il proibizionismo ha fallito (cit)
La Chiesa volta a volta si è messa contro l'uso del tabacco, la vaccinazione, il parto indolore, gli anticoncettivi, l'eutanasia, e alla fine ha dovuto approvare tutto. Incanalare i fenomeni sociali, non ignorarli o combatterli, questa è sapienza cristiana: non l'odium theologicum, o l'intransigenza velleitaria. Spesso, ammoniva "Civiltà Cattolica", le cose sono dannose perché sono proibite, non sono proibite perché sono dannose. [...] Il proibizionismo degli allucinogeni è forse più giustificato di quello di Woodrow Wilson, che metteva al bando il Bourbon e il Canadian? [...] Mi si dice: nel convento dei Minori Osservanti di Riefenbach, in Baviera, regna la più austera virtù (il defunto guardiano è stato proposto per la beatificazione) anche se ci si fabbricano compresse effervescenti di GR6. Le vendono, a quintali, a vantaggio della loro clinica di malattie nervose aperta gratuitamente ai malati. Non discuto, ma i bravi frati non potevano seguitare col loro liquore al cardamomo, famoso come l'Arquebuse dei padri Maristi, o la Bénédictine di Fécamp? E quando i monaci di St. Michel in Bretagna iniziano i loro novizi con dosi progressive di LSD, sembra lecito il dubbio che questa prassi sia priva di effetti secondari, specie di ordine morale. Insomma, trovo che il problema ha ancora lati oscuri. da G. Morselli, Roma senza papa
(questo passo pare scritto dal buon roberto spagnoli di radio radicale...)


















