possono solo spendere, i soldi, non rendono liberi, non ci renderanno liberi. Nessuno ci dà più la libertà di scegliere. Tutti si aspettano solo che si consumi, diligentemente.
I nostri ragazzi, che ci vendono vivere così, sono una generazione a libertà zero. In uno Stato in cui si muovono come soldatini, irregimentati, condizionati enormemente, digitalizzati, per evitare che vadano in giro e si accorgano che vivono tra merda e veleni. A sentimenti sviliti, da uno sporco pregenerazionale che domina la scena. In un ambiente che non esiste più. Sotto un sole che brucia la testa, in un clima, che è talmente mutato, che fa sorprese, da un giorno all’altro e sono sorprese terribili. Tutti vogliono che si spenda, un denaro, che quasi non c’è più. Alla fine arriveranno a stamparlo, se qualcuno protesterà arriverà la polizia, non per arrestare i falsari, ma i loro accusatori.
I
Autobus che cadono. Qualcuno fermi Daniela Santanche.
E l'affitto lo paga?