Berlino 2009.
Residui di muro e di speranza.
((( La fotina è mia )))
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Berlino 2009.
Residui di muro e di speranza.
((( La fotina è mia )))
Faccio dannatamente fatica. Fatico a riprendermi. A riprendere il percorso da seguire. A ritrovarmi. Non so se sia più grande l'ombra che pesa sopra di me o quella che mi divora da dentro.
Falsi discorsi che non mi convincono più, falsi momenti di felicità, falsi sorrisi. Tutto maledettamente falso.
Tutto cade in questo enorme, avido vuoto che si ripresenta in mille forme diverse ma sempre più affamato.
Fuori scoppia l'estate ma dentro l'inverno non se n'è mai andato via.
-- thepainlove
Quell’aspettata e prevista delusione...sentivo che non potevi essere cambiato, mi sembrava strano...eppure ancora ci spero
@elisa8elly
Se ne vuoi parlare...
Quante volte sentito pronunciare questa frase, ma per poi andare a piangere 😢 dietro l'angolo, perché non avevo trovato un amico che potesse fidarsi di me. Quante volte mi sono svegliato da quel vincolo di amicizia in cui credevo e poi rendersi conto che non mi piaceva pensare di essere sola quando in realtà le lotte si combattono tutte da sole.
Una delle più grandi delusioni è quando una persona fa esattamente ciò che ci si aspetta da lei, sgretolando, di nuovo, la speranza che le cose, almeno per una volta, possano andare diversamente.
E.S.
'Se si passa il tempo sperando che qualcuno soffra le conseguenze di quello che ha fatto al tuo cuore, allora si sta permettendo a questa persona di farti male una seconda volta.'
E me ne sto lì a guardare senza far niente come uno spettatore al cinema, in mezzo al sangue dei miei sogni infranti.
The-Cromatic-Girl
Gente in ogni dove, ma siamo tutti soli.
E' la solitudine il grande male della nostra generazione, quelli nati negli anni '80, le mal du siécle, il peso nel cuore che la maggior parte di noi si porta dentro. “gente in ogni dove, ma siamo tutti soli”, cantano gli Zen Circus. Dicono che ci si abitui, ci si abitua a tutto ormai, e allora ci si può abituare anche alla solitudine. Eppure a volte sembra così pesante, così dannatamente insopportabile, addormentarsi da soli e svegliarsi in quella tomba che ti ostini a chiamar letto, con l'amaro in bocca ed un dolore al petto. Il dolore di chi deve fare sempre tutto da solo, di chi fatica ad arrivare a fine giornata e da solo si addormenta sperando in un domani migliore, per accorgersi la sera dopo che niente cambia, che anche domani le tue lacrime le asciugherà il cuscino, e non ci sono abbracci in cui perdersi, non ci sono baci, non ci sono sorrisi, ci sei solo tu, con quel peso dentro che non riesci a scacciare. La solitudine. La solitudine di chi non può amare liberamente; la solitudine di chi per guadagnare una miseria è costretto a sopportare la meschinità di chi i soldi li ha, e per questo ti tratta al pari di una prostituta; la solitudine di chi in casa viene sempre criticato, e mai apprezzato; la solitudine di chi ha quei chili di troppo e a nessuno importa l'universo che ha dentro; la solitudine che ogni cazzo di stereotipo di questa società impone a chi non è perfetto; la solitudine che ti lasciano i sogni ormai infranti per il tuo futuro e per la tua vita. Siamo tutti autosufficienti ormai, tutti sappiamo cavarcela da soli, sappiamo cucinare – almeno quello che basta per sopravvivere -, sappiamo lavarci i panni, sappiamo pulire la casa, sappiamo fare tutto, perché abbiamo capito tutti che ognuno deve cavarsela da solo. La solitudine, il grande male della nostra generazione.
Mi addormento ogni sera con la sicurezza di rimanere sola per sempre, mi addormento con la certezza che per i miei genitori sarò per sempre una delusione, che per le cose quotidiane non potrò contare su di loro, che quando soffrirò per amore non potrò condividerlo con loro, e se mai avrò attimi di felicità, saranno solo miei. Mi addormento con la paura di non poter avere un lavoro, con la certezza che non potrò mai permettermi niente, non un viaggio in america, né in africa, non una casa tutta mia, niente.
La mia solitudine è l'unica certezza che ho, ed è così pesante da togliere il fiato. E vorrei tornare a respirare, vorrei davvero tornare a respirare, anche solo per poco, ma sarebbe davvero bello poter provare qualcosa di bello, di buono. Sarebbe davvero bello poter essere serena.