" Il termine umorismo deriva dal termine «umore» e si riferisce ad una sottile e felice disposizione mentale solitamente basata su un fondamento di equilibrio psicologico e di benessere fisiologico. Schiere di scrittori, filosofi, epistemologi, linguisti hanno ripetutamente tentato di definire e spiegare l'umorismo. Ma dare una definizione dell'umorismo è cosa difficile per non dire impossibile. Tanto è vero che se una battuta umoristica non è percepita come tale dall'interlocutore è praticamente inutile se non addirittura controproducente cercare di spiegargliela. Chiaramente l'umorismo è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l'aspetto comico della realtà. Ma è anche molto di più. Anzitutto, come scrissero Devoto e Oli, l'umorismo non deve implicare una posizione ostile bensì una profonda e spesso indulgente simpatia umana. Inoltre l'umorismo implica la percezione istintiva del momento e del luogo in cui può essere espresso. Fare dell'umorismo sulla precarietà della vita umana al capezzale di un moribondo non è umorismo. D'altra parte quando quel gentiluomo francese che saliva i gradini che lo portavano alla ghigliottina, avendo inciampato in uno dei gradini, rivolgendosi alle guardie esclamò: «dicono che inciampare porti sfortuna», quel gentiluomo meritava certamente che la sua testa venisse risparmiata. "
Carlo M. Cipolla, Le leggi fondamentali della stupidità umana.
NOTA: L’autore stese questo breve saggio ("che gli eruditi settecenteschi avrebbero chiamato «una spiritosa invenzione»”) in lingua inglese mentre era professore di economia alla UC Berkeley e lo pubblicò nel 1976 in edizione ristretta riservata ai soli amici. Come un suo altro scritto informale (Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo, distribuito in una ristretta cerchia nel 1973) anche questo pamphlet conobbe una rapida diffusione per mezzo di copie xerografiche e manoscritte. Il fenomeno assunse però proporzioni tali che, pur avendo rifiutato a lungo una traduzione in lingua italiana ritenendo che lo spirito del testo potesse essere colto solo in lingua inglese, Cipolla acconsentì nel 1988 ad una revisione e pubblicazione dei due saggi satirici in lingua italiana da parte della casa editrice Il Mulino. Da questa versione, intitolata Allegro ma non troppo, sono poi state tratte le ulteriori edizioni in altre lingue, compresa quella inglese.








