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Ci sono più avventure su una scacchiera che su tutti i mari del mondo.
Pierre Mac Orlan
Gli scacchi sono noiosi..... 😅🤭❤️
E forse fu per gioco, o forse per amore..♟️
Ma attenzione! Quando sei una pedina nelle mani di una dama, lei ti ha già dato scacco matto!!🖤
𝒮𝓌𝑒𝑒𝓉𝒜𝓇𝒶𝓁𝑒 ➰🖋️
♠️_Gli scacchi sono una danza invisibile tra ombre e luci nella mente; la regina, sussurrando senza voce, diventa l’estensione sensuale di un’intelligenza che governa con grazia e mistero. Ogni mossa, una carezza calcolata, ogni silenzio un segreto che si svela solo alle menti acute.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
Scegli bene le tue battaglie.
Dicono che “discutere con certe persone sia come giocare a scacchi con un piccione: puoi essere anche il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, sporcherà la scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito, come se avesse vinto lui”.
Di piccioni in giro ce ne sono parecchi: spesso si comportano così per limiti di analisi, cattiveria o ottusità mentale. Non spetta né a me né a te cercare di convincerli: è semplicemente impossibile.
In questi anni ho capito che non puoi batterli. Loro vincono e basta.
Non esistono argomenti, dati o suggestioni in grado di farli ragionare.
L’unica cosa sensata da fare, dopo un primo tentativo in cui ti rendi conto che hai davanti un piccione, è allontanarti e metterti il cuore in pace.
Non si vince mai contro un piccione.
Scegli bene le tue battaglie: a volte la tua pace vale più dell’avere ragione.
(Edoardo De Blasio)
Disintossicarsi dagli scacchi online
Può sembrare strano, ma anche giocare a scacchi può creare dipendenza. Ci sono tutti i principali elementi di questo tipo di problemi, specialmente quando si tratta di partite online a tempi brevi (1 o 3 minuti):
rilascio di dopamina a ogni vittoria.
risposta automatica dopo ogni sconfitta per "recuperare".
ciclo continuo di tensione e sollievo.
Non può portare alla ludopatia, ma solamente perché manca la componente economica. Però l'OMS spiega che in qualche caso può portare al "gaming disorder" (disturbo da gioco). Insomma, un vortice nel quale non è bello cadere.
Oltre a cercare di riflettere sul perché si attuino certi comportamenti, può essere utile conoscere un paio di modi per evitarli:
Il primo è quello di giocare solo partite lunghe (almeno 15 minuti), per contrastare la compulsività delle partite brevi. Il problema che ho personalmente riscontrato è che le partite più lunghe online sono spesso infestate dai cheater. Anche quelle brevi, sia chiaro: ma è molto più facile barare se si ha il tempo di seguire i suggerimenti di un software aperto accanto al browser, simulando errori e imprecisioni per non essere beccati dai sistemi automatici di controllo.
Il secondo modo è staccare completamente, stabilendo un periodo di disintossicazione di una settimana o due, durante il quale si decide che non si deve giocare online. Se si vuole, si può giocare offline contro un motore ad un livello simile al proprio, ma sempre per partite lunghe, di almeno 15 minuti. Quando si decide di ricominciare, bisogna monitorare il tempo di gioco e stabilire un limite giornaliero ragionevole, ad esempio mezz'ora.
Durante la pausa è essenziale creare attrito all’accesso, altrimenti la tentazione di fare "solo una partita veloce" sarebbe troppo forte, soprattutto all'inizio.
Quindi l'ideale è proprio cancellare l'app, rimuovere il preferito dal browser, oppure cambiare la password e conservarla solo su carta: l'obiettivo è allungare il tempo che intercorre fra l'impulso di giocare e l'inizio vero e proprio della partita, dandosi così il tempo di riconoscere la tentazione e interrompersi.
Mi sono chiesto se anche le aziende che sono dietro ai siti di scacchi usino le tecniche di manipolazione psicologica tipiche dei social network. Per avere una chiara risposta è bastato iniziare la procedura per eliminare l'app di Chess.com dal mio iPhone:
Appaiono infatti queste frasi molto subdole:
😭 Vuoi mollare gli scacchi? Chissà cosa diranno i tuoi…
😉 Un ultimo problema? Uno solo veloce veloce!
La prima fa leva sul senso di colpa sociale legato alla rete di "amici" creata sul sito (che personalmente mi sono sempre ben guardato dal formare). La seconda sfrutta la leva della ricompensa immediata, la stessa leva che alimenta i giochi d'azzardo (come le slot machine) e i social, con i loro micro-contenuti infiniti.
Queste frasi sono dei fulgidi esempi del cosiddetto dark pattern (o deceptive design): una tecnica di progettazione di interfacce utente studiate a tavolino per spingere gli utenti a compiere azioni indesiderate e dannose per loro.
La paura dell'azienda di perdere un giocatore è così grande che, come si vede, queste frasi appaiono anche se si vuole solamente condividere l'app o impedire l'accesso a utenti non autorizzati.
Alimentare la dipendenza e trattenere gli utenti è quindi una scelta deliberata di design. Dietro la facciata intellettuale di uno dei giochi più cerebrali al mondo, si nasconde una logica identica a quella dei social network: trattenere l’attenzione, a qualsiasi costo.
Il Regolamento UE 2022/2065, al quale Chess.com dichiara di essere conforme, all'articolo 25, comma 1, recita:
I fornitori di piattaforme online non progettano, organizzano o gestiscono le loro interfacce online in modo tale da ingannare o manipolare i destinatari dei loro servizi o da materialmente falsare o compromettere altrimenti la capacità dei destinatari dei loro servizi di prendere decisioni libere e informate.
Non ho le competenze per stabilire se la condotta di questo o di altri siti di scacchi online configuri una violazione sanzionabile del Regolamento UE, ma il quadro generale della situazione è che anche queste aziende non agiscono abbastanza nell'interesse dei loro utenti.
Disintossicarsi dagli scacchi online è una cosa buona, perché non significa smettere di amare il gioco, ma riconsegnarlo al suo ritmo naturale: quello lento, profondo, silenzioso di una classica partita sulla scacchiera.
France Gall & Serge Gainsbourg playing chess.