[...]Nell'Ottocento la povertà era considerata dalle classi dominanti una colpa. Tu eri povero perché non avevi voglia di lavorare, perché non avevi sgomitato abbastanza per farti strada, perché non avevi meritato il favore dei potenti. In definitiva, se eri povero era colpa tua. Questo era il punto di vista del ricco, questa era l'ideologia feroce del liberismo economico. Nel secolo successivo, nel corso del Novecento, a seguito delle grandi trasformazioni sociali intervenute, si afferma invece a livello generale un punto di vista diverso, rovesciato rispetto al precedente, secondo cui il povero è tale perché è sfruttato. E' lo sfruttamento del ricco che rende l'uomo povero, non la sua incapacità. Finisce la colpevolizzazione del povero, dello sfruttato, e si afferma nell'opinione della maggioranza l'assunzione di responsabilità sociale del ricco, del capitalista.
Ora, di Stracquadanio e delle sue idee ottocentesche non varrebbe la pena di parlare non fosse per il fatto che il liberismo non solo ha vinto negli ultimi decenni sul piano economico ma sta anche facendosi strada nella società, nel senso comune della gente. E questo non va per niente bene.