Imparate ad osservare ciò che vi circonda e rimarrete stupiti:
ho notato - con gli stessi occhi di sempre ma per la prima volta mi è sembrato di aver visto - come le gocce d’acqua su un vetro possano rappresentare una vita.
Sceglietene una, quella che più vi attira e concentratevi su di lei soltanto:
che sia in moto o sia ferma poco importa, in ogni caso la goccia farà un tragitto definito da tappe; soste più o meno lunghe.
La goccia va, inizia a scendere lungo il vetro; è sola con se stessa e scende a volte incerta altre volte con ferocia. Ma poi all’improvviso si ferma e resta lì, immobile, fino a quando non se la sente di ripartire. E poi riparte, continua, va avanti, prosegue lungo il suo percorso, si fa coraggio e scende finché non si riferma di nuovo. E riparte, ancora una volta, ma stavolta soltanto dopo aver capito davvero perché si era fermata anche la prima volta - ne comprende le cause -. Continua questo circolo apparentemente infinito, ma che lo è solo in apparenza: perché ogni volta che la goccia si ferma, lo fa per essere messa alla prova, per vedere se stavolta ha capito dove stava sbagliando la volta precedente, per vedere se ha trovato la chiave di volta per modificare ciò che nella sua vita non la faceva stare bene.
E dopo aver notato questo, potrete vedere ancora come dopo essersi completata, dopo aver trovato il suo equilibrio interiore, la goccia ne incontra un’altra a lei simile e da lì in poi la corsa si accelera fino alla fine; finché entrambe non si dissolvono a formare una goccia più grande.
Questa è la vita. Una corsa, una sfida continua, una dopo l’altra. E finché non saremo in grado di camminare da soli, di riuscire a far fronte all’ostilità soli con noi stessi, non saremo mai davvero in grado di completare la corsa con qualcun altro.