«Sono solo uno studente». «Ah! Lei studia… E perché?». «Mah!» fece lui con l’aria di rifletterci su. «Me lo domando anch’io!». - Suite francese, Irène Némirovsky
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«Sono solo uno studente». «Ah! Lei studia… E perché?». «Mah!» fece lui con l’aria di rifletterci su. «Me lo domando anch’io!». - Suite francese, Irène Némirovsky
“Ma allora, cos’è che ti conforta?”.
“La certezza della mia libertà interiore,” disse lui dopo aver riflettuto “questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscono poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare”.
- Suite Francese, Irène Némirovsky
“Ma allora, cos’è che ti conforta?”
“La certezza della mia libertà interiore,” disse lui dopo aver riflettuto “questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare”.
— Irène Némirovsky, Suite francese
Resistere, attendere, sperare SEMPRE
𝑺𝒖𝒊𝒕𝒆 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄̧𝒂𝒊𝒔𝒆 (2014), Saul Dibb
Che ciò che ha avuto un inizio è fatalmente destinato a finire. In sostanza, che le catastrofi cessano e che bisogna cercare di non cessare prima di loro, ecco tutto.
Irène Némirovsky, Suite francese
Suite francese (2014)
Michelle Williams e Matthias Schoenaerts sono Lucile Angellier e il tenente Bruno von Falk
Michelle Williams in Suite Française
Fra di loro c’era tutto un mondo di sfumature ambigue, inespresse, qualcosa di fragile come un prezioso cristallo che una parola sarebbe bastata a spezzare. Lo sentì probabilmente anche lui, perché rimase a tu per tu con lei solo un breve istante. Si levò il berretto da ufficiale, le prese le mani. Prima di baciarle, vi appoggiò un istante la guancia con un movimento dolce e imperioso insieme: una presa di possesso? Un tentativo di segnarla in modo indelebile con la fiamma di un ricordo?
Irène Némirovsky, “Suite francese”.